Nuove e più efficaci forme di cooperazione tra la DSC e le organizzazioni non governative svizzere

Berna, 02.07.2019 - La Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) intende impiegare i propri mezzi in modo ancora più efficace ed efficiente a favore dei più poveri e bisognosi. Per questo adeguerà alle nuove condizioni quadro la cooperazione con le organizzazioni non governative svizzere. Un sistema di attribuzione trasparente con nuovi tetti massimi permetterà di distribuire i contributi federali in modo ragionevole ed equo. La DSC punta inoltre a incentivare l’innovazione e la competitività tra le ONG.

L’ambito della cooperazione internazionale, negli ultimi anni, è cambiato radicalmente. Per affrontare in modo efficace le sfide crescenti in materia di lotta contro la povertà, diritti umani, migrazione e ambiente, gli attori governativi e non governativi devono collaborare più intensamente. Per questo, la DSC ha deciso di adeguare la propria strategia di cooperazione con le ONG svizzere e, su questa base, di riformare il sistema consolidato di attribuzione dei contributi di programma.

Tramite la cooperazione con le ONG svizzere, sarà possibile creare sinergie e generare un effetto moltiplicatore per impiegare i mezzi a disposizione in modo ancora più efficace ed efficiente a favore dei più poveri e bisognosi. Inoltre, con questa cooperazione, la DSC intende favorire l’accesso alle conoscenze specialistiche, all’innovazione e ai servizi della Svizzera e rafforzare la società civile nei Paesi in via di sviluppo e in transizione, come pure nei contesti di crisi umanitaria.

Attraverso il nuovo sistema di attribuzione, la DSC mira a una distribuzione ragionevole ed equa dei contributi di programma. Dal 2021, i contributi al programma internazionale delle singole ONG saranno limitati al 30 per cento, mentre le organizzazioni mantello, le federazioni cantonali e le alleanze di ONG potranno ricevere dalla Confederazione al massimo il 40 per cento del loro budget per le attività internazionali. Inoltre, sarà inserito un tetto massimo di otto milioni di franchi all’anno per ogni ONG, organizzazione mantello o federazione cantonale. Il volume totale dei contributi di programma rimarrà tuttavia invariato.

Il nuovo sistema di attribuzione dei contributi di programma permetterà di incentivare la competitività e l’innovazione, e prevede una nuova attribuzione dei contributi ogni quattro anni. In questo modo, i fondi della Confederazione non saranno più attribuiti solo alle ONG che ne beneficiavano finora, ma anche ad altre, purché rappresentino un valore aggiunto per la cooperazione internazionale della Svizzera. Il presupposto è soddisfare i criteri di qualità stabiliti per la gestione aziendale, l’attività di rendiconto e la gestione dei rischi e disporre della certificazione ZEWO. La cooperazione con organismi di dimensioni maggiori quali le associazioni mantello, le federazioni cantonali e le alleanze di ONG sarà inoltre finalizzata a rendere gli impegni più mirati e a ridurre i costi amministrativi.

Le ONG sono attori importanti nell’ambito della cooperazione internazionale. La DSC impiega circa un terzo dei suoi mezzi attraverso le ONG. Con le loro competenze, l’esperienza operativa e settoriale e la conoscenza delle situazioni locali, le ONG svizzere contribuiscono al successo della cooperazione internazionale. Inoltre, promuovono la buona reputazione della Svizzera a livello internazionale e per tradizione sono profondamente radicate nella coscienza collettiva della popolazione svizzera. Attualmente, la DSC fornisce un contributo considerevole ai programmi internazionali di circa 40 organizzazioni umanitarie, associazioni mantello e federazioni svizzere. Le dieci maggiori organizzazioni umanitarie ricevono il 73 per cento del budget complessivo per i contributi di programma, che ammonta a 120 milioni di franchi all’anno. Il restante 27 per cento è ripartito tra circa 25 altre organizzazioni partner.


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Ultima modifica 05.01.2016

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