Studio «Sicurezza 2019»: ottimismo per la Svizzera, pessimismo per il mondo – questo il punto di vista della popolazione svizzera

Berna, 28.05.2019 - Le cittadine e i cittadini svizzeri giudicano la situazione politica mondiale in modo nettamente più pessimistico rispetto al 2018. Ciò è quanto risulta dallo studio «Sicurezza 2019» condotto dall'Accademia militare (ACMIL) presso il PF di Zurigo e dal Center for Security Studies dello stesso Politecnico. Per contro il futuro della Svizzera continua ad essere giudicato con ottimismo dagli intervistati.

Pessimismo per il mondo

Complessivamente il 73% (l'anno precedente: 68%) degli intervistati giudica in maniera pessimistica gli sviluppi della situazione politica mondiale. Nel quadro dello studio, per la prima volta sono stati rilevati anche i motivi per un tale giudizio. Le cittadine e i cittadini svizzeri indicano in primo luogo la politica egemonica delle grandi potenze USA, Cina e Russia. Questi Stati vengono infatti anche considerati poco affidabili: gli USA vengono considerati affidabili dal 28% degli intervistati, la Cina dal 22% e la Russia dal 16%. Colpisce il fatto che il presidente statunitense Donald Trump è stato spesso nominato quale causa della valutazione pessimistica. Gli intervistati spesso non hanno fiducia nei dirigenti politici di altri Stati e si lamentano del fatto che questi si occuperebbero solo dei propri interessi e non di quelli della loro popolazione. Quale terzo motivo (principale) della valutazione pessimistica viene indicata la diffusione del nazionalismo e del populismo di destra. Una stretta maggioranza del 53% degli intervistati condivide il parere secondo cui le relazioni tra gli USA e la Svizzera nell'ultimo anno sono rimaste immutate. Una minoranza del 38% esprime l'opinione che queste relazioni siano peggiorate e solo il 3% le considera migliori. Il 57% delle cittadine e dei cittadini svizzeri è dell'opinione che gli USA siano un partner commerciale affidabile per la Svizzera. D'altro canto il 57% è convinto che l'attuale politica statunitense danneggi l'economia svizzera.
 
Ottimismo per la Svizzera

Al contrario, per quanto riguarda la Svizzera, con l'86% l'ottimismo nel futuro tra gli intervistati si mantiene a livello elevato (l'anno precedente: 87%). Le persone interpellate indicano come motivo in primo luogo la buona situazione economica e il sistema politico della Svizzera. Inoltre indicano la democrazia diretta, il Consiglio federale, il sistema formativo svizzero e il sistema sociale. Molti intervistati inoltre si esprimono in modo positivo sull'affidabilità delle altre persone. Un altro motivo citato spesso è la buona situazione in materia di sicurezza in Svizzera, per quanto riguarda le minacce terroristiche, belliche o criminali.

Elevata fiducia

A conferma di queste dichiarazioni, nel 2019 la fiducia complessiva nelle istituzioni e nelle autorità è aumentata in maniera significativa e si situa al di sopra della media pluriennale (6.8 su una scala di 10, media pluriennale: 6.4). Come già in passato, la polizia riscuote il grado di fiducia più elevato (8.0), seguita dai tribunali (7.4) e dal Consiglio federale (7.1). Le posizioni intermedie nell'«indice di fiducia» sono occupate dall'economia svizzera (7.0), dal Parlamento federale (6.7) e dall'Esercito svizzero (6.6). Alla fine della graduatoria si collocano i media (5.8) e i partiti politici (5.6). Rispetto all'anno precedente la fiducia nei confronti del Parlamento federale e dei partiti politici è aumentata in modo significativo.

Aprirsi economicamente, rimanere neutrali istituzionalmente, più soldi per l'aiuto allo sviluppo

Anche nel 2019 la neutralità gode di un sostegno molto elevato presso l'elettorato svizzero. Viene appoggiata dal 96% (+1 punto percentuale rispetto al 2018) degli intervistati. Inoltre l'86% (+1 pp) è dell'opinione che la neutralità sia «indissolubilmente collegata all'idea svizzera di Stato». Un'adesione all'UE è sostenuta solo dal 15% (-1 pp) delle persone interpellate, mentre un'adesione alla NATO dal 18% (-1 pp). Riscuote tuttavia un elevato consenso una più stretta collaborazione economica con l'UE – senza alcuna adesione. Attualmente tale consenso si attesta all'82% (+1 pp). Riscuote un elevato consenso un ruolo più attivo della Svizzera nel quadro di conferenze internazionali (78%, +1 pp) come pure una sua maggiore intermediazione nei conflitti (72%, -2 pp). È aumentato in modo chiaro e significativo il consenso per un maggior aiuto allo sviluppo. Attualmente tale opinione viene condivisa dal 65% (+6 pp) degli intervistati.

Maggiore consenso per l'esercito di milizia

L'elettorato svizzero giudica l'esercito complessivamente in maniera positiva. La necessità dell'esercito è sostenuta dal 79% (-2 pp) degli intervistati. Un numero significativamente maggiore di cittadine e cittadini svizzeri (60%, +4 pp) preferisce un esercito di milizia rispetto a un esercito di professionisti (36%, -4 pp). Una quota di persone interpellate superiore alla media dichiara di essere soddisfatta delle prestazioni dell'esercito (6.5 su una scala di 10, media pluriennale: 6.3). Inoltre la popolazione svizzera considera importante che i militari abbiano le stesse opportunità nell'esercito, indipendentemente dal loro sesso, dal loro orientamento sessuale, dalla loro religione e dalla loro lingua nazionale. Oltre a ciò il 48% della popolazione è dell'opinione che il volume delle attuali spese per la difesa sia appropriato, mentre il 35% lo ritiene troppo elevato e il 13% troppo esiguo. È aumentata la notorietà dei canali dell'Esercito svizzero sui social media. Nel 2019 il 32% (+10 pp) degli intervistati ha dichiarato di conoscere almeno uno di questi canali (Facebook, Youtube, Twitter e Instagram).

Svolgimento dello studio

La serie di studi «Sicurezza» viene svolta regolarmente dal 1991. L'istituto di ricerca LINK ha rilevato i dati per lo studio «Sicurezza 2019» tra il 7 e il 26 gennaio 2019. A tale scopo sono stati intervistati telefonicamente 1213 cittadine e cittadini svizzeri della Svizzera tedesca, della Svizzera romanda e del Ticino. L'errore di campionatura corrisponde al ±2,8%.
Citazione: Szvircsev Tresch, Tibor; Wenger, Andreas; De Rosa, Stefano; Ferst, Thomas; Giovanoli, Mauro; Moehlecke de Baseggio, Eva; Reiss, Thomas; Rinaldo, Andrea; Schneider, Olivia; Scurrell, Jennifer Victoria (2019). Sicherheit 2019 – Aussen-, Sicherheits- und Verteidigungspolitische Meinungsbildung im Trend. Militärakademie (MILAK) an der ETH Zürich und Center for Security Studies, ETH Zürich, Zürich und Birmensdorf.
 


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Ultima modifica 05.01.2016

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