Protezione del clima: la Confederazione rinnova la collaborazione con la Fondazione Centesimo per il Clima

Berna, 16.05.2022 - La Confederazione e la Fondazione Centesimo per il Clima hanno rinnovato il proprio accordo per l’impiego del patrimonio della Fondazione. L’accordo è stato firmato dal Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC) a nome della Confederazione. Esso disciplina per quale genere di progetti di protezione del clima verrà impiegato il rimanente patrimonio della Fondazione fino al 2032. I fondi, per un importo di 50–70 milioni di franchi, confluiranno principalmente in progetti di protezione del clima del settore privato, in cui le emissioni di CO2 difficili da evitare vengono sottratte in maniera permanente all’atmosfera (tecnologie a emissioni negative, NET) o separate e immagazzinate direttamente in impianti mediante cattura e sequestro del CO2 (Carbon Capture and Storage, CCS). Grazie a questo accordo, la Svizzera può consolidare il proprio ruolo di pioniera nell’ambito delle NET e della CCS.

Dal 2005 al 2012, in conformità all’allora vigente legge sul CO2, la Fondazione Centesimo per il Clima ha riscosso un supplemento pari a 1–1,5 centesimi per litro di carburante. Si è trattato di una misura volontaria adottata dagli importatori di carburante. Con i relativi proventi, la Fondazione ha finanziato progetti di protezione del clima per la riduzione delle emissioni di gas serra in Svizzera e all’estero. Al completamento delle attività, era ancora disponibile una parte del patrimonio della Fondazione. Nel 2013 e nel 2016, in due accordi successivi tra il DATEC e la Fondazione Centesimo per il Clima, si è deciso di destinare il patrimonio rimanente all’acquisto di certificati esteri, per consentire alla Svizzera di rispettare il proprio obiettivo climatico internazionale nel quadro del Protocollo di Kyoto. Il presente accordo sostituisce quello del 2016 e disciplina l’impiego del patrimonio della Fondazione fino al 2032. Il patrimonio rimanente, pari a circa 50–70 milioni di franchi, confluirà innanzitutto in progetti di protezione del clima dell’economia privata in Svizzera e all’estero. Sul piano pratico, verrà fornito sostegno a quei progetti in cui il CO2 viene sottratto all’atmosfera (tecnologie a emissioni negative, NET) o separato direttamente in impianti e in seguito immagazzinato in maniera permanente nel sottosuolo (cattura e sequestro del CO2, CCS). Grazie a questo accordo, la Svizzera può consolidare il proprio ruolo di pioniera nell’ambito di tali tecnologie. Nella sua strategia climatica a lungo termine, il Consiglio federale ritiene che l’impiego delle NET e della CCS sia assolutamente necessario per compensare le emissioni difficili da evitare e per ridurre a zero il saldo netto delle emissioni di gas serra entro il 2050. Al più tardi entro il 30 giugno 2032, la Fondazione Centesimo per il Clima trasferirà alla Confederazione le riduzioni delle emissioni che saranno raggiunte nell’ambito dell’accordo rinnovato. A fare da base ai progetti di protezione del clima all’estero saranno la legislazione vigente sul CO2, l’accordo di Parigi e le regole di attuazione per la riduzione delle emissioni all’estero adottate in occasione della Conferenza sul clima COP26 a Glasgow.


Indirizzo cui rivolgere domande

Sezione Media
Telefono: +41 58 462 90 00
E-mail: mediendienst@bafu.admin.ch



Pubblicato da

Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
https://www.uvek.admin.ch/uvek/it/home.html

https://www.admin.ch/content/gov/it/pagina-iniziale/documentazione/comunicati-stampa.msg-id-88808.html