Comparabilità degli istituti di previdenza: il Consiglio federale non ritiene necessario intervenire

Berna, 06.09.2017 - Il Consiglio federale non vuole imporre alle casse pensioni alcun modello uniforme per la rappresentazione della loro capacità di rischio. Attualmente i gradi di copertura degli istituti di previdenza possono essere paragonati solo in misura limitata. Uno studio illustra come si potrebbe migliorare la loro comparabilità. Il Consiglio federale dubita tuttavia che l’utilità di un modello uniforme giustifichi i costi che ne risulterebbero. È questa la conclusione cui giunge in un rapporto adottato nella sua seduta del 6 settembre 2017.

Il grado di copertura di una cassa pensioni indica la percentuale degli impegni finanziari nei confronti degli assicurati che l’istituto sarebbe in grado di onorare se da un giorno all’altro dovesse versare tutti gli averi di previdenza ai suoi affiliati. Per questa ragione, il grado di copertura viene spesso utilizzato quale indicatore della solidità finanziaria di una cassa pensioni. Attualmente, tuttavia, i gradi di copertura dei singoli istituti di previdenza possono essere paragonati tra loro soltanto in misura limitata.

Nell’ambito di uno studio di fattibilità è stato elaborato un set di indicatori che, se utilizzato uniformemente da tutte le casse pensioni, permetterebbe di migliorare la comparabilità. Il Consiglio federale rifiuta però di imporre agli istituti di previdenza l’applicazione di un tale modello, soprattutto perché non è chiaro se la sua utilità giustificherebbe i costi che ne deriverebbero. L’applicazione di un modello di rischio uniforme limiterebbe inoltre eccessivamente l’autonomia degli istituti di previdenza, poiché non terrebbe conto delle peculiarità di ciascuno di essi.

Il Consiglio federale ritiene che la legislazione vigente preveda già strumenti affidabili che permettono alle autorità che esercitano la vigilanza sulle casse pensioni di valutare i rischi cui sono esposti i singoli istituti. Per il momento non ritiene pertanto necessario intervenire in quest’ambito. Il suo rapporto e lo studio di fattibilità sono stati redatti in adempimento di un postulato del consigliere nazionale Albert Vitali (13.3109).


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Ultima modifica 05.01.2016

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