Corte EDU: aumentare l’efficienza e sottolineare la sussidiarietà

Berna, 06.03.2015 - L’efficienza della Corte europea dei diritti dell’uomo (Corte EDU) va preservata e migliorata. A tale scopo il Consiglio federale ha adottato venerdì il messaggio concernente l'approvazione del Protocollo n. 15 recante emendamento alla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU). Il Protocollo n. 15 rafforza il principio di sussidiarietà e il potere discrezionale degli Stati parte.

Il Protocollo n. 15 aggiunge espressamente alla fine del preambolo della CEDU il riconoscimento del principio di sussidiarietà e rimanda al potere discrezionale degli Stati parte. Nel preambolo sono integrati principi che la Corte EDU ha concretizzato nella sua giurisprudenza, ma che per la prima volta sono esplicitamente menzionati nella Convenzione e in tal modo rafforzati. Sussidiarietà significa che il rispetto e l'applicazione della CEDU competono in primo luogo agli Stati parte, i quali godono tuttavia di un margine di discrezionalità. Dal canto suo, la Corte EDU interviene soltanto in ultima istanza e tutela le persone i cui diritti e libertà non sono stati riconosciuti sul piano nazionale.

Termine di ricorso ridotto a quattro mesi
Le altre modifiche riguardano l'organizzazione e la procedura della Corte EDU. Il termine per adire la Corte è ridotto da sei a quattro mesi dalla data della decisione nazionale definitiva e viene abolito il diritto delle parti di opporsi al trasferimento di una causa alla sezione allargata. Inoltre, i candidati alla carica di giudice della Corte dovranno avere meno di 65 anni; in compenso è soppresso il limite d'età di 70 anni per l'esercizio di tale carica. Infine, la Corte può dichiarare irricevibile un ricorso se il ricorrente non ha subito alcun pregiudizio significativo, anche se la causa non è stata ancora esaminata da un tribunale nazionale.

Il Protocollo n. 15, finora ratificato da dieci Stati e firmato da 29 altri Paesi (stato: 4 marzo 2015), costituisce uno degli sforzi, profusi nel corso degli anni, per preservare e migliorare l'efficienza della Corte oberata dai ricorsi. Il Consiglio federale intende aspettare prima di ratificare il Protocollo n. 16 alla CEDU che estende la competenza della Corte a emettere pareri consultivi. Secondo l'Esecutivo non sono chiari gli effetti di tale protocollo sulla mole di lavoro della Corte.


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