Il Consiglio federale avvia la procedura di consultazione per la revisione dell’OFDS

Berna, 30.11.2018 - Nella seduta del 30 novembre 2018 il Consiglio federale ha avviato la procedura di consultazione per la revisione dell’ordinanza sul Fondo di disattivazione e sul Fondo di smaltimento (OFDS). Sono previsti adeguamenti del reddito di capitale e del tasso di rincaro utilizzati per la determinazione dei contributi annui. Inoltre, alla luce della nuova metodologia per il calcolo dei prevedibili costi di disattivazione e di smaltimento, applicata per la prima volta nell’ambito dello studio sui costi 2016 e che prevede già supplementi sui costi per le imprecisioni nelle previsioni e per i rischi, sarà abolito il supplemento di sicurezza forfettario del 30 per cento introdotto nell’OFDS nel 2015. La procedura di consultazione si concluderà il 20 marzo 2019.

Studio sui costi 2016

L’OFDS prescrive che gli studi sui costi vengano aggiornati ogni cinque anni in base alle più recenti conoscenze tecniche e scientifiche. In tal modo, con il tempo sarà possibile ridurre in modo sistematico le incertezze. Gli studi sui costi sono svolti dagli esercenti delle centrali nucleari e in seguito verificati dall’Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN) per quel che concerne gli aspetti concernenti la sicurezza e da specialisti indipendenti. Al termine della verifica, la STENFO chiede al DATEC di fissare i costi. Il Dipartimento li fissa mediante una decisione, l’ultima delle quali risale al 12 aprile 2018 (v. comunicato stampa del 12 aprile 2018).

Lo studio sui costi 2016 è molto più dettagliato rispetto a quelli precedenti. I prevedibili costi di disattivazione e di smaltimento sono stati calcolati mediante una nuova metodologia, che identifica in modo trasparente sia i costi di base (costi iniziali e costi per la riduzione del rischio) sia i supplementi sui costi in questione per le imprecisioni nelle previsioni e per i rischi (opportunità e pericoli). I supplementi per le incertezze, i pericoli e le opportunità per le centrali nucleari e per il deposito intermedio ammontano in media al 28,3 per cento dei costi di base della disattivazione; i costi di smaltimento complessivamente al 38,5 per cento dei costi di base futuri (costi di base meno costi accumulati). Tra questi rientra un supplemento di sicurezza generale pari al cinque per cento dei costi di base della disattivazione e al 12,5 per cento dei costi di base per il deposito in strati geologici profondi.

Principali contenuti della revisione

Abolizione del supplemento di sicurezza forfettario del 30 per cento: un argomento di rilievo per l’introduzione del supplemento di sicurezza forfettario erano stati gli aumenti dei costi osservati nel corso degli ultimi studi sui costi (2001–2011). Con supplementi e ribassi trasparenti e un supplemento di sicurezza generale, la nuova metodologia dello studio sui costi 2016 tiene meglio conto, rispetto al passato, dei rischi e delle imprecisioni nelle previsioni. Mantenendo il supplemento di sicurezza forfettario introdotto nel 2015 si avrebbe una doppia copertura delle incertezze. Anche il Controllo federale delle finanze (CDF), nel rapporto di verifica del 18 aprile 2018 (v. link), è giunto alla conclusione che le modifiche metodologiche apportate alla stima dei costi e alla struttura dei costi non giustificano più un supplemento forfettario del 30 per cento sui costi totali.

Riduzione del reddito del capitale e del tasso di rincaro: per fissare questi parametri sono stati analizzati la situazione economica attuale e prevista in futuro e l’andamento dei tassi d’interesse. È stata tenuta in considerazione anche la nuova strategia d’investimento, meno rischiosa, adottata dalla STENFO nel dicembre del 2017. In particolare sono state ridotte la quota azionaria e la quota delle valute estere non coperte. Nell’OFDS, il reddito del capitale sarà pertanto ridotto dall’attuale 3,5 al 2,1 per cento. Il tasso di rincaro, attualmente pari all’1,5 per cento e calcolato a partire dall’indice svizzero dei prezzi al consumo, sarà ridotto allo 0,5 per cento e si baserà sull’indice dei prezzi delle costruzioni.

Nuova composizione degli organi del Fondo di disattivazione e del Fondo di smaltimento: viene aumentato il numero di membri indipendenti nella Commissione amministrativa, nel comitato per gli investimenti e nel comitato per il controllo dei costi. Tali membri indipendenti avranno diritto a due terzi dei seggi a disposizione, mentre gli esercenti ne occuperanno solo un terzo e vedranno quindi ridotta la loro influenza.

Disciplinamento dei versamenti: i proprietari potranno emettere fatture a carico dei Fondi per prestazioni da loro fornite connesse alla disattivazione e allo smaltimento. Attualmente, la procedura per il versamento non è disciplinata nel dettaglio. Viene quindi introdotto un modello basato su acconti. Ogni anno, i proprietari inoltreranno alla Commissione amministrativa un piano dei costi relativo ai costi di disattivazione e di smaltimento che risulteranno in futuro. La Commissione amministrativa verificherà e approverà il piano e verserà ai proprietari le risorse del Fondo, a rate. Alla fine dell’anno i proprietari allestiranno un conteggio finale.

Metodologia best practice vincolante: nello studio sui costi 2016 i costi non sono più stati calcolati secondo il principio best estimate, ma secondo il principio best pratice. Le imprecisioni nelle previsioni e le incertezze vengono motivate in modo trasparente e giustificabile e ai costi vengono applicati supplementi corrispondenti. Nell’ambito della relativa verifica, la metodologia utilizzata nello studio sui costi 2016 è stata considerata appropriata dagli specialisti, dalla Commissione amministrativa e dal DATEC. Anche il CDF, nel suo rapporto, ha ritenuto opportune le prescrizioni in materia di strutturazione e struttura dei costi (v. link). Per l’allestimento dei futuri studi sui costi sarà pertanto obbligatorio applicare la metodologia best practice.

Inasprimento delle regole in caso di copertura eccedente o insufficiente del capitale accumulato nei Fondi: l’obbligo di contribuire termina nel momento in cui la disattivazione dell’impianto nucleare in questione è conclusa. Se dopo la messa fuori servizio definitiva di una centrale nucleare (ovvero quando tutti gli elementi combustibili sono stati trasferiti nella piscina di raffreddamento e le misure per instaurare una gestione tecnica post operativa sono state adottate) nel quadro della tassazione dei costi risulta una copertura insufficiente fino al dieci per cento, in futuro l’esercente dovrà continuare a versare contributi ai Fondi. Inoltre, saranno vietati rimborsi anticipati in caso di copertura eccedente dei Fondi: in futuro, eventuali eccedenze potranno essere rimborsate soltanto al momento del conteggio finale.

Una revisione preannunciata

Con questo progetto, l’OFDS sarà sottoposta a revisione per la terza volta dal 2015. Nell’ambito della prima revisione, entrata in vigore il 1º gennaio 2015, sono stati adeguati i parametri per il calcolo dell’importo dei contributi (reddito del capitale e tasso di rincaro) ed è stato introdotto un supplemento di sicurezza forfettario pari al 30 per cento dei costi calcolati. Alla base di questa introduzione vi era il timore di una lacuna finanziaria in entrambi i Fondi, in quanto negli anni precedenti l’incremento dei costi era stato maggiore del previsto e non era stato possibile raggiungere gli obiettivi auspicati in termini di reddito del capitale. Il Consiglio federale aveva già preannunciato nel 2014 (v. comunicato stampa del 25 giugno 2014) che una volta disponibile lo studio sui costi 2016 il reddito del capitale, il tasso di rincaro e il supplemento di sicurezza avrebbero dovuto essere verificati, e se necessario adeguati. Con la seconda revisione, entrata in vigore il 1º gennaio 2016, il Consiglio federale ha disciplinato questioni riguardanti la governance e la vigilanza sui Fondi.

Di che cosa si tratta?

In Svizzera, i costi per la disattivazione e lo smantellamento degli impianti nucleari e per lo smaltimento delle scorie radioattive che ne risultano come pure i costi per lo smaltimento delle scorie d’esercizio e degli elementi combustibili esausti risultanti dopo la messa fuori servizio delle centrali nucleari devono essere interamente coperti secondo il principio di causalità. Per garantire che il capitale necessario a tal fine sia disponibile per tempo, gli esercenti versano contributi annui al Fondo di disattivazione dal 1985 e al Fondo di smaltimento dal 2002. Il calcolo dei contributi da versare è basato su studi sui costi. I Fondi sottostanno alla vigilanza della Confederazione; l’OFDS disciplina tra l’altro, per entrambi i Fondi, il calcolo dei costi, l’obbligo di contribuire, i parametri d’investimento e le modalità di versamento. L’organo di direzione è la Commissione amministrativa (STENFO, v. link).


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Marianne Zünd, responsabile Comunicazione UFE
tel. +41 58 462 56 75, marianne.zuend@bfe.admin.ch



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Ultima modifica 05.01.2016

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