Nuove basi giuridiche per le prove di voto elettronico disponibili a metà del 2022

Berna, 10.12.2021 - Nella seduta del 10 dicembre 2021 il Consiglio federale ha preso atto dei risultati della procedura di consultazione sulle basi giuridiche del voto elettronico. Ha deciso che le due ordinanze pertinenti saranno ultimate entro la metà del 2022. Il Governo intende approfondire sul lungo periodo alcune tematiche fondamentali sollevate dai pareri espressi nella consultazione.

I Cantoni dovranno nuovamente avere la possibilità di svolgere prove di voto elettronico. La fase sperimentale sarà riorganizzata e dovrà poggiare su una nuova base giuridica. A tale scopo occorre modificare due ordinanze: l’ordinanza sui diritti politici (ODP) e l’ordinanza della CaF concernente il voto elettronico (OVE). Sulla revisione delle due ordinanze è stata svolta una consultazione, dei cui risultati il Consiglio federale ha ora preso atto.

Dalla consultazione è emerso che per la maggior parte gli orientamenti e gli obiettivi della riorganizzazione del voto elettronico sono accolti favorevolmente. Suscitano ampio consenso l’accento posto sull’ulteriore sviluppo dei sistemi, un controllo e una vigilanza efficaci, il rafforzamento della trasparenza e della fiducia nonché l’interconnessione con il mondo della scienza. È in particolare accolto con favore il fatto che la Confederazione diventi committente della verifica indipendente dei sistemi e del loro esercizio e che pertanto si assuma la responsabilità di un controllo efficace.

La grande maggioranza dei Cantoni sostiene il progetto. I Cantoni sottolineano tuttavia anche il fatto che la riorganizzazione del voto elettronico causerebbe loro elevati costi di sviluppo. Visto che nei prossimi anni saranno presumibilmente pochi i Cantoni che faranno uso del voto elettronico, tali costi graverebbero soltanto su questi e sarebbero molto elevati. Il Consiglio federale ritiene pertanto opportuno che la Confederazione partecipi finanziariamente ai costi di sviluppo e si impegna affinché possa farlo attraverso l’Amministrazione digitale Svizzera (ADS). Nel quadro del Piano di attuazione 2021-2023 l’ADS ha accolto una prima proposta di finanziamento del fabbisogno supplementare di fondi.

Alcuni partecipanti alla consultazione chiedono che siano verificate e adeguate le competenze della Confederazione, dei Cantoni e dei fornitori di sistemi e, in particolare, che lo Stato sviluppi un proprio sistema. Altri invitano la Confederazione a ripensare le priorità nel campo della digitalizzazione. Altri ancora sollevano questioni di natura fondamentale: si chiede ad esempio che in futuro tutti i sistemi di voto elettronico e le loro componenti siano pubblicati con una licenza open source. Per il Consiglio federale tali questioni fondamentali sono molto importanti. Esse riguardano la sicurezza del voto elettronico e la fiducia della popolazione in questa modalità di voto e, come afferma il rapporto finale del Comitato direttivo Voto elettronico del 30 novembre 2020, saranno affrontate sul lungo periodo.

Diversi partecipanti alla consultazione si esprimono sulla proposta di limitare le prove di voto elettronico al 30 per cento al massimo degli aventi diritto di voto di un Cantone e al 10 per cento al massimo degli aventi diritto di voto di tutta la Svizzera. Alcuni chiedono di rinunciare a tali limitazioni, mentre altri vorrebbero inasprirle ulteriormente. Il Consiglio federale mantiene i limiti proposti, che restringono l’impiego del voto elettronico pur lasciando ai Cantoni un sufficiente margine di manovra per quanto riguarda la sua introduzione.

Nell’ambito del voto elettronico la Confederazione stabilisce il quadro giuridico e i Cantoni decidono se offrire questa modalità di voto ai propri aventi diritto di voto. Grazie alla riorganizzazione il Consiglio federale vuole consentire ai Cantoni che pianificano l’introduzione del voto elettronico di riprendere le prove nel rispetto delle condizioni corrispondenti. Ha incaricato la Cancelleria federale di ultimare l’ODP e di sottoporgliela entro la metà del 2022 per metterla in vigore. Parallelamente la Cancelleria federale terminerà la revisione dell’OVE, di modo che le due ordinanze possano entrare in vigore simultaneamente.

La digitalizzazione dei diritti politici sarà portata avanti, al di là del voto elettronico, dialogando con i Cantoni, il mondo della scienza e le organizzazioni interessate.


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