Il Consiglio federale approfondisce l’analisi delle differenze normative con l’UE

Berna, 30.06.2021 - Il Consiglio federale ha fatto allestire una prima analisi delle differenze normative tra la Svizzera e l’UE. Nella riunione del 30 giugno 2021 ha preso atto di tale analisi e ha stabilito l’ulteriore modo di procedere. In un prossimo passo intende analizzare in dettaglio gli eventuali adeguamenti autonomi che sono potenzialmente nell’interesse della Svizzera. In determinati ambiti l’esame sarà svolto d’intesa con le parti sociali, i Cantoni e l’economia. L’obiettivo è stabilizzare la via bilaterale con l’UE.

Il 26 maggio 2021 il Consiglio federale aveva conferito al Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) l'incarico di analizzare le differenze normative tra la Svizzera e l'UE e di valutare le possibilità di una riduzione di tali differenze nella misura in cui sia nell'interesse della Svizzera.

Analisi delle differenze normative

In virtù dell'incarico del Consiglio federale, l'Ufficio federale di giustizia (UFG), in qualità di ufficio trasversale per la legislazione svizzera, ha analizzato, insieme a un gruppo di lavoro interdipartimentale, le normative svizzere toccate dagli accordi bilaterali, individuando le differenze sorte rispetto alla legislazione dell'UE. Differenze normative rilevanti sono state constatate nei seguenti ambiti: libera circolazione delle persone (ALC), traffico terrestre e aereo, accordo agricolo, sussidi statali, cultura e film nonché riconoscimento e valutazione della conformità (MRA).

In base all'analisi allestita dall'UFG, in un prossimo passo dovranno essere identificate le differenze normative il cui adeguamento è nell'interesse della Svizzera. In tale contesto occorre osservare che, in virtù delle discussioni svolte, il recepimento autonomo di determinate normative resta tuttora escluso. Si tratta delle differenze normative nel settore dei mercati e servizi finanziari, della liberalizzazione dei servizi di trasporto ferroviario internazionale di passeggeri nonché di determinati aspetti della direttiva sulla libera circolazione dei cittadini UE (p. es. espulsione di autori di reato stranieri, estensione dell'accesso all'aiuto sociale a chi non esercita un'attività lucrativa).

Entro fine novembre le proposte per le prossime tappe

Il Consiglio federale ha incaricato i dipartimenti competenti di approfondire le analisi nei rispettivi ambiti. Laddove necessario, devono essere coinvolti tempestivamente i Cantoni, le parti sociali e l'economia. Fondandosi su questi lavori e d'intesa con il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) e i dipartimenti coinvolti, il DFGP sottoporrà al Consiglio federale un rapporto e una proposta per le prossime tappe.


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Martin Dumermuth, direttore dell’Ufficio federale di giustizia, T +41 58 462 41 01, martin.dumermuth@bj.admin.ch


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