Il Consiglio federale vuole abolire il divieto di credito e ipoteca imposto a PostFinance

Berna, 05.09.2018 - Nella sua seduta del 5 settembre 2018 il Consiglio federale ha discusso di nuovi sviluppi per PostFinance. Il Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC) è stato incaricato dal Governo di preparare, congiuntamente al Dipartimento federale delle finanze (DFE), un progetto di revisione parziale della legge sull'organizzazione della Posta da porre in consultazione. PostFinance dovrà essere autorizzata a offrire anche ipoteche e prestiti. In linea con un simile orientamento strategico, PostFinance dovrà poter soddisfare i requisiti supplementari relativi al capitale proprio previsti per le banche di rilevanza sistemica non attive a livello internazionale, in primo luogo attraverso la costituzione di un capitale proprio e senza garanzia dello Stato. Questi requisiti entreranno in vigore presumibilmente il 1° gennaio 2019.

Con quasi 3 milioni di clienti e un patrimonio complessivo della clientela pari a circa 120 milioni di franchi PostFinance SA è uno dei maggiori istituti finanziari della Svizzera. Grazie alla sua solida posizione nel settore delle operazioni di deposito in Svizzera e nel settore del traffico dei pagamenti la società fa parte delle banche di rilevanza sistemica. Essa adempie inoltre l’incarico, attribuito dalla legge, di fornire il servizio universale nel settore del traffico dei pagamenti. PostFinance è una società affiliata al 100% a Posta Svizzera SA, che a sua volta appartiene al 100% alla Confederazione Svizzera.

Conformemente alla legge sull’organizzazione della Posta, PostFinance non può concedere crediti e ipoteche a terzi. Per tale ragione detiene una quota elevata del suo patrimonio sotto forma di titoli a interesse fisso (obbligazioni). I maggiori proventi di PostFinance provengono dalle operazioni sulle differenze di interesse, ossia dal margine tra gli interessi applicati sugli investimenti patrimoniali e il patrimonio dei clienti. A causa della fase di interessi bassi iniziata nel 2008, che ancora perdura, e dei limiti dell’attuale modello imprenditoriale è probabile che entro il 2021 il risultato d’esercizio di PostFinance diminuisca sensibilmente, nonostante l’adozione di contromisure. In questo modo si riduce sia il valore dell’azienda sia la capacità di PostFinance di accumulare capitale proprio o di distribuire dividendi. Il finanziamento del servizio universale diviene quindi più difficile. Un simile sviluppo è in contrasto con le aspettative espresse dal Consiglio federale negli obiettivi strategici per la Posta.

In un tale contesto, nella sua seduta del 5 settembre 2018 il Consiglio federale ha discusso differenti opzioni per il futuro sviluppo di PostFinance. Il Collegio è giunto alla conclusione che senza l’accesso al mercato creditizio e ipotecario interno PostFinance non potrà avere a

lungo termine un modello imprenditoriale efficace. Secondo il Consiglio federale l’ingresso di PostFinance sul mercato creditizio e ipotecario deve essere accolto con favore anche dai consumatori perché rafforzerà la concorrenza. Il Governo non intravede ulteriori rischi per il mercato finanziario, in quanto il processo sarà graduale e verrà portato a termine sull’arco di diversi anni.

Per permettere a PostFinance di accumulare l’ulteriore capitale proprio necessario e per ridurre i rischi partecipativi della Confederazione, il Consiglio federale è a favore di un’apertura dell’azionariato di PostFinance, per la quale un modello imprenditoriale più efficace rappresenterebbe, sempre secondo il Collegio, la giusta premessa. Come previsto nell’attuale legge sull’organizzazione della Posta, la Posta Svizzera – e indirettamente quindi la Confederazione – deve rimanere l’azionista maggioritaria di PostFinance. Per continuare a garantire nella sua forma attuale il servizio universale nei settori dei servizi postali e del traffico dei pagamenti, disciplinato dalla legge sulle poste, PostFinance deve continuare a fare parte del gruppo della Posta. Il Consiglio federale è consapevole di dover tenere adeguatamente conto del principio della neutralità concorrenziale tra gli attori del mercato creditizio e ipotecario di proprietà dello Stato e quelli privati.

Il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC) di preparare, congiuntamente al Dipartimento federale delle finanze (DFE), un progetto di revisione parziale della legge sull'organizzazione della Posta da porre in consultazione. In esso occorre abolire il divieto di credito e di ipoteca.

Requisiti patrimoniali più severi

Il Consiglio federale ha discusso anche dei futuri requisiti patrimoniali too-big-to-fail. Il progetto per la revisione dell’ordinanza sui fondi propri (OFoP), che entrerà presumibilmente in vigore il 1° gennaio 2019, prevede requisiti patrimoniali più stringenti per un eventuale risanamento e sviluppo (capitale gone concern) delle banche di rilevanza sistemica non attive a livello internazionale (PostFinance, Raiffeisen, Zürcher Kantonalbank).

Il Consiglio federale ha deciso che per PostFinance il capitale gone concern dovrà costituirsi in primo luogo attraverso la formazione di capitale proprio (CET1): prima di tutto attraverso il mantenimento degli utili, prestazioni di capitale integrative del gruppo Posta e con il futuro afflusso di capitale a seguito dell’apertura dell’azionariato; solo in secondo luogo attraverso capitale di terzi in grado di assorbire le perdite. Con questa soluzione il Consiglio federale predilige una formazione del capitale sotto la responsabilità di PostFinance rispetto a una garanzia dello Stato.


Indirizzo cui rivolgere domande

Abolizione del divieto di credito e ipoteca: DATEC, Servizio stampa, tel. +41 58 462 55 11

Requisiti più severi relativi al capitale: Sarah Pfäffli, responsabile supplente Comunicazione, Amministrazione federale delle finanze AFF
tel. +41 58 469 18 34, sarah.pfaeffli@efv.admin.ch



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Ultima modifica 15.12.2015

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