Protezione del clima grazie all’agroselvicoltura

Zurigo-Reckenholz, 10.09.2019 - È possibile produrre alimenti e mangimi proteggendo al contempo il clima? Sì, una possibilità è l’agroselvicoltura, un mix di agricoltura e utilizzo di alberi sugli stessi terreni. Se si praticasse l’agroselvicoltura su circa il 9 per cento delle superfici agricole europee, si riuscirebbe a compensare fino al 43 per cento delle emissioni agricole di gas serra. Questa è la conclusione a cui sono giunti gli esperti di Agroscope, in collaborazione con altri partner internazionali.

A causa dei cambiamenti climatici, gli agricoltori si trovano ad affrontare molteplici sfide: riuscire a ridurre le emissioni di gas serra e contemporaneamente ad aumentare la produzione.

Questa contrapposizione richiede adeguamenti e innovazioni, per esempio tramite moderni sistemi di agroselvicoltura. Nell’ambito del progetto europeo AGFORWARD (www.agforward.eu), gli esperti di Agroscope hanno cercato di individuare in tutta Europa quali siti con deficit ambientali potessero beneficiare dei sistemi di agroselvicoltura. L’agroselvicoltura ha un potenziale enorme per la protezione del clima e dell’ambiente. Gli alberi immagazzinano carbonio, riducono l’erosione del suolo e le perdite di nitrati e sono l’habitat per molte specie animali. Questa caratteristica, in particolare, ha un effetto positivo per gli impollinatori e gli organismi ausiliari, ma non solo.

In Europa ne risulterebbero avvantaggiate le aree agricole sfruttate in modo intensivo

Lo studio europeo a cui ha partecipato anche Agroscope giunge alla conclusione che un quarto delle superfici agricole europee non presenta praticamente deficit ambientali. Tuttavia, i deficit esaminati sono considerevoli su circa il 9 per cento del territorio. Sono particolarmente interessate le seguenti regioni:

  • zone agricole sfruttate in modo intensivo nella Francia nordoccidentale, nell’Italia settentrionale e sudoccidentale, nella Spagna centrale, in Danimarca, in Grecia e nella Romania orientale
  • zone con prati e pascoli in Danimarca e Gran Bretagna

Su questo 9 per cento di superfici agricole, i sistemi di agroselvicoltura riuscirebbero a compensare fino al 43 per cento dei gas serra emessi dall’agricoltura in Europa. Si potrebbe così continuare a produrre alimenti e mangimi.

L’agroselvicoltura ha una lunga tradizione in Svizzera

Gli alberi da frutto ad alto fusto nei campi, le selve castanili o i pascoli alberati sono molto conosciuti e diffusi in Svizzera. Sia per l’agricoltura che per l’allevamento è rinato l’interesse per i sistemi di agroselvicoltura. Esistono molteplici sistemi:

  • rotazione delle colture agricole con frutta selvatica con alberi per la produzione di legname pregiato
  • orticoltura con frutta da tavola e da sidro
  • allevamento all’aperto delle galline con alberi di noce

Gli agricoltori possono trarne svariati vantaggi:

  • una più vasta gamma di prodotti da commercializzare
  • più impollinatori e organismi ausiliari
  • meno erosione e perdite di nitrati
  • contributo attivo alla protezione del clima
  • pagamenti per prestazioni ambientali derivanti dalla promozione della biodiversità o dalla protezione del clima

Anche l’agricoltura svizzera registra deficit ambientali regionali che potrebbero essere ridotti grazie ai moderni sistemi di agroselvicoltura. Per maggiori dettagli sui deficit, sulla distribuzione regionale e su soluzioni adeguate si rimanda al sito Internet https://www.agroscope.admin.ch/agroscope/it/home/temi/ambiente-risorse/biodiversita-paesaggio/paesaggio/agroselvicoltura.html

Per la messa in pratica dei moderni sistemi di agroselvicoltura, la comunità d’interessi Agroforst Schweiz (www.agroforst.ch / www.agroforestrie.ch), diretta da Agridea, mette in contatto i pionieri dell’agroselvicoltura, i consulenti e i ricercatori.


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Sonja Kay e Felix Herzog
Agroscope, Reckenholzstrasse 191, 8046 Zurigo

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Ultima modifica 05.01.2016

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