Finanziamento dell’aborto: il Consiglio federale raccomanda di respingere l’iniziativa senza controprogetto

Berna, 09.05.2012 - Il Consiglio federale raccomanda di respingere, senza opporvi un controprogetto, l’iniziativa popolare «Il finanziamento dell’aborto è una questione privata - Sgravare l’assicurazione malattie stralciando i costi dell’interruzione di gravidanza dall’assicurazione di base obbligatoria». A suo avviso, anche in futuro, nella decisione di interrompere una gravidanza non devono intervenire considerazioni di carattere finanziario, ma soltanto di ordine morale, religioso ed etico.

L'iniziativa lanciata da un comitato interpartitico chiede di stralciare, salvo rare eccezioni, l'interruzione di gravidanza dal catalogo delle prestazioni rimborsate dall'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie. Il Consiglio federale è contrario a questa modifica dell'attuale disciplinamento, approvato nella votazione popolare del 2 giugno 2002 da oltre il 72 per cento dei votanti. Con la normativa vigente sono state abbattute le barriere legali e finanziarie alle interruzioni di gravidanza e fissati i requisiti necessari affinché questi interventi siano effettuati in condizioni di sicurezza e soltanto su richiesta scritta delle gestanti. Se questi requisiti non sono soddisfatti, la cassa malati non rimborsa i costi.

Secondo il Consiglio federale, se venisse accolta, l'iniziativa creerà una situazione di incertezza tra le donne, che non sapranno più, prima di decidere di sottoporsi a un'interruzione di gravidanza, se l'intervento sarà rimborsato o meno. Infatti l'iniziativa definisce in modo vago le eccezioni previste per il rimborso e toccherà quindi agli assicuratori stabilire caso per caso se assumersi i costi. Il Consiglio federale teme che questa situazione di incertezza possa nuovamente condurre ad aborti praticati in modo non conforme alla legge. Eventuali danni alla salute riportati dalle donne in seguito a questi interventi sarebbero nuovamente a carico dell'assicurazione malattie.

Per queste ragioni, il Consiglio federale ritiene che un risparmio stimato a 8 milioni di franchi per l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie non giustifichi le conseguenze giuridiche, sociali e sanitarie che avrebbe la soppressione del rimborso dell'interruzione di gravidanza. Inoltre sarebbe rimessa in discussione la possibilità di un'interruzione della gravidanza sicura e accessibile, come raccomandato dal Parlamento europeo.

In Svizzera il tasso delle interruzioni di gravidanza non soltanto è nettamente inferiore rispetto a quello degli altri Paesi europei, ma è anche stabile dal 2004 e in calo nelle donne d'età compresa tra i 15 e 19 anni.


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Ultima modifica 05.01.2016

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