Il Consiglio federale licenzia il messaggio concernente l’iniziativa «Moneta intera»

Berna, 09.11.2016 - Nella sua seduta del 9 novembre 2016 il Consiglio federale ha licenziato il messaggio concernente l’iniziativa popolare «Per soldi a prova di crisi: emissione di moneta riservata alla Banca nazionale! (Iniziativa Moneta intera)», raccomandando di respingere l’iniziativa senza controprogetto. L’iniziativa mira a trasformare radicalmente l’odierno sistema monetario. Qualora questa iniziativa fosse accettata, la Svizzera diverrebbe terreno di sperimentazione per riforme non collaudate. La sua accettazione complicherebbe la politica monetaria della Banca nazionale svizzera (BNS) e implicherebbe rischi notevoli per l’economia svizzera.

L’iniziativa popolare propone un nuovo quadro per il sistema monetario in Svizzera. Un nuovo articolo 99 della Costituzione federale affiderebbe alla BNS il monopolio dell’emissione di moneta scritturale. Di conseguenza, le banche commerciali non potrebbero più offrire crediti finanziati da depositi a vista (conti correnti), come accade ora. L’iniziativa prevede inoltre che la BNS metta in circolazione denaro non gravato da debito tramite la distribuzione diretta alle amministrazioni pubbliche e alla popolazione. Con questa riforma gli autori dell’iniziativa si aspettano un sistema bancario e finanziario più stabile.

Il Consiglio riconosce l’importanza di un settore finanziario sicuro. Difficilmente la riforma avrebbe un effetto stabilizzante sul sistema finanziario. Sarebbe un’azione nazionale isolata e implicherebbe una profonda riorganizzazione del sistema monetario e del settore finanziario svizzero, priva di sperimentazione e legata a notevoli rischi. Inoltre, in particolare nell’ambito del processo di conversione si dovrebbero prevedere sconvolgimenti nell’intera economia, soprattutto nel settore finanziario.

L’emissione di moneta non gravata da debito, chiesta nell’ambito dell’iniziativa, potrebbe pregiudicare la credibilità della BNS. Oggi il denaro messo in circolazione dalla BNS ha come contropartita valori patrimoniali iscritti a bilancio, attualmente soprattutto riserve valutarie e auree. In caso di accettazione dell’iniziativa, a lungo termine la BNS non sarebbe più in grado di ridurre la massa monetaria creata ricorrendo alla vendita di valori patrimoniali. Risulterebbe più difficile garantire l’attuazione della politica monetaria e la stabilità dei prezzi. Inoltre, la BNS sarebbe sempre più esposta a pretese politiche.

La riforma concernente la moneta intera limiterebbe in parte notevolmente il settore di attività delle banche, poiché la concessione di crediti non potrebbe più essere finanziata tramite depositi a vista. Per finanziare i crediti le banche dovrebbero cercare fonti di finanziamento alternative, tendenzialmente più care. Probabilmente aumenterebbero i costi del traffico dei pagamenti per i clienti. Sarebbero toccate da questo aumento in particolare le banche più piccole che generano gran parte dei loro proventi attraverso operazioni sulle differenze di interesse. Se la domanda di crediti non potesse essere coperta da altre fonti di finanziamento, la BNS dovrebbe erogare appositi prestiti alle banche. Il volume dei crediti sarebbe quindi in parte controllato centralmente dalla BNS.

Il Consiglio federale intende proseguire la sua attuale strategia che mira ad aumentare la stabilità della piazza finanziaria. Negli ultimi anni l’adeguamento agli standard di Basilea III e alle esigenze per gli istituti finanziari di rilevanza sistemica («too-big-to-fail») ha permesso di compiere notevoli progressi. Attualmente gli averi dei clienti su conti bancari sono protetti fino a un importo di 100 000 franchi, grazie alle norme concernenti la protezione dei depositanti. La FINMA vigila che le banche non siano esposte a rischi eccessivi.

Con il suo messaggio, il Consiglio federale propone pertanto alle Camere federali di raccomandare a Popolo e Cantoni di respingere l’iniziativa popolare federale «Per soldi a prova di crisi: emissione di moneta riservata alla Banca nazionale! (Iniziativa Moneta intera)» senza controprogetto.


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Ultima modifica 05.01.2016

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