La Svizzera ha negoziato un pacchetto di accordi con l’Unione europea (UE) con l’obiettivo di stabilizzare e sviluppare le relazioni con l’UE. In questa pagina sono raccolte le informazioni essenziali sul pacchetto (Bilaterali III).
Il 13 marzo 2026 il Consiglio federale ha adottato il pacchetto Svizzera-UE all’attenzione del Parlamento. Oltre agli accordi con l’UE, il pacchetto comprende le leggi che consentiranno l’attuazione degli accordi a livello nazionale, incluse le relative misure di accompagnamento.
Il pacchetto è ora al vaglio del Parlamento. In caso di referendum, anche il popolo dovrà esprimersi in merito.
IL PACCHETTO IN BREVE
Continuità
Il pacchetto permette di portare avanti la via bilaterale e si inserisce nella continuità delle relazioni con l’UE; non si tratta dunque di uno stravolgimento della politica estera svizzera.
Accesso al mercato
Il pacchetto permette alle imprese svizzere una partecipazione senza ostacoli al mercato europeo in ambiti chiaramente definiti, così come la cooperazione in ambiti specifici quali la ricerca, la formazione e la sanità.
Partenariato affidabile
Il pacchetto permette di rafforzare le relazioni con un partner affidabile. Alla luce degli sviluppi internazionali, rientra negli interessi strategici della Svizzera mantenere delle buone relazioni con l’UE e i suoi Stati membri, in particolare con quelli confinanti con i quali condivide valori comuni.
Azione necessaria
Non fare nulla non significherebbe mantenere lo status quo delle relazioni bilaterali, bensì porterebbe a una partecipazione sempre più limitata al mercato europeo così come a una riduzione delle cooperazioni.
Video esplicativi
📦La Svizzera e l'UE hanno negoziato un nuovo pacchetto di accordi. Perché era necessario farlo? Gli attuali accordi, i cosiddetti «Bilaterali II», hanno più di 20 anni. Sono stati firmati nel 2004. È quindi necessario aggiornarli.
🔄 Gli accordi esistenti sul mercato interno dei Bilaterali I sono stati aggiornati e tre nuovi accordi sono stati negoziati (energia elettrica, sanità e sicurezza alimentare).
🤝Il Consiglio federale sostiene il pacchetto negoziato perché garantisce la sicurezza, il benessere e le opportunità della popolazione svizzera. Il pacchetto di accordi tra la Svizzera e l'UE consente di stabilizzare e sviluppare ulteriormente la comprovata via bilaterale con l'UE.
Nota bene: la voce è generata dall'intelligenza artificiale
🤝 La Svizzera e l'UE hanno negoziato un nuovo pacchetto di accordi. Che cosa contiene? Il pacchetto ingloba non solo degli accordi ma anche delle misure per la loro attuazione in Svizzera, con – se necessario – delle misure di accompagnamento.
📦Il pacchetto contiene due parti: una deve stabilizzare la via bilaterale preservando gli accordi esistenti e regolamentando in modo duraturo l'accesso ai programmi europei e il contributo svizzero all'UE.
🔌⚕️🥕 L'altra, mira a sviluppare la via bilaterale grazie a tre nuovi accordi sull'elettricità, la salute e la sicurezza alimentare.
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📦👩⚕️👷 L'accordo sulla libera circolazione delle persone disciplina le condizioni alle quali i cittadini europei possono venire a lavorare, studiare e abitare in Svizzera e viceversa. È stato adeguato nel pacchetto di accordi negoziato tra la Svizzera e l'UE.
🛡️Una delle modifiche riguarda la « clausola di salvaguardia ». La Svizzera potrà attivare rapidamente e in modo autonomo questo freno se l'immigrazione proveniente dall'UE dovesse creare gravi difficoltà.
🚩 Per attivarlo, la Svizzera dovrà rivolgersi al Comitato misto CH-UE ed eventualmente al tribunale arbitrale. In caso di disaccordo, l'UE potrà adottare misure di compensazione proporzionate.
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🤝La Svizzera e l'UE hanno concordato di includere i cosiddetti elementi istituzionali in tutti gli accordi di accesso al mercato. Questi includono l'adozione dinamica della legislazione, l'interpretazione e il monitoraggio degli accordi.
🔄 Ne garantiscono inoltre il regolare aggiornamento.
⚖ Con questi elementi istituzionali, l'approccio bilaterale può essere mantenuto. Esso creano certezza giuridica e parità di trattamento per le imprese e i privati all'interno del mercato comune (level playing field).
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🔌⚕️🥕 La Svizzera vuole stabilizzare e sviluppare ulteriormente le sue relazioni con l'🇪🇺. Con i nuovi accordi sull'elettricità, la sanità e i prodotti alimentari intende rafforzare queste relazioni in modo mirato.
🔌L'accordo sull'energia elettrica con l'UE consentirà alla Svizzera di semplificare lo scambio e il commercio di energia elettrica e di garantire la stabilità della propria rete.
💡Ciò rafforzerà la sicurezza dell'approvvigionamento e il funzionamento della rete e favorirà prezzi competitivi dell'energia elettrica. L'economia ne trarrà benefici in termini di efficienza. Il servizio pubblico rimarrà garantito.
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🇨🇭🤝🇪🇺 La Svizzera e l’UE hanno concordato un piano di garanzia a tre livelli, comprendente principi, eccezioni e una clausola di non regressione.
Questo include:
➡️il principio di base «parità di salario per lo stesso lavoro nello stesso luogo», così come il sistema di controllo svizzero previsto a tale scopo.
➡️Deroghe negoziate dalla Svizzera (tra cui il termine di notifica preliminare nei settori a rischio e l'obbligo di cauzione in caso di multe non pagate);
➡️La «clausola di non regressione» (no all'adozione di nuove norme UE che potrebbero peggiorare il livello di protezione dei salari).
Inoltre, insieme ai partner sociali e i Cantoni, il Consiglio federale ha inoltre elaborato un pacchetto di misure interne.
🩺💊🦠Il pacchetto di accordi tra la Svizzera e l'UE comprende anche un nuovo accordo sulla cooperazione in ambito sanitario. Concretamente, ciò significa maggiore protezione, migliore preparazione e uno scambio più intenso con l'UE in caso di crisi sanitarie.
📦L'accordo sulla sanità fa parte del pacchetto Svizzera-UE il cui scopo è quello di sviluppare ulteriormente le relazioni fra le parti. Potrà entrare in vigore solo se sarà approvata anche la parte di stabilizzazione, che garantisce il futuro della comprovata via bilaterale.
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✔️ Affinché gli accordi relativi al mercato interno tra la Svizzera e l'UE rimangano funzionali, un loro regolare aggiornamento è necessario.
🔄 Il recepimento dinamico del diritto consente questi aggiornamenti regolari. Ciò è nell'interesse sia della Svizzera che dell'UE e consente alle imprese di pianificare le loro attività e i loro investimenti in modo sicuro.
👑 Con il recepimento dinamico del diritto, l'indipendenza e la sovranità della Svizzera sono preservate, così come la democrazia diretta e il federalismo.
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🇨🇭🤝🇪🇺 Le regolamentazioni possono rappresentare uns sfida per l'economia. Tuttavia, le regole armonizzate tra la Svizzera e l'Unione europea nell'ambito degli accordi sul mercato interno comportano spesso dei vantaggi per le imprese.
️↔️🚚Grazie agli accordi con l'UE, le imprese svizzere possono infatti esportare più facilmente numerosi prodotti verso l'UE e assumere senza lungaggini amministrative il personale europeo di cui hanno bisogno.
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🤝Dal 2007 la, Svizzera sostiene la stabilità e la coesione in Europa grazie al «contributo svizzero»: questi due fattori contribuiscono al buon funzionamento del mercato interno UE, cui la Svizzera partecipa.
🌱👩⚕️👨🔧🌐Concretamente, attraverso il suo contributo, la Confederazione ha sostenuto centinaia di progetti nell'ambito della salvaguardia dell'ambiente, della formazione professionale fino al rafforzamento dei sistemi socio-sanitari e della migrazione.
▶️Con i nuovi accordi 🇨🇭🇪🇺, il contributo svizzero diventerà regolare e, per il prossimo contributo, sarà di 350 mio l'anno. Come già oggi, la somma non sarà versata all’UE bensì sarà destinata a progetti che la Svizzera sceglierà con i Paesi partner.
🤝La Svizzera e l'UE intendono creare uno spazio comune per la sicurezza alimentare.
🥣 Il nuovo Protocollo sulla sicurezza alimentare integra l'accordo agricolo esistente. Esso copre ora anche i prodotti alimentari di origine non animale come noci, cetrioli e pasta. Il Protocollo rafforza la protezione contro i prodotti alimentari poco sicuri.
🚨La Svizzera ottiene anche l'accesso a importanti sistemi europei di allerta e cooperazione in materia di prodotti alimentari. In questo modo può individuare i rischi più rapidamente e ritirare più velocemente dal mercato i prodotti pericolosi. Un vantaggio per la salute dei consumatori, delle piante e degli animali.
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🇨🇭🤝🇪🇺 Anche l'economia svizzera trarrebbe vantaggio dal pacchetto di accordi tra la Svizzera e l'UE. Ma in che misura?
📝🔍Per rispondere a questa domanda, il Consiglio federale ha commissionato cinque studi esterni (abbandono degli accordi bilaterali I, ricerca, recepimento parziale della direttiva sulla cittadinanza dell'Unione, elettricità, MRA sui dispositivi medici). Gli studi si basano su una serie di ipotesi.
📈Questi studi dimostrano che il pacchetto avrebbe diversi effetti positivi sull'economia svizzera, il più importante dei quali è il mantenimento degli accordi bilaterali esistenti.
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Contenuto del pacchetto
Il pacchetto Svizzera-UE presenta due parti distinte, dedicate rispettivamente alla stabilizzazione e allo sviluppo delle relazioni fra la Svizzera e l’UE.
Il Consiglio federale propone quattro decreti federali: uno per gli elementi che concernono la stabilizzazione e uno per ognuno dei tre nuovi accordi nell’ambito dello sviluppo (energia elettrica, sicurezza alimentare, sanità).
Il Consiglio federale propone di sottoporre il pacchetto a un referendum facoltativo, ma in definitiva sarà il Parlamento a decidere.
👆Cliccare sugli elementi dell’infografica per maggiori informazioni.
Il pacchetto comprende:
L’inserimento di elementi istituzionali negli accordi relativi al mercato interno (a eccezione dell’agricoltura): recepimento dinamico del diritto, interpretazione uniforme degli accordi, vigilanza e risoluzione delle controversie. Gli elementi istituzionali garantiscono un aggiornamento regolare degli accordi, affinché questi rimangano completamente operativi.
L’inclusione di interessi essenziali della Svizzera in materia di protezione dei salari, immigrazione, trasporti terrestri ed energia elettrica.
L’inserimento di disposizioni relative agli aiuti di Stato nell’accordo sul trasporto aereo e in quello sui trasporti terrestri, nonché nel nuovo accordo sull’energia elettrica.
Tre nuovi accordi: energia elettrica, sicurezza alimentare e sanità.
Relazioni stabili e prevedibili con l’UE, e in particolare con i Paesi confinanti, sono una necessità strategica. L’ampliamento delle relazioni economiche, la cooperazione scientifica e la gestione comune delle sfide attuali promuovono la sicurezza e la prosperità della Svizzera.
Da 25 anni la via bilaterale contribuisce in modo significativo al successo del nostro Paese.
Senza il pacchetto Svizzera-UE, non sarebbe possibile portarla avanti. Con il pacchetto, invece, si potranno avere relazioni giuridicamente chiare con l’UE, così da stabilizzare, ma anche sviluppare la via bilaterale. Questo approccio è nell’interesse della Svizzera.
La Svizzera vuole partecipare ad alcuni settori del mercato interno dell’UE. In questi settori deve osservare le stesse regole degli Stati membri dell’Unione europea. È anche nell’interesse della Svizzera, delle sue imprese e dei suoi cittadini che tutti i partecipanti al mercato interno dell’UE rispettino le stesse regole.
Con il recepimento dinamico del diritto, la Svizzera può inoltre partecipare allo sviluppo di questo diritto e può quindi far valere i propri interessi nelle procedure legislative («decision shaping»).
Tra i circa cento accordi che legano la Svizzera all'UE, il recepimento dinamico del diritto riguarda solo quattro accordi di partecipazione al mercato interno già esistenti e due nuovi. L’accordo sull’agricoltura non è toccato.
No. La Svizzera recepirà il diritto dell’UE applicando le sue procedure abituali. In concreto ciò significa che dovrà concludere un trattato internazionale (sotto forma di decisione del comitato misto) con l’UE per qualsiasi futuro recepimento di un atto giuridico; il trattato in questione sarà soggetto alle procedure di approvazione interne, compreso un eventuale referendum.
Se necessario, la Svizzera potrà rifiutare il recepimento, ma in questo caso dovrà aspettarsi che l’UE prenda misure di compensazione. Queste misure dovranno riguardare solo gli accordi relativi al mercato interno e dovranno essere proporzionate, ossia dovranno servire unicamente a compensare gli svantaggi per l’UE dovuti al mancato recepimento.
Nell’ambito di Schengen/Dublino si applica già il recepimento dinamico del diritto. In questo contesto, negli ultimi anni hanno avuto luogo intensi dibattiti parlamentari e si sono tenute diverse votazioni popolari relative al recepimento di atti giuridici dell’UE pertinenti.
No. La Svizzera rimarrà l’unica responsabile della propria legislazione.
Tuttavia, in presenza di un conflitto tra la Svizzera e l’UE legato al mercato interno sarà possibile ricorrere a un tribunale arbitrale paritario, nel quale le due parti saranno rappresentate equamente.
Se per pronunciarsi su una controversia, il tribunale arbitrario riterrà necessaria e pertinente l’interpretazione di una nozione di diritto dell’UE, si rivolgerà alla Corte di giustizia dell'Unione europea (CGUE). Quest’ultima potrà intervenire solamente a livello di interpretazione del diritto europeo: non sarà mai chiamata a decidere riguardo una controversia e non potrà intervenire di propria iniziativa.
All’interno dell’UE il diritto di soggiorno permanente è concesso dopo un soggiorno di cinque anni. Le persone che beneficiano di tale diritto possono percepire l’aiuto sociale senza che venga loro ritirato il diritto di soggiorno.
Possono beneficiare del diritto di soggiorno permanente in Svizzera solo i cittadini dell’UE esercitanti un’attività lucrativa e i loro familiari, a condizione che soggiornino in Svizzera legalmente da cinque anni. I periodi di completa dipendenza dall’aiuto sociale pari a sei mesi o più non sono computati per il calcolo dei cinque anni. I cittadini dell’UE che non esercitano un’attività lucrativa non beneficiano del diritto di soggiorno permanente. In virtù delle stesse condizioni di cui sopra, ai cittadini svizzeri che esercitano un’attività lucrativa è concesso il diritto di soggiorno permanente nell’UE dopo un soggiorno di cinque anni.
La norma negoziata dalla Svizzera è quindi più severa rispetto a quella che si applica all’interno dell’UE. Grazie a tale eccezione, la Svizzera accorda il diritto di soggiorno permanente solo a chi esercita un’attività lucrativa e ai suoi familiari.
Non necessariamente. Le regole rimangono sostanzialmente invariate. L’immigrazione dipende principalmente dagli sviluppi economici in Svizzera e nell’UE. Un maggiore fabbisogno di lavoratori provenienti dall’UE (p. es. nei settori della sanità, dell’edilizia o dell’agricoltura) farà aumentare l’immigrazione in Svizzera.
A ciò si aggiunge il fatto che, complice il progressivo invecchiamento della popolazione indigena, aumenterà la necessità di sostituire i lavoratori che andranno in pensione.
L’UE lo concepisce in questo modo. Per la Svizzera si tratta di un elemento importante della sua politica europea. Il nostro Paese si dimostra così solidale e, tramite i progetti finanziati, rafforza le relazioni e i partenariati con gli Stati beneficiari.
Un maggiore sviluppo economico negli Stati partner si traduce anche in benefici per l’economia svizzera sotto forma di nuovi mercati di vendita e opportunità di investimento. Anche la gestione di sfide comuni, come la migrazione, è nell’interesse diretto della Confederazione.
I fondi non confluiranno nel bilancio dell’UE, bensì saranno utilizzati direttamente negli Stati partner per programmi e progetti concordati con questi ultimi.
Gli accordi bilaterali esistenti rimarranno validi ma perderanno importanza ed efficacia poiché non verranno più aggiornati. Questo sfocerà in insicurezze a livello giuridico e di pianificazione, in particolare per le imprese svizzere che esportano in Europa.
Senza una stabilizzazione delle relazioni bilaterali, la Svizzera non avrà più la possibilità di perseguire i propri interessi concludendo nuovi accordi con l’UE. Ciò vale sia per gli accordi contenuti nella parte dedicata allo sviluppo (energia elettrica, sicurezza alimentare, sanità), sia per qualsiasi altro nuovo accordo.
Se la Svizzera dovesse rifiutare il pacchetto, non potrà più partecipare ai programmi dell’UE, tra i quali anche quelli dedicati alla ricerca (Horizon) e allo scambio universitario (Erasmus). Il ruolo della Svizzera come polo di ricerca, formazione e innovazione verrebbe indebolito.
Inoltre, le sarà negato anche l’accesso alle organizzazioni di crisi e alle piattaforme per lo scambio d’informazioni dell’UE, con conseguente impatto negativo sulla sicurezza dell’approvvigionamento e sulla protezione dei consumatori.