Le competenze richieste per vivere e lavorare in un mondo 4.0

Berna, 28.03.2019 - Il nuovo rapporto «Crescere nell’era digitale» della Commissione federale per l’infanzia e la gioventù (CFIG) si concentra sulle competenze di cui i bambini e i giovani necessitano per crescere, formarsi, lavorare e partecipare nel mondo digitale. Un’analisi inedita delle competenze richieste nel mondo del lavoro mette in evidenza l’importanza della capacità di risolvere problemi e di comunicare, della creatività e dell’empatia. Per l’acquisizione di queste capacità la scuola svolge un ruolo importante, ma non può gestire tutto da sola. È opportuno sfruttare il potenziale delle attività giovanili extrascolastiche e del sostegno alla prima infanzia nonché coinvolgere i bambini e i giovani nella discussione sulla digitalizzazione. A tale scopo, la CFIG formula delle raccomandazioni per tenere maggiormente conto dei loro bisogni e delle loro prospettive.

Cosa devono imparare i bambini e i giovani per migliorare le loro opportunità nel futuro mondo del lavoro? Quale professione scegliere? Quale ruolo svolge la scuola e qual è il potenziale delle attività giovanili extrascolastiche? Come gestire adeguatamente la reperibilità costante?

Per rispondere a queste domande il rapporto Crescere nell’era digitale riunisce contributi di diversi specialisti che operano nell’ambito dell’economia, della formazione, del sostegno alla prima infanzia e delle attività giovanili extrascolastiche. Presenta inoltre diversi progetti che danno la parola ai bambini e ai giovani e mostrano come affrontare le sfide della digitalizzazione con loro. Il rapporto termina con le raccomandazioni della CFIG che offrono delle piste per una digitalizzazione positiva per le giovani generazioni.

Secondo Sami Kanaan, presidente della CFIG, i bambini e i giovani devono disporre degli strumenti e delle conoscenze necessari per comprendere la digitalizzazione. Ma soprattutto, ai bambini e ai giovani va data la possibilità di partecipare alla discussione sulla digitalizzazione e all’impostazione del mondo digitale, a partire per esempio dal dibattito sulla questione se gli smartphone debbano essere consentiti a scuola, passando dalle regole per l’utilizzo di apparecchi elettronici a casa, fino ad arrivare alla strategia nazionale «Svizzera digitale».

Le competenze sociali e personali assumono la stessa importanza di quelle tecniche

Su mandato della CFIG, la dott.ssa Sarah Genner, ricercatrice in psicologia dei media ed esperta di digitalizzazione del mondo del lavoro, ha analizzato e ponderato 26 modelli ed elenchi delle competenze o dei punti di forza del carattere richiesti nel 21° secolo. I risultati sono presentati in un modello che indica le competenze più menzionate, ossia la comunicazione, la creatività, l’autogestione, la capacità di risolvere problemi, l’empatia e il pensiero critico. Inoltre, una tabella fornisce un modello sinottico sistematizzato delle competenze e dei valori richiesti. Sarah Genner constata che «i lavoratori di domani dovranno essere in grado di fare quello che le macchine non possono fare, ovvero ciò che non può essere digitalizzato: in altre parole, dovranno disporre di creatività, capacità di risolvere problemi e competenze sociali».

Diversi studi sulle qualifiche richieste nel mercato del lavoro avvalorano l’importanza di disporre di competenze trasversali oltre che di quelle tecniche (contributi Wehrli e Renold/Bolli). Secondo Roger Wehrli, supplente responsabile del settore politica economica e formazione di economiesuisse, «ogni bambino dovrebbe imparare le basi del pensiero computazionale, ma ciò non significa che debbano diventare tutti degli informatici».

La scuola svolge un ruolo di prim’ordine, ma non può gestire tutto da sola

La maggiore importanza attribuita alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nei piani di studio è un aspetto positivo, ma la scuola deve far fronte alla sfida di instaurare una cultura digitale che permetta di utilizzare gli strumenti digitali in modo trasversale (contributo Merz). Ciò presuppone una solida formazione e una formazione continua degli insegnanti nonché un’infrastruttura moderna che preservi la salute e garantisca la protezione dei dati. I giovani di una classe del liceo di Frauenfeld, che anziché libri e quaderni utilizzano il loro tablet personale, danno il loro parere in merito alla digitalizzazione a scuola.

Sfruttare meglio il potenziale delle attività giovanili extrascolastiche

Contraddistinte dall’adesione volontaria e dalla partecipazione, le attività giovanili extrascolastiche (animazione socioculturale, associazioni giovanili ecc.) offrono ai bambini e ai giovani uno spazio adatto in cui sviluppare competenze sociali, personali e mediali. È giunto il momento di riconoscere e sfruttare meglio questo potenziale promuovendo la formazione e mettendo a disposizione le risorse necessarie (contributi Steiner/Heeg e Gendre). Due esempi pratici illustrano questo potenziale: un’applicazione sviluppata da un gruppo di scout facilita notevolmente l’organizzazione delle attività e lo scambio sicuro di informazioni e permette nel contempo di creare nuovi giochi e metodi di apprendimento; nell’ambito del progetto SMALA del Servizio della gioventù di La Chaux-de-Fonds, un gruppo di giovani dai 12 ai 18 anni ha riflettuto in modo collettivo sull’utilizzo degli smartphone e sulle sue conseguenze per la qualità dei rapporti sociali.

Gestire adeguatamente la reperibilità costante – una sfida che non concerne solo i giovani

Basandosi sulla sua attività clinica, Sophia Achab, specialista in materia di dipendenze comportamentali, fornisce spunti di riflessione sulle sfide psichiche dell’«always on», che influenza il rapporto con se stessi, con gli altri e con lo spazio. La reperibilità costante è utile per la costruzione della psiche, può però comprometterne l’equilibrio. La CFIG ritiene che debbano essere svolti studi sul tema, in quanto non vi sono regole semplici per gestire la reperibilità costante in modo adeguato.


Indirizzo cui rivolgere domande

Sami Kanaan, presidente della CFIG
Alexandra Molinaro, responsabile del gruppo di lavoro Digitalizzazione

Contatto: segreteria della CFIG
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Tel. +41 58 462 92 26
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Ultima modifica 05.01.2016

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