Ingegneria genetica: il Consiglio federale esamina l’adeguamento del diritto vigente

Berna, 30.11.2018 - Nella sua seduta del 30 novembre 2018 il Consiglio federale ha dibattuto sugli ultimi sviluppi nel settore della biotecnologia che puntano alla modifica del genoma. Al riguardo, ha stabilito l’obiettivo: nel diritto in materia di ingegneria genetica occorre classificare i rischi per le persone, gli animali e l’ambiente.

Dall’entrata in vigore della legge sull’ingegneria genetica nel 2004, la biotecnologia si è sviluppata rapidamente, da un lato grazie alle nuove conoscenze scientifiche sulla funzionalità di singoli geni e sul genoma e, dall’altro, grazie agli sviluppi tecnologici. Finora, solo i geni interi potevano essere trasferiti in un altro organismo. Con le nuove tecniche di modificazione genetica, gli interventi tecnici possono essere eseguiti su una o più parti di dimensioni diverse nel genoma dell’organismo bersaglio. Oggi, ad esempio, esistono nuovi metodi e tecnologie, come le cosiddette «forbici genetiche» quali il CRISPR/Cas, con cui il genoma di un organismo può essere modificato più facilmente. In termini tecnici e legali, questo li classifica in linea di massima come tecniche di modificazione genetica. Tuttavia, non è chiaro se i prodotti fabbricati in questo modo siano o meno da considerarsi organismi geneticamente modificati ai sensi della legislazione vigente.

Il 30 novembre 2018 il Consiglio federale ha preso atto e dibattuto dell’analisi della situazione effettuata dal Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC) e dal Dipartimento federale dell’economia, della formazione e della ricerca (DEFR).

Adeguamento della legislazione in base al rischio

Secondo il Consiglio federale, la legislazione vigente deve essere adeguata ai nuovi sviluppi in base ai rischi. Il principio di precauzione deve essere rispettato. Ciò significa che i pericoli e i danni causati da organismi prodotti con le nuove tecniche di modificazione genetica devono essere identificati precocemente, ossia già prima dell’applicazione, e vanno adottate misure per ridurre i rischi. I servizi federali competenti chiariranno ora in che modo le nuove tecniche di modificazione genetica e i prodotti che ne derivano possano essere classificati in base ai rischi per l’uomo, gli animali e l’ambiente. Si prevede che le basi legali saranno ampliate da diversi livelli di requisiti per le varie categorie. Inoltre, saranno presi in considerazione anche gli sviluppi futuri dell’ingegneria genetica. Norme e standard specifici saranno discussi in una seconda fase. In Svizzera vige fino alla fine del 2021 una moratoria sull’uso di organismi geneticamente modificati nella produzione agricola.

Il Consiglio federale determinerà i punti chiavi per adeguare le basi giuridiche dopo l’estate 2019, in funzione dei quali DATEC e DEFR dovranno presentargli entro la fine di tale anno un progetto da porre in consultazione.


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Anne Gabrielle Wüst Saucy, divisione Suolo e biotecnologia, UFAM, +41 58 46 383 44



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Il Consiglio federale
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