Conferenza stampa annuale: la DSC presenta le sue priorità e illustra l’importanza dell’impegno della Svizzera nel settore dell’acqua

Berna, 05.02.2019 - In occasione della conferenza stampa annuale della DSC, il direttore Manuel Sager ha presentato i punti di forza della Direzione dello sviluppo e della cooperazione per il 2019 e le prospettive del prossimo messaggio concernente la cooperazione internazionale 2021-2024. Esperti di settore hanno fatto il punto sulle attività della Svizzera nel campo dell’acqua, un bene fondamentale per tutti.

La tematica dell’acqua incarna particolarmente bene il mandato della DSC, che opera per alleviare le condizioni di disagio delle popolazioni più povere, preservare le risorse naturali e creare prospettive economiche sostenibili, intervenendo così a favore della pace e della stabilità nel mondo. Manuel Sager, direttore della DSC, ha presentato ai media una rassegna delle priorità e degli obiettivi attuali della cooperazione svizzera, soffermandosi sulla sfida che l’acqua rappresenta a livello mondiale e sul ruolo che la DSC riveste in questo ambito.

L’acqua dolce è una risorsa limitata. I cambiamenti climatici, l’aumento della popolazione mondiale, le nuove abitudini di consumo e i nuovi ritmi di produzione ne mettono a dura prova le riserve globali. Oggi, 844 milioni di persone non hanno accesso a un servizio di base per l’acqua potabile. E, secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità, a causa della penuria di acqua pulita e di reti idrico-fognarie, ogni giorno muoiono circa mille bambini di età inferiore ai cinque anni. Le difficoltà di accesso o di approvvigionamento di acqua riguardano tutto il mondo. Come gestire al meglio questa risorsa? Come assicurarne una ripartizione equa? Come evitare che il suo sfruttamento sia all’origine di conflitti?

La gestione dell’acqua è un dossier particolarmente complesso, presente nelle discussioni della comunità internazionale: 153 Paesi condividono fiumi, falde freatiche o laghi con uno o più vicini. La Svizzera dispone di conoscenze avanzate in questo ambito e, grazie alla sua esperienza nella gestione transfrontaliera delle risorse idriche – tra cui grandi fiumi europei come il Rodano e il Reno o i laghi a cavallo delle sue frontiere –, può contribuire a individuare soluzioni in altre regioni del mondo. Anche la DSC vanta una lunga tradizione in materia di progetti di cooperazione legati all’acqua. Favorisce l’accesso agli abitanti delle zone rurali, delle piccole città e delle zone periurbane ad acqua potabile pulita e a servizi igienico-fognari di base e aiuta a realizzare all’estero nuove soluzioni politiche e tecniche per gestire questa preziosa risorsa in maniera sostenibile. Nello specifico, la DSC interviene a vari livelli affinché l’acqua sia accessibile nel tempo a tutti gli utenti. Grazie alla costruzione di un’installazione di approvvigionamento idrico, ha permesso ad esempio a circa 35 000 profughi siriani di disporre di un accesso diretto all’acqua potabile.

Danilo Türk (professore emerito dell’Università di Lubiana ed ex presidente della Slovenia), invitato dalla DSC a partecipare alla conferenza stampa, ha ricordato quanto sia urgente un’azione internazionale «dato che l’acqua è l’unica alternativa all’acqua»: non esiste una soluzione sostitutiva. Türk ha presentato l’iniziativa lanciata dalla Svizzera «Blue Peace», uno strumento di prevenzione dei potenziali conflitti legati all’acqua, e ha sottolineato l’importanza del lavoro svolto dalla Svizzera in questo ambito.

Per garantire a tutti l’accesso ad acqua pulita, è indispensabile una collaborazione tra governi, società civile ed economia privata; dal canto suo, la DSC crea legami a livello politico e facilita gli scambi di conoscenze tecniche. Gli obiettivi dell’Agenda 2030 sottolineano la necessità di un impegno, da parte di tutti gli utenti (industria, agricoltura, economie domestiche), a favore di un migliore impiego delle risorse idriche. La DSC collabora dunque anche con il settore privato per la ricerca di soluzioni.

Ne è un esempio il progetto svizzero cewas (centro internazionale per la gestione dell’acqua), incubatore di start up nel settore idrico e dell’igiene sanitaria, che gode del sostegno della Direzione. Negli ultimi tre anni, con l’aiuto di cewas Middle East, in Palestina, Giordania e Libano, complessivamente 65 start up e aziende hanno avviato progetti per soluzioni innovative nei settori dell’acqua, delle acque reflue e dei rifiuti. Sino a oggi, queste start up hanno creato oltre 200 posti di lavoro. I giovani fondatori dell’azienda Clean2O hanno partecipato al programma di formazione offerto da cewas e hanno sviluppato un filtro che consente di disporre facilmente di acqua potabile, ad esempio in caso di crisi umanitaria. Questo esempio molto concreto, presentato durante la conferenza stampa, illustra quanto la collaborazione con il settore privato generi progetti che fanno la differenza. Per la DSC, è di primordiale importanza coinvolgere le giovani generazioni nel quadro di «Blue Peace», affinchè offrano idee innovative per migliorare l’accesso all’acqua e agli impianti sanitari. Grazie a queste idee, è possibile creare nuovi posti di lavoro orientati al futuro e prospettive in regioni segnate da crisi, che presentano elevati tassi di disoccupazione giovanile.

Oltre alle priorità relative alla riduzione della povertà e alla sicurezza umana, nel nuovo messaggio 2021-2024 sarà data, a giusto titolo, maggiore enfasi agli aspetti economici e a una ulteriore mobilitazione del potenziale del settore privato. Saranno inoltre rafforzati i legami strategici tra politica migratoria e cooperazione internazionale. Per quanto riguarda la cooperazione bilaterale allo sviluppo del DFAE, il prossimo messaggio prevede infine di concentrarsi geograficamente su quattro regioni prioritarie: l’Africa del Nord e il Medio Oriente, l’Africa subsahariana, l’Asia (centrale, del Sud e del Sud-Est) e l’Europa dell’Est.


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