Relazioni con l’UE: il Consiglio federale traccia un bilancio dei negoziati e precisa il mandato negoziale

Berna, 05.03.2018 - Nella sua seduta del 2 marzo 2018 il Consiglio federale ha concluso l’esame avviato il 31 gennaio e proseguito nell’ambito della sua riunione a porte chiuse del 21 febbraio. Lo scopo era tracciare un bilancio dell’evoluzione delle relazioni tra la Svizzera e l’Unione europea (UE), soprattutto passando in rassegna i quattro anni di negoziato sulle questioni istituzionali che incidono sull’accesso al mercato dell’UE. Il Consiglio federale intende migliorare le condizioni di questo accesso nel rispetto delle istituzioni svizzere e della loro indipendenza. Ha inoltre precisato la propria strategia di negoziazione e affermato la volontà di fare rapidi passi avanti allo scopo di garantire la certezza del diritto per l’industria esportatrice, per la stabilità della nostra economia e per le nostre relazioni con l’UE. La qualità delle soluzioni proposte e il rispetto degli interessi della Svizzera restano i criteri secondo i quali il Consiglio federale deciderà dell’esito dei negoziati.

Il mandato negoziale del 18 dicembre 2013 è stato precisato sulle questioni istituzionali al fine di cercare un’intesa con l’UE per la composizione delle controversie sulla base di una soluzione arbitrale indipendente. In parallelo alla trattativa su un accordo istituzionale, che non è un obiettivo fine a se stesso ma uno strumento volto a gestire in modo efficiente i cinque accordi bilaterali interessati per evitare che perdano di efficacia, saranno portati avanti i negoziati nei settori elencati nell’allegato. Il Consiglio federale ha deciso, in particolare, di concludere rapidamente l’accordo relativo alla partecipazione al mercato dell’elettricità.

Per quanto riguarda la composizione delle controversie, i negoziatori svizzeri cercheranno una soluzione arbitrale che potrà essere attivata se il comitato misto competente non sarà in grado di risolvere le controversie. Il Consiglio federale ha ribadito la propria volontà di escludere alcuni settori dal campo di applicazione dell’accordo istituzionale e vuole che la Svizzera mantenga tutte le sue misure di accompagnamento all’Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC). L’Esecutivo conferma anche di non volere che la Svizzera riprenda la direttiva europea sulla cittadinanza e i suoi sviluppi.

Sul fronte degli aiuti di Stato, il Consiglio federale ha autorizzato i dipartimenti competenti a preparare, insieme ai Cantoni, una soluzione che preveda istanze di sorveglianza indipendenti sia da parte della Svizzera che dell’UE (cosiddetta soluzione a due pilastri). Le disposizioni materiali potranno essere negoziate soltanto nel quadro specifico di un accordo concernente la partecipazione della Svizzera al mercato dell’elettricità dell’UE.

Il Consiglio federale ricorda che la Svizzera, a suo avviso, soddisfa tutte le condizioni per un riconoscimento illimitato dell’equivalenza della regolamentazione svizzera in materia di mercati finanziari da parte dell’UE.

Le Commissioni della politica estera del Parlamento e i Cantoni saranno informati a breve delle precisazioni apportate al mandato negoziale del 18 dicembre 2013.

Nella sua nuova funzione di coordinatore capo e di direttore della Direzione degli affari europei (DAE) del DFAE, il segretario di Stato Roberto Balzaretti è incaricato di garantire, d’intesa con i responsabili delle trattative su ogni dossier, che i negoziati in corso con l’UE procedano in modo coordinato.


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Ultima modifica 05.01.2016

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