L’impegno della DSC a favore della parità di genere dà i suoi frutti

Berna, 10.08.2018 - Una maggiore parità tra i sessi si traduce nella promozione dello sviluppo sostenibile, della crescita economica e della riduzione della povertà. Per questo motivo la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) si adopera sistematicamente a favore della parità di genere, dei diritti delle donne e del rafforzamento della posizione di donne e bambine nei Paesi partner. Con ottimi risultati, come mostrano due studi realizzati su incarico della DSC: la violenza contro le donne è in parte diminuita e la loro posizione economica e politica si è rafforzata.

In Ruanda, Burundi e nella Repubblica democratica del Congo è stato possibile ridurre la violenza di genere grazie a un programma di sostegno che ha coinvolto uomini e donne. In Afghanistan alcune contadine sono riuscite ad aumentare il proprio reddito dopo aver frequentato corsi sull’allevamento di polli e capre. E in Albania le donne hanno un maggiore peso politico rispetto al passato grazie a un programma di decentramento e democratizzazione. Questi esempi mostrano che l’impegno della DSC nei tre ambiti centrali della lotta alla violenza di genere, del rafforzamento economico e della partecipazione politica delle donne si rivela efficace. «La parità tra i sessi e il rafforzamento della posizione femminile sono due elementi fondamentali della cooperazione allo sviluppo, senza i quali lo sviluppo sostenibile non sarebbe possibile», ha affermato Thomas Gass – capo del Settore di direzione Cooperazione Sud della DSC – durante la presentazione ai media dei due studi.

Il primo rapporto, sulla situazione della parità di genere 2017, intitolato «Closing the Gender Gap», illustra, sulla base di esempi di progetti concreti, i progressi compiuti finora dalla DSC nel tentativo di colmare il divario tra i sessi. A conti fatti, non va dimenticato che è in parte diminuita la violenza contro le donne e che la loro posizione politica ed economica è generalmente migliorata. Dei 1383,4 milioni di franchi spesi nel 2017 per la cooperazione bilaterale, due terzi circa sono stati investiti in progetti che promuovono la parità di genere.
Il «Rapporto di efficacia: cooperazione internazionale della Svizzera in materia di uguaglianza di genere 2007-2016», una valutazione esterna, indaga quali tipi di progetto in questo settore si rivelano più efficaci. Dallo studio è emerso che il 73 per cento dei progetti il cui scopo principale è contribuire al miglioramento della parità tra i sessi ha portato buoni risultati. L’efficacia dei progetti che perseguono un obiettivo differente e nei quali la parità di genere è soltanto un aspetto secondario – come quelli volti ad aumentare il reddito di uomini e donne – è stata invece pari al 31 per cento se si considera l’aspetto della parità. In base al rapporto di efficacia, si sono registrati notevoli miglioramenti strutturali per quanto riguarda la parità. Ad esempio, il 50 per cento dei progetti della DSC presi in esame ha portato a una maggiore partecipazione femminile nei processi decisionali, sia a livello familiare che politico. Il 40 per cento dei progetti ha contribuito alla diminuzione della violenza e il 30 per cento al rafforzamento della posizione economica delle donne.

I due rapporti, che si differenziano per quanto concerne le premesse e il tema centrale di ricerca, giungono alla conclusione che la DSC dovrebbe portare avanti il proprio impegno a favore della parità tra i sessi senza ridurne l’entità. Nel rapporto sulla situazione della parità di genere si legge che il processo per raggiungerla è lungo e difficile. In particolare per quanto concerne la violenza di genere, la partecipazione al mercato del lavoro e l’integrazione nei processi decisionali si rendono necessari altri sforzi mirati. Un cambiamento duraturo delle norme sociali e dei ruoli tradizionali si può raggiungere solo coinvolgendo gli uomini e i ragazzi nei vari progetti. Inoltre, per migliorare l’integrazione delle donne in campo economico, occorre prendere in considerazione la conclusione di partenariati anche con il settore privato.


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Ultima modifica 05.01.2016

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