Il Consiglio federale vuole una tassa radiotelevisiva indipendente dall'apparecchio di ricezione

Berna, 21.01.2010 - Il Consiglio federale si è espresso a favore di un nuovo sistema di tassazione per il finanziamento del servizio radiotelevisivo pubblico. In un rapporto al Parlamento raccomanda l'introduzione di una tassa generale per economie domestiche e imprese. Il nuovo modello permette di eliminare i problemi derivanti dall'attuale condizione che prevede l'obbligo di pagare il canone per chi dispone di un apparecchio di ricezione; i costi per la riscossione, inoltre, potranno essere ridotti sensibilmente.

Attualmente le economie domestiche e le imprese sono tenute al pagamento dei canoni radiotelevisivi qualora dispongano dei rispettivi apparecchi riceventi. Questo sistema presenta dei punti deboli ed è ormai inadeguato ai nuovi sviluppi tecnologici degli apparecchi.

Situazione attuale

Oltre che attraverso i tradizionali apparecchi ricevitori, ormai i programmi radiofonici e televisivi possono essere captati anche tramite telefoni cellulari, personal computer e laptop. In molti casi, pertanto, è quasi impossibile stabilire chi sia tenuto a pagare il canone. I canoni di ricezione radiotelevisivi sono nati come tassa da versare in cambio della fruizione dei programmi radiofonici e televisivi in un'epoca in cui solo una minoranza della popolazione disponeva di radio e televisione e si poteva ricevere unicamente l'offerta della SSR. Oggi praticamente tutti utilizzano radio e tv. Il buon funzionamento del sistema mediatico è condizione imprescindibile per una democrazia diretta, e i piccoli mercati linguistici svizzeri non sono in grado di assolvere un tale compito di interesse comune senza il sostegno di un finanziamento pubblico. Oggigiorno i canoni servono pertanto al finanziamento di un incarico pubblico: si tratta del servizio pubblico della SSR e delle emittenti locali con partecipazione al canone.

Una tassa non più basata sulla presenza dell'apparecchio ricevente

Il Consiglio federale si è dichiarato favorevole ad una tassa per economie domestiche e imprese da versare indipendentemente dalla presenza di un apparecchio ricevitore, in quanto più adeguata alla situazione attuale. Essa permette di eliminare controlli attualmente necessari e per molti poco gradevoli. Risolvendo automaticamente il problema dei telespettatori e degli ascoltatori ‘pirata' e aumentando il numero dei soggetti tenuti al pagamento della tassa, il nuovo sistema permetterebbe di ridurre l'onere fiscale del singolo. A questa diminuzione contribuirebbe anche l'abbassamento dei costi per la riscossione. I vantaggi appena citati giustificano – dal punto di vista del Consiglio federale – l'estensione dell'obbligo di pagare la tassa anche alle poche economie domestiche che non fruiscono di programmi né televisivi né radiofonici. Esse pure, infatti, traggono indirettamente profitto dall'importante ruolo che la SSR e le emittenti private con partecipazione al canone ricoprono per la nostra democrazia e per lo sviluppo culturale e l'integrazione in Svizzera.

Esonero mantenuto per i casi sociali di rigore

L'estensione dell'obbligo di pagare il canone a tutte le economie domestiche è ancor più plausibile se si considera che alcune fattispecie di esonero già contemplate nel sistema attuale sarebbero mantenute.

Possibilità esaminate

Il rapporto presentato dal Consiglio federale era stato sollecitato nel febbraio 2009 dalla Commissione dei trasporti e delle comunicazioni del Consiglio nazionale (CTT-N). Accanto alla soluzione favorita della tassa generale indipendente dalla presenza di un apparecchio ricevitore, il rapporto esamina e valuta tre ulteriori sistemi di finanziamento del servizio pubblico per il settore radiotelevisivo:

  • il finanziamento attraverso le finanze federali ossia le entrate dell'imposta federale diretta;
  • una tassa generale per persona e impresa, riscossa insieme all'imposta federale diretta;
  • una tassa generale per economia domestica e impresa, con possibilità di dichiarazione di non possesso.

I supposti vantaggi delle varianti 1 e 2, che si combinano con il sistema dell'imposta federale diretta, non sono stati confermati. Le discussioni con gli esperti fiscali di diversi Cantoni, infatti, hanno fatto risultare che tali soluzioni porterebbero a elevati costi aggiuntivi. L'ultimo modello, che sostituisce l'attuale obbligo di notifica con la possibilità di dichiarazione di non possesso, continua a far dipendere l'obbligo di pagamento della tassa dalla presenza di un apparecchio di ricezione e non risolve, pertanto, il problema centrale del sistema attuale. 

Riscossione della tassa

Il Consiglio federale ha altresì valutato alcune alternative per la riscossione della tassa, ed ha concluso che i vantaggi offerti da imprese già attive in settori del servizio universale (elettricità, telecomunicazioni, assicurazioni) non compensano gli svantaggi derivanti dall'elevato numero di attori in gioco e dalla conseguente decentralizzazione delle attività; una centralizzazione appare la soluzione più indicata per avere una riscossione il più efficiente ed economica possibile. Il Consiglio federale ha incaricato il DATEC di esaminare ulteriormente la questione delle modalità per la riscossione del canone.

Cosa succederà?

Il rapporto sarà ora esaminato dal Parlamento, che si esprimerà anche in merito alla continuazione dei lavori. Un nuovo eventuale sistema potrebbe essere adottato solo dopo debita revisione della legge federale sulla radiotelevisione.


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Ultima modifica 05.01.2016

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