Terza conferenza nazionale sui lavoratori in età avanzata: i senior sono discriminati?

Berna, 25.04.2017 - Il 25 aprile 2017 i rappresentanti della Confederazione, dei Cantoni e delle parti sociali hanno partecipato a Berna alla terza conferenza sui lavoratori in età avanzata. Nella dichiarazione finale congiunta i firmatari si sono impegnati a respingere le pratiche che discriminano i lavoratori senior. Hanno inoltre convenuto che, considerato il suo inesorabile invecchiamento, si dovrà continuare a investire nella capacità lavorativa e nella spendibilità occupazionale della popolazione attiva.

La condizione dei lavoratori in età avanzata in Svizzera è stata al centro del dibattito - presieduto dal consigliere federale Johann N. Schneider-Ammann - tra i rappresentanti della Confederazione, dei Cantoni, dell’Unione sindacale svizzera (USS), di Travail.Suisse, dell’Unione svizzera degli imprenditori (USI) e dell’Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM). Il bilancio è tutto sommato positivo: secondo la SECO, nel 2016 il tasso di disoccupazione è stato in media del 3,3 per cento, quello degli over 50 del 2,8 per cento. Il rischio di disoccupazione dei lavoratori senior continua quindi a essere inferiore alla media ma, una volta concretizzatosi, queste persone hanno molte più difficoltà a reinserirsi nel mondo del lavoro rispetto ai giovani. Sebbene le tendenze siano per lo più positive, tra i lavoratori ultracinquantenni cresce l’insicurezza.

La conferenza di quest’anno si è concentrata dunque sugli svantaggi legati all’età. Le cifre dimostrano che i lavoratori anziani non sono esclusi in modo sistematico; tuttavia esistono delle pratiche che li svantaggiano. Nella dichiarazione finale congiunta i partecipanti si sono impegnati a evitare tali pratiche, nei limiti delle proprie competenze e responsabilità. Hanno inoltre riconosciuto la necessità di continuare a investire nella capacità lavorativa della popolazione attiva, che nel complesso sta invecchiando, e di sostenere un’attuazione più efficace dell’obbligo di notifica dei posti vacanti (legge d’applicazione per attuare l’iniziativa sull’immigrazione di massa), di cui beneficerebbero anche i lavoratori più anziani.

Le misure di sensibilizzazione e di integrazione esistenti proseguiranno. A tale proposito, nel corso della conferenza è stato presentato un opuscolo online con cui si intende promuovere la permanenza e il reinserimento dei lavoratori senior nelle PMI. Un altro dei temi discussi è stato quello della formazione continua.

Come negli anni passati, per la preparazione della conferenza sono state consultate le associazioni dei lavoratori in età avanzata e dei disoccupati. Le loro richieste sono state fatte confluire nelle discussioni. Durante la conferenza è stata organizzata anche una tavola rotonda con rappresentanti di aziende e docenti universitari, in particolare con la professoressa Martina Zölch (FHNW), il professor George Sheldon (Università BS) e Alexandra Cloots della FHS di San Gallo.

Con l’adozione del postulato Rechsteiner (14.3569), il Parlamento aveva incaricato il Consiglio federale di organizzare una conferenza nazionale sul tema dei lavoratori anziani. Le prime due si sono svolte rispettivamente nell’aprile del 2015 e del 2016; martedì i rappresentanti della Confederazione, dei Cantoni e delle parti sociali si sono incontrati per la terza edizione. La quarta si terrà probabilmente nel 2018.


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Ultima modifica 05.01.2016

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