L'iniziativa popolare compie 125 anni

In Svizzera, grazie alla democrazia diretta, i cittadini dispongono d’importanti strumenti per intervenire direttamente nella gestione dello Stato. Tra questi, l’iniziativa popolare che permette al popolo di modificare la Costituzione federale. Il 5 luglio 2016 si è celebrato il suo 125esimo anniversario.

125esimo dell'iniziativa popolare
L'8.10.1979, il Partito socialista svizzero e l'Unione sindacale svizzera hanno depositato a Berna l'iniziativa sulle banche e sulle vacanze. Per la prima iniziativa furono raccolte 124'000 firme, per la seconda 129'000. (KEYSTONE/Str)

La genesi 

Se alla nascita dello Stato federale, nel 1848, la possibilità di revisione totale della Costituzione federale era già una regola scritta, i tempi per l’introduzione di una modifica dei singoli articoli costituzionali non erano invece ancora maturi. Furono i Cantoni a lanciarsi per primi in questa direzione: precursore, il Canton Vaud, già nel 1845, seguito via via dagli altri.  A livello federale, erano ancora frequenti le discussioni tra chi ammetteva che l’opinione degli eletti non era per forza sempre rappresentativa di quella del popolo e chi, invece, temeva che l’introduzione dell’iniziativa popolare potesse spianare la strada a “rivoluzioni legali" del popolo minando così il rafforzamento di uno spirito nazionale tanto ambito in quegli anni.  

La votazione del 1891 

Dopo vari tentativi non andati in porto, nel 1884, sulla base di una mozione lanciata da una cordata di parlamentari cattolico-conservatori, il Consiglio federale decise di entrare in materia su una revisione della Costituzione che includesse l’introduzione dell’iniziativa popolare. Il Consiglio degli Stati diede il suo benestare a patto che ogni iniziativa popolare potesse essere presentata sia in forma generica, sia in forma elaborata e che, in questo caso, le autorità federali potessero a loro volta contrapporre un proprio progetto. Questa proposta seppe convincere anche il Consiglio nazionale. Il testo fu così posto in votazione.

Il 5 luglio 1891, il 60,3% del popolo e 18 Cantoni accettarono la revisione della Costituzione comprendente l’articolo sull’iniziativa popolare, introducendo così un pilastro del sistema politico svizzero.

L'evoluzione nel corso degli anni

Nel corso degli anni, l’iniziativa popolare ha subìto varie trasformazioni volte per lo più a regolarne l’uso. Nel 1976, fu ad esempio introdotto per la prima volta un limite al periodo di raccolta delle firme (18 mesi). Anche il tempo a disposizione delle autorità federali per esaminare i testi delle iniziative depositate fu più volte contenuto: oggi il limite è di due anni per le iniziative generiche e di due anni e mezzo per le proposte elaborate. Nel 1987 fu anche introdotta la possibilità per popolo e Cantoni del "doppio sì": sì all'iniziativa e sì al controprogetto diretto del Parlamento. Una domanda risolutiva stabilisce quale dei due testi entrerà in vigore in caso di maggioranza di popolo e Cantoni a entrambe le proposte.

Da 50mila a 100'00mila firme 

Altri ritocchi furono compiuti per rispondere a evoluzioni socio-politiche. Fu così che nel 1977 si passò da 50'000 alle attuali 100'000 firme necessarie per la riuscita di un’iniziativa. L’intento era duplice: da un lato adattare lo strumento politico al moltiplicarsi del corpo elettorale - a seguito dell’estensione del diritto di voto alle donne, nel 1971- e, dall’altro, frenare in parte l’importante uso delle iniziative registrato nel corso dei primi anni ’70. Un tentativo, quest’ultimo, che non fu coronato dal successo sperato.

Motore della politica nazionale 

Le discussioni sull'uso e la forma dell’iniziativa popolare non hanno mai perso vigore e animano ancora oggi la scena politica. Su un punto tutti concordano : gli strumenti della democrazia diretta permettono al popolo di ritmare il funzionamento dello Stato, dando a volte un colpo di acceleratore, altre, invece, una brusca frenata. Gli esempi sono molteplici.

Ultima modifica 11.01.2018

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