Il Consiglio federale stabilisce le linee direttive per la stabilizzazione finanziaria dell’AVS

Berna, 02.03.2018 - Nella sua seduta del 2 marzo 2018, il Consiglio federale ha discusso della stabilizzazione finanziaria e della flessibilizzazione dell’AVS, stabilendo le linee direttive per gli adeguamenti necessari. Ha inoltre incaricato il Dipartimento federale dell’interno (DFI) di sottoporgli un avamprogetto prima delle vacanze estive. Infine, ha preso atto che le parti sociali sono disposte a collaborare nella ricerca di soluzioni per adeguare anche la previdenza professionale ai cambiamenti demografici ed economici.

Negli anni a venire sia l’AVS che la previdenza professionale dovranno affrontare grandi sfide. Dato che l’ampio progetto di riforma Previdenza per la vecchiaia 2020 è stato respinto in votazione popolare il 24 settembre 2017, il 20 dicembre scorso il Consiglio federale ha deciso di rinunciare a un progetto di riforma unico per le misure necessarie nel 1° pilastro e nella previdenza professionale obbligatoria e di presentare invece due progetti separati. L’obiettivo dei due progetti resta invariato: il livello delle rendite deve mantenuto e il finanziamento a medio termine della previdenza per la vecchiaia garantito. Si dovrà inoltre tenere maggiormente conto del bisogno di flessibilità degli assicurati.

Misure per stabilizzare l’AVS

La situazione finanziaria dell’AVS si sta progressivamente deteriorando. Il no alla riforma Previdenza per la vecchiaia 2020 non ha fatto che aumentare la necessità d’intervento. Ritenendo importante che la riforma dell’AVS vada finalmente in porto, il Consiglio federale intende inviare in consultazione quest’estate un avamprogetto volto a stabilizzare le finanze dell’AVS per il prossimo decennio.

La riforma includerà le misure seguenti:

  • Sarà introdotta nell’AVS un’età di riferimento di 65 anni per le donne e per gli uomini. A partire dall’anno successivo all’entrata in vigore della riforma, l’età di riferimento delle donne verrà aumentata di tre mesi all’anno.
  • Per l’aumento dell’età di riferimento delle donne sono previste misure compensative; il Consiglio federale ha chiesto l’elaborazione di tre varianti. Per finanziare queste misure compensative, si valuterà se impiegare solo i proventi dell’IVA, solo i contributi salariali o una soluzione mista.
  • Sarà flessibilizzato il momento del pensionamento: tra i 62 e i 70 anni si potrà riscuotere tutta la rendita o soltanto una parte di essa.
  • L’età di riferimento di 65 anni e la possibilità di riscuotere anticipatamente o rinviare una parte della rendita saranno introdotte anche nella previdenza professionale.
  • Verrà incentivata la prosecuzione dell’attività lucrativa dopo il raggiungimento dell’età di riferimento: i redditi esigui continueranno a essere esentati dall’obbligo contributivo (franchigia mensile di 1400 fr.) e i contributi versati dopo i 65 anni permetteranno di migliorare la rendita AVS e di colmare eventuali lacune contributive.
  • Il finanziamento dell’AVS sarà garantito a medio termine attraverso un aumento dell’IVA. A tal fine è previsto un aumento unico di al massimo 1,7 punti percentuali all’entrata in vigore della riforma. I calcoli si fondano sul presupposto che la riforma possa entrare in vigore nel 2021 e che il finanziamento dell’AVS sia garantito per almeno 12 anni.

Il Consiglio federale ha discusso e respinto le due misure seguenti:

  • un progetto di puro finanziamento che non avrebbe contenuto alcun adeguamento nell’AVS;
  • una misura compensativa a favore delle donne con un fattore di rivalutazione per il calcolo della rendita, da finanziare tramite l’IVA e i contributi salariali.

Calendario della revisione dell’AVS

Il Consiglio federale ha incaricato il DFI di elaborare un avamprogetto di revisione dell’AVS entro l’inizio delle vacanze estive. Il relativo messaggio dovrà essere sottoposto al Parlamento entro la fine del 2018.

Prossime tappe della riforma della previdenza professionale

Il Consiglio federale ha preso atto che l’Unione svizzera degli imprenditori e l’Unione sindacale svizzera si sono dette disposte a discutere apertamente di misure che permettano di adeguare il secondo pilastro ai cambiamenti demografici ed economici. Il DFI stabilirà insieme alle parti sociali le condizioni quadro della collaborazione e terrà aggiornato il Consiglio federale sull’avanzamento dei lavori.


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Ultima modifica 05.01.2016

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