Previdenza professionale: situazione finanziaria degli istituti di previdenza nel 2018

Berna, 14.05.2019 - Sistema stabile nonostante un anno carente sul fronte degli investimenti e l’aumento degli istituti in situazione di copertura insufficiente, ma necessità di riforma – Ridistribuzione a carico degli assicurati attivi considerevole ma in calo – Processo di concentrazione persistente Gli istituti di previdenza svizzeri sono stati esposti a rischi comparabili a quelli degli anni precedenti a causa dei tassi d’interesse bassi. Il processo di concentrazione nella previdenza professionale perdura. La scarsa performance azionaria, in particolare verso la fine del 2018, ha prodotto complessivamente rendimenti patrimoniali netti medi negativi (−2,8 % contro +7,7 % nel 2017), cosicché sono peggiorati in media anche i gradi di copertura (106,4 % contro 112,2 % nel 2017). La quota degli istituti in situazione di copertura insufficiente è notevolmente aumentata (13,6 % contro 1,2 % nel 2017). Nonostante ulteriori riduzioni delle aliquote di conversione, i tassi d’interesse garantiti (2,69 %) restano al di sopra del tasso d’interesse tecnico medio (2,10 %). La ridistribuzione annua di fondi dagli assicurati attivi e dai datori di lavoro ai beneficiari di rendita perdura, sebbene in calo, attestandosi allo 0,6 per cento dei capitali di previdenza complessivi, ovvero circa 5,1 miliardi di franchi.

In occasione della pubblicazione del suo settimo rapporto di attività, la Commissione di alta vigilanza della previdenza professionale (CAV PP) ha presentato anche i dati più recenti sulla situazione finanziaria degli istituti di previdenza. Il rilevamento precoce in funzione dei rischi, condotto in modo uniforme a livello nazionale in stretto coordinamento con le autorità di vigilanza LPP regionali e cantonali, consente di ottenere una visione d’insieme della situazione finanziaria del sistema della previdenza professionale, aggiornata al 31 dicembre 2018. A metà aprile 2019 il questionario della CAV PP era stato compilato dal 96 per cento degli istituti di previdenza svizzeri (2018: 95 %), con una somma di bilancio complessiva di 978 miliardi di franchi (2018: 988 mia.).


Situazione attuale

I tassi d’interesse sono rimasti molto bassi in Svizzera e non s’intravede un rialzo, almeno a breve termine. Nell’anno in esame l’avere di vecchiaia obbligatorio ai sensi dell’articolo 15 LPP è stato remunerato con un interesse di almeno l’1 per cento, come nell’anno precedente. Il rendimento dei capitali di previdenza degli assicurati attivi è stato in media dell’1,46 per cento per gli istituti di previdenza senza garanzia dello Stato e senza assicurazione completa (2017: 2,09 %) e dell’1,62 per cento per gli istituti con garanzia dello Stato (2017: 2,64 %).

Nel 2018 il rendimento patrimoniale netto è stato in media di -2,8 per cento (2017: 7,7 %) per gli istituti di previdenza senza garanzia dello Stato e senza assicurazione completa, e di -2,6 per cento (2017: 8,2 %) per gli istituti degli enti di diritto pubblico con garanzia dello Stato. I rendimenti negativi registrati dalla maggior parte degli istituti di previdenza hanno prodotto un netto peggioramento della situazione di copertura, facendo calare i gradi di copertura dei singoli istituti senza garanzia dello Stato e senza assicurazione completa in media al 106,4 per cento (2017: 112,2 %) e quelli degli enti di diritto pubblico con garanzia dello Stato al 77,7 per cento (2017: 82,6 %).

Alla fine del 2018 la quota degli istituti senza garanzia dello Stato e senza assicurazione completa in situazione di copertura insufficiente era del 13,6 per cento, un valore considerevolmente più elevato rispetto dall’anno precedente (2017: 1,2 %). Nel caso degli istituti con garanzia dello Stato la quota corrispondente era del 93,6 per cento (2017: 84,6 %).


Ripartizione a carico degli assicurati attivi ancora considerevole, seppur in calo

I tassi d’interesse garantiti a lungo termine su cui si basa il calcolo delle prestazioni di vecchiaia future rimangono in media superiori ai tassi d’interesse tecnici utilizzati per la valutazione degli impegni degli istituti di previdenza. Perdura dunque la ridistribuzione annua di fondi dagli assicurati attivi ai beneficiari di rendita: sebbene nel 2018 abbia registrato un calo grazie a una riduzione meno drastica dei tassi d’interesse tecnici e dunque a minori uscite per il finanziamento a posteriori delle rendite correnti, la ridistribuzione annua si mantiene allo 0,6 per cento dei capitali di previdenza complessivi, ovvero circa 5,1 miliardi di franchi.


Prospettive

Sebbene negli ultimi dieci anni gli istituti di previdenza abbiano beneficiato di redditi da investimenti buoni o molto buoni in misura maggiore rispetto alla media, le riserve di fluttuazione medie accumulate ammontano solo al 36 per cento (2018: 68 %). Una parte significativa dei rendimenti è stata utilizzata per la valutazione più cauta degli impegni relativi alle rendite. Sul fronte delle prestazioni, le riduzioni delle aliquote di conversione decise negli ultimi anni hanno ridotto i rendimenti necessari in futuro, rafforzando così la situazione finanziaria degli istituti di previdenza.

Al contempo, negli ultimi quattro anni il futuro livello delle rendite è calato mediamente di circa l’11 per cento, un abbassamento che in molti casi non è stato completamente compensato; gli assicurati hanno dovuto e dovranno compensarne da soli una parte versando contributi più elevati oppure per un numero maggiore di anni o adattarsi al minore livello delle prestazioni.

A medio termine sono attesi rendimenti relativamente bassi e va tenuto conto anche di eventuali flessioni impreviste come nel 2018. È dunque richiesto l’impegno degli organi paritetici, i quali devono effettuare una valutazione realistica delle opportunità e dei rischi finanziari che attendono il loro istituto di previdenza e adottare le misure necessarie. Tuttavia incombe ancora al mondo politico provvedere in tempo utile a prescrizioni normative corrette in termini attuariali – in particolare un’aliquota minima di conversione LPP realistica – in modo da consentire agli istituti di previdenza, soprattutto a quelli che offrono prestazioni non molto elevate rispetto a quanto previsto nel regime obbligatorio, di finanziare i propri impegni in modo corretto ed esponendosi a rischi ragionevoli.


Processo di concentrazione e necessità d’intervento sul piano normativo

Lo stallo delle riforme a livello politico non deve far dimenticare che anche nel sistema LPP con le sue autorità di vigilanza diretta regionali e cantonali, da un lato, e l’autorità nazionale di alta vigilanza (CAV PP), dall’altro, sono necessari profondi adeguamenti se si vuole adempiere adeguatamente il mandato legale. Si tratta di tenere maggiormente conto dei crescenti cambiamenti strutturali nel settore e di non tralasciare nulla nell’ottica di continuare a promuovere la garanzia della qualità tra gli attori della previdenza professionale coinvolti.

Il sistema di vigilanza deve tenere conto delle dimensioni della previdenza professionale – con capitali che attualmente si attestano intorno ai 1000 miliardi di franchi – e dell’accresciuta complessità degli istituti di previdenza. Particolare attenzione va prestata alla vigilanza sugli istituti collettivi e comuni, fortemente cresciuti nel quadro del processo di concentrazione, le cui strutture sono talmente variegate che alcune sono paragonabili a complesse società di assicurazione.

Commissione di alta vigilanza della previdenza professionale CAV PP
La Commissione di alta vigilanza della previdenza professionale (CAV PP) è una commissione decisionale indipendente, le cui attività sono interamente finanziate per mezzo di tasse ed emolumenti. La vigilanza diretta sugli istituti di previdenza compete a otto autorità di vigilanza cantonali e regionali del luogo in cui i singoli istituti hanno sede. L’alta vigilanza su tali autorità è esercitata dalla CAV PP, un organo indipendente dall’Amministrazione federale centrale e non vincolato dalle istruzioni del Parlamento e del Consiglio federale. La CAV PP esercita anche la vigilanza diretta sulle fondazioni d’investimento nonché sul fondo di garanzia e sull’istituto collettore. È inoltre competente per l’abilitazione dei periti in materia di previdenza professionale e degli amministratori patrimoniali nella previdenza professionale.
Per garantire in modo responsabile e lungimirante gli interessi finanziari degli assicurati, la CAV PP esercita una vigilanza uniforme basata sui rischi. Con le sue misure e le sue decisioni, che si inseriscono in un contesto macroeconomico a lungo termine, l’autorità intende innanzitutto migliorare costantemente la sicurezza del sistema, la certezza giuridica e la garanzia della qualità.
Per garantire la stabilità del sistema e quindi dei fondi previdenziali degli assicurati bisogna rafforzare non solo la gestione degli istituti basata sui rischi, ma anche l’attività di vigilanza. A tal fine, la legislazione attribuisce alla CAV PP la competenza di emanare direttive e impartire istruzioni, per esempio per la vigilanza o per l’attività dei periti in materia di previdenza professionale e degli uffici di revisione.


Indirizzo cui rivolgere domande

Pierre Triponez
Presidente CAV PP
Tel. Nr. 058 462 48 22
pierre.triponez@oak-bv.admin.ch

Manfred Hüsler
Direttore della Segreteria della CAV PP
Tel. Nr. 058 462 94 93
manfred.huesler@oak-bv.admin.ch



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Ultima modifica 05.01.2016

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