Analisi della parità salariale: modernizzato lo strumento offerto dalla Confederazione

Berna, 29.06.2020 - Il 1° luglio 2020 entra in vigore la revisione della legge sulla parità dei sessi che obbliga le datrici e i datori di lavoro con un organico pari o superiore alle 100 unità a eseguire un’analisi della parità salariale. L’obiettivo è di far valere il diritto costituzionale a un salario uguale per un lavoro di uguale valore. Allo scopo, la Confederazione mette a disposizione lo strumento di analisi standardizzato Logib, ora offerto sotto forma di applicazione web.

Dal 1° luglio 2020 la legge sulla parità dei sessi (LPar) includerà l'obbligo per le aziende con 100 o più dipendenti di eseguire un'analisi della parità salariale entro il 30 giugno 2021, di farla verificare da un organo indipendente entro il 30 giugno 2022 e di informarne dei risultati le lavoratrici e i lavoratori, come pure le azioniste e gli azionisti entro il 30 giugno 2023.

Logib è offerto come applicazione web
Per l'analisi della parità salariale, la Confederazione mette a disposizione delle datrici e dei datori di lavoro lo strumento Logib. Sviluppato all'inizio degli anni 2000 e finora basato su Excel, dal 1° luglio 2020 sarà sostituito da un'applicazione web moderna che continuerà a garantire l'elevato standard di protezione dei dati. Grazie alla guida passo dopo passo, sarà ancora più facile da utilizzare e, in aggiunta all'analisi salariale vera e propria, permetterà di elaborare rapporti e registrare indicatori utili per individuare le differenze di genere.

Logib è stato aggiornato a più riprese e testato con successo nell'ambito di una fase pilota a cui hanno partecipato esperte ed esperti in risorse umane di diverse aziende. La modernizzazione di questo strumento di analisi standardizzato si inserisce nella strategia in materia di digitalizzazione della Confederazione che promuove la trasformazione digitale nell'Amministrazione federale e nell'economia.

Verso l'effettiva parità salariale grazie alle analisi delle retribuzioni
In Svizzera, per le datrici e i datori di lavoro la parità salariale è un obbligo. L'articolo 8 capoverso 3 della Costituzione federale sancisce che donne e uomini hanno diritto a un salario uguale per un lavoro di uguale valore. Eppure, secondo la Rilevazione svizzera della struttura dei salari 2016 dell'Ufficio federale di statistica (UST), tra uomini e donne vi è una differenza salariale non spiegabile del 7,7 per cento in media, pari a 642 franchi al mese.

Le analisi delle retribuzioni sono una leva importante per promuovere la parità salariale. Rilevazioni hanno mostrato che la metà delle datrici e dei datori di lavoro che hanno eseguito l'analisi con Logib ha successivamente adeguato i salari. Lo strumento della Confederazione ha ottenuto anche riconoscimenti internazionali: è stato infatti insignito del «Public Service Award 2018» dell'ONU e del marchio «Equal Pay Good Practices» attribuito dalla Coalizione internazionale per la parità salariale (EPIC), istituita dall'OIL, da ONU donne e dall'OCSE.

Prima revisione della LPar dalla sua entrata in vigore
Con la revisione della LPar, le analisi della parità salariale verranno ulteriormente consolidate. Le aziende con 100 e più dipendenti costituiscono
circa l'1 per cento delle datrici e dei datori di lavoro in Svizzera e secondo l'UST impiegano il 48 per cento delle lavoratrici e dei lavoratori (STATENT 2017).

In Svizzera, la parità dei sessi è sancita dalla Costituzione federale dal 1981. La LPar vieta le discriminazioni dirette e indirette in tutti i rapporti di lavoro. La revisione, che introduce le disposizioni sull'analisi della parità salariale, è la prima da quando la legge è entrata in vigore nel 1996.


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