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Comunicato stampaPubblicato il 19 settembre 2025

Resi nel commercio online: il Consiglio federale raccomanda di non regolamentare

Bern, 19.09.2025 — Il 19 settembre 2025 il Consiglio federale ha adottato un rapporto sulle ripercussioni dei resi nel commercio online. Anche se la restituzione di articoli ha un certo impatto sull’ambiente, l’adozione di ulteriori misure statali non garantirebbe una riduzione significativa del fenomeno in generale. Non si possono inoltre escludere effetti secondari.

L’analisi dell’impatto dei resi sull’ambiente si concentra sul trasporto delle merci e sulla gestione dei resi (ad es. rivendita, donazione, distruzione). In base a uno studio esterno, l’impatto ambientale complessivo diretto e indiretto dei resi nel commercio online in Svizzera è stimato a circa 65 000 tonnellate di CO2 equivalente, il che corrisponde all’impronta ecologica annua di circa 5000 persone in Svizzera. Se si considerano i fornitori esteri, gli effetti aumentano del 20 per cento circa. Complessivamente l’impatto ambientale dei resi è in realtà quindi limitato.

Gli effetti ambientali legati al trasporto rappresentano circa il 25 per cento dell’impatto ambientale complessivo, mentre quelli legati alla gestione dei resi il 75 per cento. Il volume di traffico causato dai resi nel commercio online è modesto: la quota sul traffico totale è pari a circa lo 0,06 per cento nel trasporto passeggeri e allo 0,2 per cento nel trasporto merci. La maggior parte delle merci restituite viene rivenduta (83 %). In base allo studio, circa il 3 per cento viene distrutto, il che rappresenta il 23 per cento dell’impatto ambientale complessivo della gestione dei resi.

Una nuova regolamentazione non sarebbe efficace

Per i rivenditori online, evitare che le merci siano restituite è un elemento importante della gestione dei resi. Dato che le restituzioni comportano costi, i commercianti stessi hanno interesse a ridurle.

Le misure statali analizzate nel rapporto non possono garantire una riduzione significativa dell’impatto ambientale complessivo dei resi nel commercio online. Tra tali misure vi è l’obbligo di pagamento per i resi, un contributo anticipato per i resi, un’estensione della tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni (TTPCP) al traffico di consegna, il divieto di distruggere le merci nuove nonché norme in materia di trasparenza.

Va inoltre rilevato che, se le misure dovessero portare a un riorientamento della domanda dal commercio online a quello stazionario, potrebbero esservi delle ripercussioni ambientali (oppure, a seconda dei casi, l’impatto ambientale potrebbe addirittura aumentare). Bisogna anche considerare l’onere amministrativo sostenuto dalle aziende e la difficoltà di coinvolgere i fornitori esteri. Nel rapporto il Consiglio federale conclude che, considerati i costi e i benefici, l’introduzione di nuove misure statali non sarebbe efficace. Si dovrebbero invece applicare in modo sistematico gli strumenti esistenti della politica ambientale e climatica, tra cui i nuovi strumenti derivanti dall’iniziativa parlamentare «Rafforzare l’economia circolare svizzera», ad esempio la gerarchia per la valorizzazione dei rifiuti prevista dalla legge o la creazione di condizioni quadro ottimali per il contributo di riciclaggio anticipato dei prodotti tessili previsto dal settore in questione.

Il rapporto è stato redatto in risposta al postulato 23.4330 «Applicare il principio di causalità alle restituzioni effettuate nell’ambito della vendita per corrispondenza online» della Commissione dell’ambiente, della pianificazione del territorio e dell’energia del Consiglio degli Stati.