Il Consiglio federale adotta il messaggio sulla riforma AVS 21

Berna, 28.08.2019 - La riforma AVS 21 permetterà di mantenere il livello delle rendite e di garantire il finanziamento dell’AVS fino al 2030, flessibilizzerà ulteriormente il passaggio al pensionamento e introdurrà incentivi per il proseguimento dell’attività lucrativa. Basandosi sulle decisioni che aveva preso il 3 luglio scorso, il Consiglio federale ha adottato il pertinente messaggio in occasione della sua seduta del 28 agosto 2019.

Dal 2014 le entrate e le uscite dell’AVS non sono più equilibrate. Da oggi al 2030 l’assicurazione avrà bisogno di circa 26 miliardi di franchi per garantire il livello delle sue prestazioni e il suo equilibrio finanziario. Una riforma volta a stabilizzare l’AVS è pertanto urgente e necessaria.

Armonizzazione dell’età di riferimento e misure compensative per le donne

L’età di riferimento delle donne passerà progressivamente da 64 a 65 anni, sia nell’AVS che nella previdenza professionale. L’aumento avverrà in quattro tappe di tre mesi all’anno a partire dall’anno successivo all’entrata in vigore della riforma. Per attenuarne gli effetti, le donne che all’entrata in vigore della riforma saranno vicine al pensionamento, vale a dire quelle nate tra il 1959 e il 1967, beneficeranno di due misure compensative. La prima prevede che in caso di riscossione anticipata, la rendita sarà ridotta in misura inferiore al consueto o non lo sarà affatto: le donne con un reddito annuo fino a 56 880 franchi potranno andare in pensione a 64 anni senza subire alcuna riduzione. In virtù della seconda, le donne con un reddito medio-basso che continueranno a lavorare almeno fino all’età di riferimento riceveranno una rendita di vecchiaia più elevata. Complessivamente, le misure compensative costeranno circa 700 milioni di franchi nel 2031.

Flessibilizzazione della riscossione della rendita

Le donne e gli uomini potranno scegliere più liberamente il momento in cui iniziare a riscuotere la loro rendita di vecchiaia. Potranno infatti anticipare o rinviare la totalità o una parte della rendita tra i 62 e i 70 anni, anche nella previdenza professionale. Chi lavorerà oltre l’età di riferimento potrà migliorare l’importo della sua rendita grazie ai contributi versati in quel periodo. L’obiettivo è di incentivare gli assicurati a lavorare fino all’età di riferimento e anche oltre. La riscossione dell’intera prestazione di vecchiaia della previdenza professionale potrà essere rinviata fino ai 70 anni, anche in caso di riduzione dell’orario di lavoro.

Le aliquote di riduzione della rendita AVS in caso di riscossione anticipata e quelle di aumento in caso di rinvio verranno aggiornate per tenere conto dell’aumento della speranza di vita e saranno riesaminate ogni dieci anni dal Consiglio federale.

Finanziamento supplementare mediante un aumento proporzionale dell’IVA

In seguito all’accettazione da parte del Popolo, nel maggio scorso, della legge federale concernente la riforma fiscale e il finanziamento dell’AVS, il fabbisogno finanziario dell’AVS fino al 2030 è ormai di 26 miliardi di franchi. Oltre alle misure descritte sopra, il Consiglio federale prevede di aumentare l’IVA di 0,7 punti percentuali per raggiungere un grado di copertura sufficiente del Fondo di compensazione AVS. L’aumento dell’IVA sarà effettuato in una sola volta, al momento dell’entrata in vigore della riforma, prevista per il 2022.

La riforma AVS 21 permetterà di garantire il finanziamento di questa assicurazione fondamentale per la popolazione svizzera fino al 2030 e di mantenere il livello delle rendite. Il messaggio concernente la riforma è stato trasmesso al Parlamento.


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Ultima modifica 05.01.2016

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