Rapporto del Consiglio federale sul commercio dell’oro e i diritti umani

Berna, 14.11.2018 - In risposta a un postulato parlamentare, il Consiglio federale presenta, nella sua seduta del 14 novembre 2018, un rapporto sul commercio dell’oro nel quale illustra la situazione del settore in Svizzera, ricorda le iniziative e le misure esistenti e formula raccomandazioni per garantire che il metallo prezioso importato in Svizzera non provenga da attività produttive che violano i diritti umani.

Considerata l’importanza del settore dell’oro in Svizzera e i rischi connessi alla produzione nei Paesi di provenienza del metallo prezioso, il Consiglio federale ha deciso di dare seguito al postulato parlamentare 15.3877 del 21 settembre 2015, nel quale viene invitato a elaborare un rapporto specifico sulla questione. Il commercio dei metalli preziosi in Svizzera era già stato oggetto d’esame nel Rapporto sulla valutazione nazionale dei rischi legati al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo in Svizzera.

Il rapporto sull’oro si basa su una mappatura del settore in Svizzera, sui principali attori e sui rischi e le sfide potenziali e stila un inventario dei progetti e delle misure attuati dalla Svizzera e dalle imprese svizzere attive nel settore della produzione dell’oro al fine di garantire il rispetto dei diritti umani.

La Svizzera è un attore di primo piano nel commercio internazionale dell’oro. Una parte sostanziale della produzione mondiale è raffinata da fonderie in Svizzera che lavorano l’oro grezzo estratto dalle miniere o rifondono articoli in oro. Nel 2017, sono state importate in Svizzera circa 2404 tonnellate d’oro, (per un valore complessivo di 69,6 miliardi di franchi, e ne sono state esportate 1684, per 66,6 miliardi. Le raffinerie svizzere attuano standard volontari per garantire una produzione in linea con le norme sociali e ambientali riconosciute internazionalmente e evitare così di contribuire direttamente o indirettamente a violazioni dei diritti umani.

La Svizzera si è impegnata a livello nazionale e mondiale per garantire che non venga importato oro prodotto violando i diritti umani. La legislazione in vigore in materia di commercio dell’oro è una delle più severe del mondo. La legge sul controllo dei metalli preziosi e la legge sul riciclaggio di denaro mirano a garantire che l’oro lavorato dalle raffinerie non provenga da attività illecite.

La Confederazione promuove gli standard sviluppati dall’OCSE e incoraggia le imprese ad attuarli. In questo contesto, dal 2012 appoggia gli sforzi dell’OCSE per aiutare le società che acquistano oro a non alimentare i conflitti armati generati dalle loro attività. La Better Gold Initiative (BGI) è un’iniziativa lanciata dalla Svizzera nel 2013 per creare filiere dell’oro estratto da miniere artigianali che rispettano gli standard volontari di sostenibilità. L’iniziativa ha permesso di estrarre e commercializzare, dal 2013 al 2017, circa 2,5 tonnellate di oro prodotto in maniera responsabile. La Svizzera sostiene progetti anche attraverso la cooperazione allo sviluppo, uno dei quali centrato sulla creazione di una filiera di produzione aurifera responsabile in Mongolia.

Nel suo rapporto, il Consiglio federale raccomanda misure da attuare in seno all’Amministrazione federale. Sottolinea che occorre agire sul piano della trasparenza e delle catene di approvvigionamento dell’oro. La tracciabilità della provenienza del metallo prezioso è essenziale, poiché è l’unico modo per impedire che venga importato in Svizzera oro estratto violando i diritti umani. Il Consiglio federale propone inoltre di rafforzare il dialogo multilaterale e la cooperazione allo sviluppo nel settore della produzione aurifera responsabile.


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Ultima modifica 05.01.2016

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