Una cooperazione internazionale più efficace: il DFAE e il DEFR avviano la procedura di consultazione

Berna, 02.05.2019 - La cooperazione allo sviluppo della Svizzera dovrà concentrare maggiormente i suoi interventi in modo da accrescerne l’efficacia: è quanto prevede il progetto per la definizione della strategia della cooperazione internazionale della Svizzera che il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) e il Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR) sottopongono a una procedura di consultazione facoltativa dal 2 maggio 2019.

Ogni quattro anni, basandosi sulla Costituzione e sulla legge, il Consiglio federale e il Parlamento determinano l’orientamento strategico della cooperazione internazionale (CI), con la quale la Svizzera contribuisce ad alleviare la sofferenza e a ridurre la povertà nel mondo. I focus tematici per il periodo 2021-2024 sono la creazione di posti di lavoro in loco, la lotta contro i cambiamenti climatici e le cause della migrazione irregolare e forzata, e l’impegno per la pace e lo Stato di diritto.

La cooperazione internazionale tiene conto degli interessi della politica della Svizzera in campo migratorio. Il DFAE e il DEFR intendono migliorare l’efficacia della loro azione attraverso la focalizzazione geografica e tematica, l’innovazione e l’impiego di tecnologie digitali. Il nuovo indirizzo strategico consente inoltre di reagire in modo più flessibile alle crisi e alle opportunità.

Concentrazione su quattro regioni prioritarie

La cooperazione bilaterale allo sviluppo del DFAE sarà ora concentrata in quattro regioni prioritarie: Nord Africa e Medio Oriente, Africa subsahariana, Asia (centrale, meridionale e Sud-Est asiatico) ed Europa dell’Est. Per migliorare l’efficacia del proprio impegno, entro il 2024 il DFAE trasferirà i suoi mezzi da alcuni Paesi a reddito medio, tra cui anche dell’America latina, alle quattro regioni prioritarie, riducendo contestualmente il numero di Paesi prioritari della DSC da 46 a 34. Inoltre, rendendo più facile il trasferimento di mezzi finanziari tra i crediti per l’aiuto umanitario e quelli per la cooperazione allo sviluppo, il DFAE potrà godere anche di maggiore flessibilità.

Il DEFR porterà avanti le sue attività nel campo della cooperazione economica allo sviluppo in un numero limitato di Paesi nelle quattro regioni citate e continuerà a essere presente in alcuni Stati emergenti dell’America latina.

L’aiuto umanitario, la promozione della pace e le attività connesse alle sfide globali (clima e ambiente, acqua, migrazione, sicurezza alimentare e salute) si concentreranno sulle quattro regioni prioritarie pur conservando il loro mandato universale. Una stretta cooperazione con le organizzazioni multilaterali contribuirà a mettere a frutto le competenze e l’esperienza svizzera e a incrementare l’efficacia dell’impegno svizzero.

Messaggio in Parlamento all’inizio del 2020

Dopo la consultazione, all’inizio del 2020, il Consiglio federale sottoporrà all’approvazione del Parlamento il messaggio concernente la cooperazione internazionale per il periodo 2021-2024. Le basi di questo progetto sono state definite dal Consiglio federale nel novembre del 2018. In linea di massima, la cooperazione internazionale della Svizzera deve orientarsi in base ai bisogni delle popolazioni interessate (in particolare di quelle in condizione di estrema povertà), agli interessi della Svizzera (economia, migrazione, sicurezza, clima) e ai vantaggi che la Svizzera può offrire nel confronto internazionale (valore aggiunto, competenze, innovazioni).

La cooperazione internazionale 2021-2024 è per la prima volta oggetto di una procedura di consultazione facoltativa. I Cantoni, i partiti rappresentati nell’Assemblea federale, i Comuni, le città e le regioni di montagna, le associazioni mantello dell’economia e gli altri gruppi di interesse sono invitati a presentare i loro pareri entro il 23 agosto 2019.


Parametri di riferimento finanziari

Conformemente all’attuale pianificazione finanziaria, nel periodo 2021-2024 è previsto un totale di 11,37 miliardi di franchi su quattro anni. In questo periodo la Svizzera potrà assumersi impegni per l’attuazione degli obiettivi definiti fino al raggiungimento di questo importo. Il Parlamento determinerà anno per anno gli stanziamenti corrispondenti nel quadro delle deliberazioni annuali sul preventivo. Sulla base delle stime disponibili, con gli stanziamenti previsti l’aiuto pubblico allo sviluppo (APS) della Svizzera si attesterà complessivamente sullo 0,45 per cento del reddito nazionale lordo (RNL), una percentuale inferiore al valore fissato come obiettivo dal Parlamento nel 2011 e da allora più volte ribadito (0,5 %).


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Ultima modifica 05.01.2016

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