Rinuncia alla torba: i settori professionali si impegnano ad attuare misure supplementari

Berna, 06.08.2019 - L’estrazione della torba causa danni al clima e alla biodiversità e non è più permessa in Svizzera. Tuttavia, si stima che annualmente vengano importati fino a 524 000 m3 di torba. Al fine di ridurre l’utilizzo della torba in Svizzera, i rappresentanti dell’ortoflorovivaismo esercitato a titolo professionale, del commercio di prodotti da giardino dei produttori di terriccio hanno sottoscritto una dichiarazione d’intenti. Si impegnano su base volontaria a ridurre al 5 per cento entro il 2030 la quota di torba nella produzione di piante.

In Svizzera, le paludi sono protette dal 1987 e l'estrazione di torba non è più permessa. Il divieto consente di prevenire i danni ambientali che risulterebbero dall'estrazione della torba, in particolare quelli per la biodiversità in Svizzera (cfr. riquadro). Per ridurre i danni ambientali anche all'estero, nel 2012 il Consiglio federale ha adottato la strategia di rinuncia alla torba, la quale prevede che, in una prima fase, i settori professionali si attivino, adottando provvedimenti su base volontaria.

Nell'estate del 2019 rappresentanti dell'ortoflorovivaismo esercitato a titolo professionale e del commercio al dettaglio, dei centri di giardinaggio specializzati e dei produttori di terriccio hanno firmato una dichiarazione d'intenti, in cui si impegnano a ridurre a un massimo del 50 per cento entro il 2025 e al 5 per cento entro il 2030 la quota di torba nella produzione e nell'offerta di piante ornamentali, piante da appartamento, arbusti e alberi ornamentali. A tal fine occorre sostituire progressivamente la torba nella produzione di substrati e rinunciare alla vendita di piante coltivate utilizzando torba. Questo è l'oggetto della seconda dichiarazione d'intenti, firmata nell'estate del 2017 dagli attori del mercato e con la quale si erano già impegnati su base volontaria a ridurre a un massimo del 5 per cento entro il 2020 la quota di torba nel terriccio venduto in sacchi.

La ricerca di prodotti sostitutivi della torba

Su mandato dell'UFAM, l'Institut für Umwelt und Natürliche Ressourcen della ZHAW ha valutato nell'ambito di due studi l'impatto ambientale, la sostenibilità sociale, le caratteristiche erboristiche e la disponibilità futura di 19 prodotti sostitutivi della torba. Tutte le sostanze analizzate generano dal 28 al 98 per cento di emissioni di gas serra in meno rispetto alla torba. I substrati sono prodotti preferibilmente con sostanze residue rinnovabili della relativa regione, con una limitata possibilità di utilizzo in altri ambiti o scaturiscono dalla produzione di rifiuti, come ad esempio i residui di corteccia, i gambi di mais o il compostato verde.

Affinché il settore del giardinaggio possa usufruire di substrati idonei nella pratica, privi o con una quota ridotta di torba, l'UFAM sostiene dal 2017 un progetto pilota triennale stipulato con 10 centri di giardinaggio e affidato all'accompagnamento tecnico di JardinSuisse e dell'istituto di ricerche dell'agricoltura biologica IRAB.

Riquadro: impatto ambientale causato dall'estrazione di torba
Torba è il termine usato per descrivere la terra estratta da una palude ed essiccata. Si tratta di un prodotto naturale di formazione molto lenta, pari a uno strato nuovo di circa 1 mm l'anno, la cui estrazione danneggia la biodiversità e il clima. Per consentire l'estrazione della torba, si prosciugano le paludi e si distruggono preziosi habitat di specie vegetali e animali. Le paludi costituiscono un ecosistema unico per le specie, la cui sopravvivenza dipende da questi biotopi. Nonostante le paludi coprano soltanto il 3 per cento della superficie terrestre, immagazzinano circa un terzo dell'anidride carbonica catturata nel suolo, con una capacità di stoccaggio superiore a quella delle foreste. Quando la torba entra in contatto con l'ossigeno viene decomposta da organismi che riducono l'ossigeno, un processo che libera nell'aria anidride carbonica e protossido di azoto, due gas climalteranti. La torba è utilizzata molto in orticoltura per la sua stabilità e la sua buona capacità di assorbimento dell'acqua, ad esempio per migliorare le condizioni del suolo. Tuttavia, la torba presenta queste proprietà fintanto che è degradata dagli organismi del suolo. L'effetto positivo sulla struttura del suolo e sulla crescita delle piante è quindi soltanto di breve durata.


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Laura Tschümperlin, divisione Economia e Innovazione, Ufficio federale dell’ambiente UFAM, tel. 058 485 07 65



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Ultima modifica 05.01.2016

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