Reazione della Svizzera dopo l’annuncio del presidente americano sul riconoscimento di Gerusalemme come capitale dello Stato israeliano

Berna, 07.12.2017 - La Svizzera ritiene che una soluzione al conflitto in Vicino Oriente debba basarsi, conformemente alla risoluzione 478 del Consiglio di sicurezza dell’ONU, su una composizione globale negoziata sullo status finale di Gerusalemme, che rispetti i diritti e le aspirazioni di tutte le parti interessate.

La Svizzera considera che il riconoscimento di Gerusalemme come capitale dello Stato israeliano da parte degli Stati Uniti costituisca un ostacolo a una pace giusta e duratura tra gli Israeliani e i Palestinesi, basata su una soluzione negoziata a due Stati. La Svizzera ha preso atto che lo status quo sui luoghi santi a Gerusalemme sarà rispettato.

La Svizzera ricorda che la decisione unilaterale degli Stati Uniti non si ripercuote in alcun modo sull’applicabilità del diritto internazionale umanitario – in particolare della quarta Convenzione di Ginevra del 1949 – e dei diritti umani al Territorio palestinese occupato, compresa Gerusalemme Est.

La Svizzera non riconosce l’autorità di Israele al di là delle frontiere del 1967 e si impegna per la creazione di uno Stato palestinese capace di esistenza autonoma, territorialmente contiguo e sovrano, con Gerusalemme Est come capitale, entro i confini del 1967. Non riconoscerà alcun cambiamento dei confini del 1967, inclusi eventuali cambiamenti relativi a Gerusalemme, a meno che non derivi da un accordo tra le parti. Questa posizione è stata riaffermata in particolare nella risoluzione 2334 del Consiglio di sicurezza dell’ONU.

In mancanza di un accordo internazionale sullo status di Gerusalemme, la Svizzera mantiene la propria ambasciata a Tel Aviv.

La Svizzera chiede a tutte le parti di rinunciare alla violenza e a ogni altra azione che possa compromettere la prospettiva di una pace giusta e duratura.

La Svizzera ha ricordato questa mattina la sua posizione all’Ambasciata degli Stati Uniti a Berna.


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