Inasprimento delle sanzioni nei confronti della Corea del Nord

Berna, 18.05.2016 - Il 18 maggio 2016 il Consiglio federale ha fortemente inasprito le sanzioni nei confronti della Repubblica popolare democratica di Corea (Corea del Nord) applicando così la risoluzione 2270 (2016) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Le nuove disposizioni entrano in vigore il 18 maggio 2016 alle ore 18:00.

In seguito ai test missilistici e nucleari effettuati dalla Corea del Nord il 6 gennaio e il 7 febbraio 2016 il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha emanato il 2 marzo 2016 la risoluzione 2270 (2016) che inasprisce notevolmente le sanzioni nei confronti di questo Paese. La risoluzione prevede forti restrizioni al commercio di beni, in ambito finanziario, nel traffico marittimo e aereo e in materia di formazione. Con la decisione del 18 maggio 2016 il Consiglio federale applica in Svizzera queste misure vincolanti sul piano del diritto internazionale. A causa delle numerose modifiche l’attuale ordinanza è stata sottoposta a una revisione totale.

Le sanzioni finanziarie (blocco dei valori patrimoniali e divieto di metterli a disposizione) sono ora applicabili a un ulteriore gruppo di persone. Tutti gli averi e le risorse economiche che presentano un legame con i programmi nucleari o missilistici della Corea del Nord sono bloccati. Ciò vale anche per gli averi e le risorse economiche di proprietà o sotto il controllo del Governo o del Partito del lavoro. Sono invece esclusi gli averi necessari per l’attività delle rappresentanze diplomatiche. È vietata l’apertura di succursali, filiali e rappresentanze di banche svizzere in Corea del Nord, mentre le succursali e i conti bancari in Corea del Nord devono essere chiusi entro il 2 giugno 2016. Lo stesso vale per le succursali di banche nordcoreane in Svizzera.

Nel settore delle merci il divieto di esportare beni di lusso è stato esteso ad altri beni.
A partire da adesso tutte le operazioni di importazione, esportazione e transito di partite da e verso la Corea del Nord saranno controllate alla dogana per garantire che non contengano beni vietati. L’esportazione e il transito verso la Corea del Nord devono essere notificati in anticipo alla Segreteria di Stato dell’economia (SECO). D’ora in poi è proibita l’esportazione di beni che rafforzano le capacità operative delle forze armate della Corea del Nord. Sono anche proibiti la vendita e la fornitura di alcuni carburanti per aeromobili, nonché l’acquisto dalla Corea del Nord di determinate materie prime (carbone, ferro, oro, alcuni minerali ferrosi e terre rare).

Anche a livello di traffico marittimo e aereo sono stati introdotti diversi divieti, come quello di stipulare con la Corea del Nord contratti di noleggio o di leasing per aerei e navi. I diritti di decollo, atterraggio e sorvolo degli aeromobili non vengono concessi se vi sono motivi per ritenere che a bordo vi siano beni che violano le disposizioni dell’ordinanza.

In ambito formativo d’ora in poi i cittadini della Repubblica popolare democratica di Corea non potranno frequentare determinati cicli di studio, ad esempio in fisica avanzata, simulazione al computer avanzata e ingegneria nucleare. Infine, è vietato impartire una formazione militare, paramilitare o di polizia a formatori, consulenti e membri delle autorità della Corea del Nord.

A causa del programma nucleare nordcoreano il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite aveva già precedentemente adottato misure sanzionatorie contro questo Paese. Il 25 ottobre 2006 il Consiglio federale aveva approvato l’ordinanza che istituisce provvedimenti nei confronti della Repubblica popolare democratica di Corea, che da allora è stata più volte inasprita. La Svizzera ha applicato le seguenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite: 1718 (2006), 1874 (2009), 2087 (2013) e 2094 (2013). 


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Fabian Maienfisch, vicecapo Comunicazione, SECO, Tel. 058 462 40 20



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Ultima modifica 05.01.2016

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