Il consigliere federale Ignazio Cassis a colloquio con il ministro degli esteri slovacco Miroslav Lajčák sulla cooperazione multilaterale e la sicurezza in Europa

Berna, 16.05.2019 - In occasione della sua visita di lavoro in Slovacchia, il consigliere federale Ignazio Cassis ha incontrato a Bratislava il ministro degli esteri Miroslav Lajčák. I due ministri hanno sottolineato il buon andamento delle relazioni bilaterali e si sono soffermati sull’Accordo quadro istituzionale tra la Svizzera e l’UE. La sicurezza in Europa e l’attività dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), attualmente presieduta proprio dal ministro slovacco, sono stati i temi centrali della discussione sulla cooperazione multilaterale. Attualmente la Slovacchia è anche a capo del gruppo degli Stati di Visegrad (Slovacchia, Repubblica Ceca, Ungheria e Polonia) e a breve assumerà la presidenza dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE).

Nel quadro dell’incontro, i due ministri degli esteri hanno anche discusso della situazione in Ucraina poiché, tra le priorità della presidenza slovacca corrente dell’OSCE, rientrano anche misure per restituire la fiducia persa durante il conflitto e per distendere la situazione. La Svizzera incoraggia le proposte per una soluzione pacifica del conflitto, mettendo inoltre sette esperti a disposizione della missione di osservazione OSCE in Ucraina. Da gennaio ad aprile 2019, la Svizzera ha presieduto il Foro di cooperazione per la sicurezza che, tra l’altro, offre sostegno nella lotta alla proliferazione delle armi illegali di piccolo calibro. Il consigliere federale Cassis e il ministro degli esteri Lajčák hanno convenuto che l’OSCE beneficerà del processo di riforma in corso che le permetterà di gestire in modo ancora più efficiente le sue attività e di essere all’altezza del suo ruolo, sempre più importante. Il ministro degli esteri slovacco ha avuto parole di elogio per il sostegno fornito dalla Svizzera, e in particolare per il lavoro del segretario generale dell’OSCE, il diplomatico svizzero Thomas Greminger.

Le relazioni tra la Svizzera e l’UE sono state un altro tema centrale della discussione; il ministro degli esteri Lajčák ha ribadito le aspettative dell’UE nei confronti dell’Accordo istituzionale, informandosi sullo stato di avanzamento del contributo all’allargamento. Il consigliere federale Cassis ha illustrato l’ampio processo di consultazione relativo all’Accordo, ha ricordato il comportamento discriminatorio dell’Unione europea nella questione dell’equivalenza delle borse e ha informato il ministro slovacco sullo stato dei dibattiti parlamentari relativi al secondo contributo all’allargamento. Tra il 2007 e il 2017, nel quadro del contributo all’allargamento, la Svizzera ha attuato e portato a termine 21 progetti in Slovacchia, per un importo complessivo di 67 milioni di franchi.

Il ministro svizzero ha inoltre ricordato il centenario del multilateralismo (fondazione della società delle Nazioni nel 1919 a Ginevra) e la sua importanza soprattutto per gli Stati più piccoli. Entrambi gli interlocutori hanno sottolineato che, per essere veramente efficiente, l’attività multilaterale deve concentrarsi maggiormente sui suoi compiti principali. Ai temi classici, come quelli nel campo della prevenzione dei conflitti, si aggiungono nuove sfide, per esempio per quanto concerne la digitalizzazione: «Dobbiamo ridefinire alcuni punti del multilateralismo, affinché possa superare le sfide che emergeranno nel XXI secolo».

I due ministri si sono inoltre soffermati sul lavoro del Consiglio di sicurezza dell’ONU e sulle riforme finalizzate a consolidarne la capacità di azione.

L’odierno incontro tra il consigliere federale Ignazio Cassis e il ministro degli esteri Miroslav Lajčák si inserisce nella serie di scambi periodici a vari livelli (Governo, Parlamento e funzionari) tra i due Stati. Le relazioni economiche sono triplicate dal 2000: nel 2018 il volume di scambi ha raggiunto circa 1,7 miliardi di franchi e le aziende svizzere attualmente attive in Slovacchia sono una settantina. Il consigliere federale Cassis ha ribadito la qualità di queste relazioni, ma ha anche segnalato l’ulteriore potenziale da sfruttare, riferendosi alla necessità dell’aggiornamento dell’accordo sulla protezione degli investimenti.


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Ultima modifica 05.01.2016

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