Cooperazione con il Consiglio di sicurezza dell’ONU nella lotta al terrorismo: la Svizzera svolge un ruolo pionieristico

Berna, 05.12.2019 - La Svizzera e l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) portano avanti una collaborazione stretta nel campo della lotta al terrorismo. Giovedì, a New York, la Svizzera ha presentato al Comitato contro il terrorismo (CTC) del Consiglio di sicurezza gli ultimi sviluppi del suo dispositivo antiterrorismo, elaborati a seguito della visita degli esperti dell’ONU l’anno scorso.

Stephan Husy, ambasciatore speciale per la lotta contro il terrorismo, ha spiegato al CTC la strategia antiterrorismo della Svizzera, che si basa sul rispetto dello Stato di diritto e dei diritti umani, e mette l’accento sia sulla prevenzione che sulla repressione. Questa strategia presuppone inoltre una collaborazione stretta a livello nazionale – tra Confederazione, Cantoni e Comuni – e internazionale.

Michèle Coninsx, direttrice esecutiva del Comitato contro il terrorismo, ha espresso soddisfazione per la trasparenza mostrata dalla Svizzera, il primo Paese a condividere pubblicamente le proprie considerazioni con l’organizzazione e con gli Stati che ne fanno richiesta.

Durante la visita in Svizzera nel 2018, la delegazione del CTC ha individuato diverse misure attuate in Svizzera che potrebbero essere adottate da altri Paesi, in particolare nei settori della lotta al finanziamento del terrorismo, della prevenzione dell’estremismo violento e della gestione dei controlli alle frontiere.

Benché la lotta al terrorismo fosse da molti anni una priorità per le agenzie delle Nazioni Unite, sono stati gli attacchi dell’11 settembre 2001 contro gli Stati Uniti a indurre il Consiglio di sicurezza ad adottare la risoluzione 1373 (2001), con cui è stato istituito il CTC. Il Comitato è uno strumento a disposizione del Consiglio per rafforzare la capacità degli Stati membri dell’ONU di prevenire e contrastare gli atti terroristici. Dall’ascesa dello Stato islamico (ISIS) nel 2014, è stato particolarmente attivo contro il fenomeno dei combattenti terroristi stranieri (i cosiddetti foreign fighter).

La Svizzera è candidata a un seggio del Consiglio di sicurezza per il periodo 2023-2024 ed è lieta di poter contribuire al miglioramento della trasparenza e dei metodi di lavoro di questo organo.


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