Il Consiglio federale adotta il rapporto sulla politica estera 2018

Berna, 30.01.2019 - Durante la seduta del 30 gennaio 2019 il Consiglio federale ha adottato il rapporto sulla politica estera 2018, che fa il punto sulle principali attività svolte dalla Svizzera in questo settore nell’anno appena trascorso. Il rapporto è incentrato sull’attuazione della Strategia di politica estera 2016–2019 e sui buoni uffici della Svizzera. Al rapporto è allegato il rapporto sulla politica estera in materia di diritti dell’uomo 2015–2018.

Nel 2018 il contesto internazionale è stato marcato da un inasprimento della concorrenza tra le grandi potenze e da un indebolimento dell’ordine internazionale fondato su regole generalmente riconosciute. La politica estera della Svizzera ha dovuto quindi affrontare una situazione iniziale impegnativa per trovare soluzioni e compromessi. Allo stesso tempo, comunque, ha assunto maggiore rilevanza anche il contributo della Svizzera nel campo della mediazione: oltre ai mandati tradizionali in qualità di potenza protettrice, ha svolto un ruolo di primo piano come Paese ospite di negoziati di pace e ha fornito contributi di mediazione mirati in tutto il mondo.

La politica europea è stata marcata dai negoziati sull’Accordo istituzionale, attraverso il quale il Consiglio federale intende garantire a lungo termine la via bilaterale, mantenendo la massima autonomia politica possibile. Nel quadro di queste trattative, nel 2018 è stato raggiunto un risultato che rispecchia in ampia misura gli interessi della Svizzera e gli obiettivi del mandato negoziale. In numerosi dossier sono rimaste tuttavia aperte questioni fondamentali. Il Consiglio federale ha deciso di avviare consultazioni sull’esito dei negoziati e di definire la successiva procedura da seguire sulla base dei risultati ottenuti.

Un secondo tema importante, accanto alla politica europea, è stato il nuovo orientamento della cooperazione allo sviluppo bilaterale introdotto nel 2018. A novembre del 2018, il Consiglio federale ha definito i punti essenziali del messaggio concernente la cooperazione internazionale della Svizzera 2021–2024, che prevede una focalizzazione geografica. Oltre ai temi prioritari della riduzione della povertà e della sicurezza umana, sarà posto un accento più marcato su aspetti economici e sarà mobilitato maggiormente il potenziale del settore privato. Sarà intensificato il legame strategico tra la politica della migrazione e la cooperazione internazionale. Un importante quadro di riferimento è offerto dall’Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile. Il rapporto intermedio sull’attuazione del messaggio concernente la cooperazione internazionale 2017–2020, adottato dal Consiglio federale anche nel 2018, giunge alla conclusione che la stragrande maggioranza dei progetti ha raggiunto gli obiettivi fissati.

Nell’ambito del suo impegno umanitario, nel 2018 la Svizzera ha consacrato particolare attenzione alle due crisi in Siria e Yemen. Sostenendo in maniera mirata i processi di pace – per esempio in Ucraina, Mozambico e Colombia – ha dato un contributo sul piano della pace e della sicurezza. Il nostro Paese ha contribuito a rafforzare la stabilità e la sicurezza internazionali anche nei settori del controllo degli armamenti, del disarmo e della non proliferazione: si è adoperato per creare un cyberspazio libero e sicuro, ha rafforzato il dispositivo dei diritti umani dell’ONU e si è impegnato a favore della una lotta contro il terrorismo. Il rispetto del diritto internazionale pubblico è fondamentale per la tutela degli interessi della Svizzera. La riforma di organi multilaterali come l’ONU, l’OSCE e il Consiglio d’Europa, tesa a rafforzarne la capacità di agire, rimane una questione di grande rilevanza.

Nel periodo 2015-2018 la Svizzera ha ulteriormente rafforzato la sua posizione e la sua credibilità nel settore della politica in materia di diritti umani. Il rapporto sulla politica estera in materia di diritti dell’uomo 2015–2018 in allegato traccia un bilancio dell’impegno della Svizzera che mette in risalto il riconoscimento internazionale di cui gode il nostro Paese nel settore dei diritti umani, ma illustra anche le sfide che deve affrontare per promuovere, tra gli altri, gli sforzi di riforma tesi a migliorare l’efficienza dei meccanismi internazionali.

Le relazioni bilaterali sono cruciali per la tutela degli interessi della Svizzera. I rapporti con gli Stati confinanti – come Germania, Italia e Francia – sono stati nel complesso buoni e intensi nel 2018, ma rimangono aperte diverse questioni della cooperazione internazionale. La Svizzera ha intrattenuto contatti bilaterali diversificati con Paesi prioritari come la Cina e gli Stati Uniti, impegnandosi anche in questioni inerenti ai valori, per esempio nel quadro dei dialoghi sui diritti umani.

Il 2019 sarà l’ultimo anno della Strategia di politica estera corrente del Consiglio federale. Nel 2018 il DFAE ha lanciato un processo di riflessione su una «Visione per la politica estera della Svizzera 2028» che illustri il contesto futuro della politica del nostro Paese per i prossimi dieci anni e sia di ispirazione per l’elaborazione della strategia di politica estera della prossima legislatura. Il Consiglio federale adotterà la nuova strategia per il periodo 2020-2023 nel 2019.


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