Consiglio GAI: la consigliera federale Karin Keller-Sutter partecipa alla riunione informale a Bucarest

Berna, 07.02.2019 - La consigliera federale Karin Keller-Sutter, capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP), ha partecipato alla riunione informale dei Ministri della giustizia e dell’interno degli Stati Schengen che si è svolta il 7 febbraio 2019 a Bucarest. È da quasi esattamente dieci anni che la Svizzera rappresenta i suoi interessi in seno a questo consiglio. A Bucarest la consigliera federale Keller-Sutter si è, tra l’altro, pronunciata a favore dello sviluppo previsto del Sistema d’informazione Schengen (SIS) e ha colto l’occasione per intrattenere una serie di colloqui bilaterali con i suoi omologhi.

I colloqui si sono concentrati sulle sfide della lotta al terrorismo e del perseguimento penale nello spazio Schengen, la modernizzazione delle banche dati Schengen e la riforma del sistema di Dublino come parte del Sistema europeo comune di asilo. La consigliera federale Keller-Sutter ha sottolineato, tra l'altro, che oggi, dieci anni dopo l'avvio della stretta cooperazione con gli Stati Schengen e Dublino, gli strumenti comuni - quali il sistema d'informazione Schengen SIS o la banca dati centrale dell'Unione europea delle impronte digitali nel settore dell'asilo, Eurodac - sono insostituibili. Si è inoltre espressa a favore del previsto miglioramento del collegamento tra questi sistemi (interoperabilità) auspicandone un'attuazione in tempi brevi.

Le cifre relative al SIS sono chiare: nel 2018 2018 le autorità svizzere preposte alla sicurezza hanno ad esempio ottenuto circa 19 000 riscontri positivi e hanno così potuto fermare 2370 persone nei confronti delle quali era stato disposto un divieto d'entrata valido per l'intero spazio Schengen. La Svizzera trae vantaggi anche nel settore dell'asilo dalla cooperazione con gli Stati Dublino. Grazie a un'applicazione sistematica dell'accordo è possibile ridurre i movimenti secondari di richiedenti l'asilo e le domande d'asilo reiterate. Secondo le statistiche più recenti, inoltre, le entrate irregolari in Europa sono diminuite.

Trarre ancora altri vantaggi

La consigliera federale Keller-Sutter si è espressa a favore della proposta della Commissione e della Presidenza di rafforzare la cooperazione, dal momento che la Svizzera ha un grande interesse a trarre ancora altri vantaggi dalla cooperazione con gli Stati Schengen e Dublino, in particolare nella lotta alle attività terroristiche e nel controllo delle frontiere esterne, precisando che per affrontare queste sfide occorre unire le forze.

A Bucarest, la consigliera federale Keller-Sutter ha incontrato il commissario europeo alla sicurezza, Julian King, e il commissario europeo alla migrazione, Dimitris Avramopoulos. Ha intrattenuto colloqui con il ministro della migrazione greco Dimitris Vitsas, il ministro dell'interno austriaco Herbert Kickl, il Segretario di Stato tedesco Stephan Mayer, in rappresentanza del ministro dell'interno Horst Seehofer e il ministro degli esteri e della migrazione lussemburghese Jean Asselborn.  

Chiamati in causa gli Stati dell'Unione europea

La consigliera federale Keller-Sutter ha tematizzato la riforma pendente del regolamento Dublino e la necessità di garantire un'efficace gestione delle frontiere, sottolineando che entrambi i temi hanno carattere prioritario in Svizzera. Ha invece manifestato scetticismo circa la proposta di adottare soluzioni temporanee fino al raggiungimento di un consenso sulla riforma del sistema di Dublino, rivolgendo l'attenzione in particolare alla situazione nel Mediterraneo e al salvataggio di migranti sulle navi in pericolo. Gli Stati dell'Unione europea dovrebbero sostenere maggiormente i Paesi del Mediterraneo e trovare una soluzione duratura a tal fine. La ricerca di tale soluzione non dovrebbe essere compromessa o addirittura ostacolata da proposte di soluzioni temporanee. La consigliera federale Keller-Sutter ha ricordato che negli ultimi anni la Svizzera, in quanto Stato associato a Schengen, ha già fornito contributi sostanziali su base volontaria, ad esempio nel quadro del programma di ricollocazione.

In occasione dei colloqui bilaterali, la Consigliera federale ha sottolineato la volontà della Svizzera di rafforzare la cooperazione di polizia con gli Stati partner. Ha inoltre tematizzato la Brexit e il rischio dello scollegamento dal SIS della Gran Bretagna. La Svizzera - come pure gli altri Stati - ha un grande interesse a ricevere rapidamente e semplicemente le informazioni della polizia britannica. La Consigliera federale ha quindi invitato a riflettere su come evitare l'interruzione del flusso d'informazioni.  

Dal canto suo, il Segretario di Stato Mario Gattiker ha intrattenuto un colloquio con l'omologo italiano Nicola Molteni in cui lo ha ringraziato per la costante buona cooperazione nel settore dell'asilo ribadendo la volontà svizzera di sostenere l'Italia.

10 anni di partecipazione, ampi diritti di partecipazione

È da dieci anni che la Svizzera coopera strettamente con gli Stati europei nei settori della sicurezza e dell'asilo. La base legale di questa cooperazione è costituita dagli accordi di associazione a Schengen e Dublino, accettati dal Popolo svizzero nel mese di giugno 2005. La partecipazione della Svizzera a Schengen e Dublino risale a quasi esattamente dieci anni fa: la piena cooperazione operativa è stata infatti avviata il 29 marzo 2009.

Gli accordi bilaterali relativi a Schengen e Dublino garantiscono alla Svizzera ampi diritti di partecipazione nell'elaborazione di nuovi atti normativi. Nel quadro della cooperazione Schengen i rappresentanti della Svizzera partecipano direttamente a questi lavori e presentano la posizione del nostro Paese nei gruppi di lavoro, influendo quindi direttamente sul contenuto della regolamentazione. Sono così ad esempio riusciti, assieme ad altri Stati, ad attenuare diversi punti del progetto originale di direttiva sulle armi da fuoco dell'UE.


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Ultima modifica 05.01.2016

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