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Comunicato stampaPubblicato il 4 settembre 2025

Il Consiglio federale vuole assicurare il finanziamento a lungo termine del Centro d’informazione tossicologica

Berna, 04.09.2025 — Il Centro svizzero d’informazione tossicologica Tox Info Suisse fornisce importanti servizi a privati e professionisti in caso di intossicazione. Il suo finanziamento, tuttavia, non è sufficientemente regolamentato. Nella sua seduta del 3 settembre 2025, il Consiglio federale si è detto favorevole a consolidare il finanziamento da parte di attori pubblici e privati, una soluzione la cui efficacia è comprovata da decenni. L’importanza del compito di Tox Info Suisse non è messa in discussione. L’obiettivo è garantire la partecipazione dell’economia privata al finanziamento e all’operatività del Centro d’informazione. Tale scopo può essere raggiunto tramite un accordo con i settori interessati o una modifica di legge.

Dalla sua fondazione, circa 60 anni fa, il Centro d’informazione tossicologica Tox Info Suisse è stato finanziato da attori privati e dal settore pubblico nonché mediante entrate provenienti da altre fonti, come contratti di prestazioni di servizi con ospedali o donazioni. Negli ultimi anni, tuttavia, i finanziatori si sono progressivamente ritirati, mentre la Confederazione e i Cantoni hanno aumentato i loro contributi. Ciò non è comunque bastato a coprire i costi operativi annuali, pari approssimativamente a 4,35 milioni di franchi. Già gravato da un deficit di circa 800 000 franchi nel conto annuale 2024, Tox Info Suisse prevede un ulteriore incremento dei costi nei prossimi anni e ha pertanto chiesto maggiori contributi alla Confederazione. Un aumento a breve termine dei contributi del settore pubblico o addirittura una copertura completa del deficit non sono tuttavia possibili alla luce della difficile situazione finanziaria della Confederazione.

Tox Info Suisse fornisce circa 40 000 consulenze all’anno a persone che chiamano da tutta la Svizzera. I prodotti chimici (33 %) e i medicamenti (37 %) figurano tra le cause d’intossicazione più frequenti per cui ci si rivolge al Centro d’informazione. Altre cause sono ad esempio le derrate alimentari, i cosmetici, i funghi, le piante o gli animali velenosi. Alla luce di questi dati, il Consiglio federale ritiene che i fabbricanti di prodotti chimici e medicamenti abbiano il dovere di continuare a contribuire al finanziamento del Centro d’informazione. Nella sua seduta si è dichiarato favorevole a mantenere il collaudato sistema di finanziamento, garantito da decenni da attori pubblici e privati, e a regolamentarlo.

Il Dipartimento federale dell’interno (DFI) mira a raggiungere entro la fine del 2025 un accordo con i settori interessati che assicuri una partecipazione ai costi. Parallelamente, Tox Info Suisse verrà sottoposto a una verifica esterna dell’economicità entro aprile 2026. Per garantire il mantenimento del Centro d’informazione nel caso in cui non venisse raggiunto alcun accordo si sta inoltre elaborando un progetto che sarà posto in consultazione. Il Consiglio federale ha incaricato il DFI di sottoporgli il progetto entro aprile 2026.

Il progetto che sarà posto in consultazione conterrà una modifica dell’attuale legge sui prodotti chimici, la quale prevede che la Confederazione designi un Centro d’informazione tossicologica e provveda alla sua copertura finanziaria. La legge dovrebbe essere adeguata in modo da obbligare i fabbricanti di prodotti chimici a garantire l’operatività e il finanziamento di tale centro come requisito per poter immettere sul mercato i loro prodotti. Un obbligo analogo andrebbe imposto anche ai titolari di omologazioni di medicamenti e sancito nella legge sugli agenti terapeutici. Il nuovo obbligo riguarderebbe circa 5000 aziende nel settore dei prodotti chimici e circa 1000 in quello degli agenti terapeutici e comporterebbe per ciascuna di esse costi annuali dell’ordine di alcune centinaia di franchi (per i fabbricanti di prodotti chimici) o di alcune migliaia di franchi (per i titolari di omologazioni di medicamenti). La Confederazione e i Cantoni continueranno a sostenere il Centro d’informazione nella misura attuale.