Colloqui von Wattenwyl del 15 febbraio 2019

Berna, 15.02.2019 - In occasione dei colloqui von Wattenwyl del 15 febbraio 2019, una delegazione del Consiglio federale composta dal presidente della Confederazione Ueli Maurer, dai consiglieri federali Guy Parmelin e Ignazio Cassis e dal cancelliere della Confederazione Walter Thurnherr ha incontrato i vertici dei partiti e dei gruppi parlamentari PPD, PLR, PS e UDC. L’ordine del giorno era incentrato sulla politica europea e sullo sviluppo economico in Svizzera.

Il consigliere federale Cassis ha fornito informazioni sullo stato delle consultazioni relative al progetto di testo di accordo istituzionale con l’Unione europea (UE). L’obiettivo delle consultazioni, le cui modalità erano state definite dall’Esecutivo lo scorso 16 gennaio, è quello di raccogliere i pareri delle cerchie interessate attraverso incontri e contatti diretti. Nel corso della primavera il Consiglio federale analizzerà l’esito delle consultazioni.

Nella discussione con i partiti si è parlato delle modalità delle consultazioni, del contenuto dell’accordo e del seguito da dare alla procedura. È stata pure tematizzata l’evoluzione della situazione per quel che concerne l’uscita del Regno Unito dall’UE e le relative ripercussioni sulle relazioni tra Svizzera e UE e tra Svizzera e Regno Unito.

Il consigliere federale Cassis ha informato sull’attuazione della strategia «Mind the Gap». Tale strategia, decisa dal Consiglio federale nel 2016, è volta per quanto possibile a garantire, ed eventualmente ad ampliare, i diritti e i doveri reciproci tra Svizzera e Regno Unito anche dopo la data prevista per la Brexit.

In tale contesto il nostro Paese ha elaborato nuovi accordi con il Regno Unito, applicabili a partire dal momento in cui gli attuali accordi bilaterali tra la Svizzera e l’UE non saranno più validi per il Regno Unito (eventualità che si verificherebbe in caso di Brexit senza accordo il 30 marzo 2019). Sono già stati firmati accordi nei settori del traffico stradale ed aereo, delle relazioni economiche e commerciali e in ambito assicurativo. È prevista la firma di un ulteriore accordo, già approvato dal Consiglio federale, concernente i diritti esistenti dei cittadini.

Il Consiglio federale ha inoltre fornito informazioni sui prossimi passi da intraprendere in relazione al Patto ONU per la migrazione. Secondo una decisione del 14 dicembre 2018, entro la fine del 2019 il Consiglio federale presenterà un disegno di decreto federale semplice affinché il Parlamento possa avviare un dibattito di fondo su questo tema.

Sviluppo economico

All’ordine del giorno figuravano poi le previsioni congiunturali per l’anno in corso. Dopo il rallentamento della crescita economica avvenuto lo scorso anno si sta ora delineando una graduale normalizzazione della congiuntura internazionale. Il consigliere federale Guy Parmelin rileva tuttavia che il livello di incertezza rimane alto a causa di diversi fattori di rischio. Il mercato del lavoro ha fatto registrare un’evoluzione positiva; nonostante la situazione molto buona, le previsioni per la domanda interna nel 2019 suggeriscono tuttavia una certa prudenza. Permangono infatti fattori di rischio quali lo scontro commerciale tra gli Stati Uniti e altri importanti spazi economici o l’alto livello dell’indebitamento internazionale, ma anche le relazioni tra la Svizzera e l’UE, in particolare riguardo ai negoziati in vista della conclusione di un accordo istituzionale. Se i rischi dovessero concretizzarsi e se la congiuntura dovesse sensibilmente indebolirsi, la disoccupazione aumenterebbe in modo più rapido e deciso.

Durante la discussione riguardante lo sviluppo economico è stato inoltre evocato un possibile accordo di libero scambio con gli Stati Uniti. Il fatto che sia stato possibile avviare un dialogo in tal senso è stato accolto con favore dai partiti.

Il Consiglio federale ha infine fornito informazioni sulle misure riguardanti l’analisi d’impatto della regolamentazione. Tali misure sono volte a creare maggior trasparenza per quel che concerne le ripercussioni delle nuove normative. Per ragioni di efficienza e di costi l’Esecutivo è contrario all’introduzione di una nuova autorità indipendente incaricata di svolgere sistematicamente simili analisi. I rappresentanti dei partiti hanno rilevato che in tal modo le pertinenti mozioni non hanno potuto essere interamente attuate.


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