La Svizzera restituisce 321 milioni USD alla Nigeria sotto la vigilanza della Banca Mondiale: firmato un accordo tripartito

Berna, 04.12.2017 - In linea con la sua politica in materia di restituzione di valori patrimoniali di provenienza illecita, la Svizzera ha raggiunto un accordo con la Nigeria e la Banca Mondiale per restituire circa 321 milioni USD alla popolazione nigeriana. Le modalità di restituzione sono fissate in un accordo firmato dalle tre parti contraenti il 4 dicembre a Washington D.C. nel quadro del Global Forum on Asset Recovery (GFAR).

Il direttore della Direzione del diritto internazionale pubblico e capo della delegazione svizzera presso il GFAR, ambasciatore Roberto Balzaretti, ha firmato l’accordo insieme al ministro della giustizia nigeriano Abubakar Malami e al capo della rappresentanza della Banca Mondiale ad Abuja Rachid Benmessaoud. Nell’accordo, negoziato per la Svizzera dall’ambasciatore Pio Wennubst, vicedirettore della DSC, si stabilisce che i valori patrimoniali vengono restituiti nel quadro di un progetto condotto con il sostegno e sotto la vigilanza della Banca Mondiale. Obiettivo del progetto è rafforzare la sicurezza sociale degli strati più poveri della popolazione nigeriana. L’accordo disciplina inoltre il versamento a rate dei valori patrimoniali da restituire e prevede misure concrete in caso di abuso e corruzione.

La soluzione scelta per la restituzione è sostenuta dalle tre parti contraenti nel quadro di un partenariato. È in linea con gli obiettivi della strategia della Svizzera inerente al blocco, alla confisca e alla restituzione degli averi dei potentati («Asset Recovery») e si fonda sui principi della trasparenza, dell’obbligo di rendere conto del proprio operato e del coinvolgimento della società civile nel processo di restituzione. Questa restituzione è anche un contributo concreto all’attuazione dell’Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile e, a livello internazionale, può fungere da esempio per le restituzioni future.

I valori patrimoniali in questione, inizialmente bloccati in Lussemburgo, sono stati rimpatriati e confiscati dalla Svizzera nel quadro di un procedimento penale condotto dal ministero pubblico di Ginevra contro Abba Abacha. Nella seduta di venerdì 1 dicembre 2017 il Consiglio federale ha approvato la firma dell’accordo.

Il GFAR ha riunito esperte ed esperti in materia di «Asset Recovery» per potenziare la cooperazione internazionale in questo settore. La firma dell’accordo ha dato alla Svizzera una grande visibilità e ha rafforzato il suo ruolo pionieristico in questo campo sul piano internazionale. A Washington la delegazione svizzera ha anche tenuto colloqui bilaterali con gli Stati particolarmente al centro dell’attenzione, tra i quali Tunisia e Ucraina, per discutere dei procedimenti in corso sui valori patrimoniali bloccati in Svizzera.


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