Il Consiglio federale definisce i prossimi passi in merito al Trattato sul divieto delle armi nucleari

Berna, 03.04.2019 - Il Consiglio federale appoggia il disarmo, in particolare nel campo delle armi nucleari. Con il supporto di valutazioni esterne ha deciso dunque di approfondire la riflessione su una possibile adesione della Svizzera al Trattato sul divieto delle armi nucleari (TPNW). Entro la fine del 2020 effettuerà una nuova analisi della situazione. Questa pausa di riflessione sarà utilizzata per fare il punto sugli ultimi sviluppi in materia di politica internazionale e di sicurezza.

È necessario tenere conto di eventi importanti come il recente ritiro degli Stati Uniti e della Federazione russa dal Trattato sulle forze nucleari a medio raggio (INF). Questo processo permetterà di aggiornare il rapporto interdipartimentale (DFAE, DDPS, DEFR, DATEC) del gruppo di lavoro incaricato dell’analisi del Trattato sul divieto delle armi nucleari, rapporto pubblicato nel giugno del 2018, sul quale l’Esecutivo aveva basato la propria posizione nell’agosto del 2018.

Il Consiglio federale ha preso questa decisione nella seduta del 3 aprile 2019, durante la quale ha discusso del TPNW alla luce degli sviluppi attuali in materia di politica estera e di sicurezza e dell’adozione, da parte delle Camere federali, di una mozione che lo invita a firmare e ratificare il trattato quanto prima.

Pur avendo deciso di non aderire immediatamente al Trattato, il Consiglio federale è dell’avviso che, tenuto conto anche della posizione del Parlamento, sia necessario accelerare la riflessione in merito e anticipare il termine per la seconda valutazione, che dovrà avvenire entro la fine del 2020 e non più entro la fine del 2025.
 
Secondo il Consiglio federale, indipendentemente dalla posizione nei confronti del TPNW, la Svizzera dovrà comunque continuare a impegnarsi a favore del disarmo nucleare. Il nostro Paese condivide l’obiettivo di un mondo libero dalle armi nucleari e intende contribuire, in qualità di mediatore e «costruttore di ponti», all’attuazione di misure pratiche in collaborazione con tutti gli Stati. L’Esecutivo ribadisce inoltre che, dal punto di vista della Svizzera, è difficile immaginare come le armi nucleari possano essere utilizzate nel rispetto delle disposizioni del diritto internazionale pubblico, in particolare quelle del diritto internazionale umanitario.

Il Trattato sul divieto delle armi nucleari è stato negoziato in seno all’ONU nel 2017. Purtroppo le potenze nucleari e la maggior parte dei loro alleati non hanno partecipato a queste discussioni, cosa che la Svizzera deplora, perché indebolisce il Trattato. Il TPNW è stato adottato con 122 voti favorevoli, uno contrario e un’astensione. La Svizzera si è dichiarata a favore dell’adozione in seno all’ONU, rilasciando tuttavia una dichiarazione di voto in cui metteva in evidenza una serie di questioni aperte. Il TPNW sancisce, per la prima volta, un divieto totale ed esplicito delle armi nucleari ispirato dal diritto internazionale umanitario. Proibisce di usare tali armi, minacciarne l’uso, produrle, stoccarle, acquistarle, detenerle, stazionarle, trasferirle e testarle, oltre a vietare il sostegno a queste attività. Finora è stato ratificato da 22 Stati. I Paesi europei sono poco rappresentati e la posizione degli Stati neutrali non è uniforme. La sua entrata in vigore è subordinata alla ratifica da parte di 50 Stati.


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Ultima modifica 05.01.2016

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