Alla Conferenza dell’ONU la Svizzera insiste sulla partecipazione delle donne alla vita pubblica e ai processi decisionali

Berna, 15.03.2021 - Lunedì 15 marzo 2021 si apre a New York la 65a sessione della Commissione delle Nazioni Unite sulla condizione delle donne (CSW). Al centro di questa edizione vi sono la partecipazione attiva delle donne nei processi decisionali della vita pubblica nonché l’eliminazione della violenza sulle donne. La delegazione svizzera è guidata dal consigliere federale Alain Berset.

L’attuale crisi legata al coronavirus ha un impatto sproporzionato sulle donne, sia sul piano economico sia su quello sociale. I progressi fatti in materia di uguaglianza nel corso degli ultimi decenni rischiano di essere spazzati via da questa crisi. Per evitarlo, è necessario un impegno risoluto della comunità internazionale: occorre fare tutto il possibile affinché i progressi ottenuti nel corso degli ultimi anni non siano azzerati dalla pandemia di COVID-19.

La parità di genere è una delle priorità di politica interna ed estera della Svizzera. L’indipendenza economica delle donne, l’incentivazione della parità salariale, la promozione dei diritti nel campo della salute sessuale e riproduttiva, la lotta alla discriminazione e alla violenza (online e offline) e l’agenda sulle donne, la pace e la sicurezza sono le priorità sostenute dalla Svizzera alla CSW di quest’anno.

La Svizzera terrà inoltre due eventi a margine (side events): in collaborazione con l’Equal Pay International Coalition (EPIC) sarà tematizzata la disparità salariale tra i sessi. La Svizzera si occuperà inoltre, insieme all’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, della registrazione statistica di dati per lottare in modo più efficace contro la violenza sulle donne.

L’agenda sulle donne, la pace e la sicurezza è un aspetto importante della CSW di quest’anno. Nel 2007 la Svizzera è stata tra i primi Paesi a impegnarsi per attuare tale agenda mediante un piano d’azione nazionale (PAN). Al momento la Svizzera sta realizzando il quarto PAN (2018-2022) per l’attuazione della risoluzione ONU 1325, che si prefigge di coinvolgere le donne nella prevenzione dei conflitti e di sostenerne la partecipazione attiva ai negoziati di pace.
Per i negoziati del documento conclusivo, quest’anno sarà a disposizione la versione aggiornata della Women’s Human Rights App (W’sHR App), sviluppata dalla Svizzera. L’applicazione è stata lanciata in occasione della Giornata internazionale della donna in presenza del segretario generale dell’ONU a New York.

Il tema centrale di quest’anno è anche un campo d’azione prioritario della cooperazione allo sviluppo internazionale della Svizzera. La DSC apporta un sostegno mirato alla partecipazione delle donne in particolare nei processi locali di pianificazione e di bilancio o incoraggiando la loro partecipazione ai processi elettorali come candidate ed elettrici. Nel Benin, ad esempio, la DSC s’impegna da numerosi anni nella formazione e nell’inquadramento delle giovani donne per lottare contro la loro sottorappresentazione nella presa di decisioni e anche contro la mancanza di considerazione nei confronti delle loro esigenze e dei loro problemi nelle politiche pubbliche. Nel 2019, più di tre quarti delle 294 partecipanti hanno testimoniato un incremento della loro fiducia e della loro stima in se stesse. Il 75 per cento si è tesserato e milita ormai in un partito politico, prova che ambizione e leadership sono aumentate.

La delegazione svizzera sarà guidata dal consigliere federale Alain Berset, capo del Dipartimento federale dell’interno (DFI). A causa della pandemia di COVID-19 questa 65a sessione si tiene in maniera virtuale. La delegazione sarà composta anche da Markus Seiler, segretario generale del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), nella veste di capodelegazione supplente, e da Sylvie Durrer, direttrice dell’Ufficio federale per l’uguaglianza fra donna e uomo (UFU). Sono parte della delegazione anche rappresentanti di alliance F, della Conferenza svizzera delle/dei delegate/i alla parità CSP nonché un rappresentante dei giovani.

A livello nazionale, la «Strategia per la parità tra donne e uomini 2030», annunciata dal Consiglio federale nel Programma di legislatura, dovrà essere adottata nella prima metà del 2021. L’anno scorso è entrata in vigore la revisione della legge federale sulla parità dei sessi. Questa obbliga tra l’altro i datori di lavoro che impiegano 100 o più lavoratori ad eseguire un’analisi della parità salariale. Le imprese parastatali dovranno impiegare almeno il 40 per cento di donne nei propri organi dirigenti al più tardi entro la fine del 2023. Dall’inizio di quest’anno la Confederazione sostiene inoltre progetti per la prevenzione e per la lotta contro la violenza sulle donne e contro la violenza domestica.


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