Inchiesta sulla ‘Ndrangheta in Svizzera

Berna, 25.08.2014 - Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) conduce da alcuni anni un’indagine nei confronti di più persone, sospettate di partecipare, rispettivamente di sostenere, l'organizzazione criminale ‘Ndrangheta. All’epoca l’apertura della procedura si basava sulle informazioni delle Autorità antimafia italiane.

Le indagini svizzere erano voluminose. Tra l’altro, le registrazioni video pubblicate dalle Autorità italiane provenivano dalla Svizzera.

Il MPC collabora strettamente con le Autorità italiane. A tale proposito era stata formata una squadra comune. Questo strumento permette, basandosi sulla legislazione vigente, lo scambio continuo dei risultati investigativi. Così i primi risultati della procedura penale svizzera sono stati trasferiti alle Autorità italiane per la loro procedura. Queste ultime sono autorizzate a utilizzarli per le loro indagini (arresti).

Le procedure penali italiane si dirigono contro le attività criminali dei presunti membri di questo gruppo ‘ndranghetistico (traffico di stupefacenti, traffico d’armi).

In seguito agli arresti, le Autorità italiane hanno presentato delle richieste d’assistenza giudiziaria alla Svizzera. Delle informazioni più precise nel merito vanno richieste alle Autorità richiedenti italiane.

Il MPC rileva che i presunti membri di questo gruppo ‘ndranghetistico vivono da anni in Svizzera e sono operano in Italia.

La collaborazione con la Polizia giudiziaria federale (PGF) e le Autorità di perseguimento penale dei Cantoni Turgovia e Zurigo è eccellente, ciò che ha finalmente permesso alle Autorità italiane di procedere agli arresti delle persone menzionate. La collaborazione è altrettanto importante per il perseguimento penale di eventuali reati possibilmente commessi dei sospettati membri della 'Ndrangheta.

In base alla situazione giuridica in Svizzera, nonché alle conoscenze attuali della nostra inchiesta penale, secondo cui le principali e concrete attività criminali sono state commesse in Italia, si presuppone che le Autorità italiane chiederanno l’estradizione delle persone implicate.

 


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Ultima modifica 05.01.2016

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