Discorso del Presidente della Confederazione Johann Schneider-Ammann in occasione della settimana ad alto livello della 71a Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York

New York, 20.09.2016 - Fa stato la versione orale

Signor Presidente dell’Assemblea generale,
Signor Segretario generale,
Onorevoli Capi di Stato e di Governo,
Eccellenze,
Gentili signore e signori,

lo scorso 26 luglio, si è concluso ad Abu Dhabi il giro del mondo dell’aereo solare svizzero Solar Impulse. Lo stesso giorno, mentre tutto il pianeta rendeva omaggio a questo successo della tecnica, l’Organizzazione internazionale per le migrazioni constatava che, dall’inizio del 2016, più di 3 000 migranti hanno perso la vita nel Mediterraneo. Questo ci mostra ancora una volta che l’essere umano è capace di dare il meglio ma anche il peggio di sé. L’eccellenza e l’innovazione al servizio dell’ambiente, ma anche l’impotenza e una certa inerzia dinanzi a enormi tragedie che sono frutto di dittature, miseria e guerre.

La comunità internazionale è confrontata a sfide di vaste proporzioni. Ne sono tragici esempi le attuali situazioni in Medio Oriente, in alcune regioni dell’Africa e alle porte dell’Europa. L’indebolimento degli Stati, delle economie e delle società crea focolai di radicalizzazione che possono portare al terrorismo, a conflitti armati e al loro corollario di vittime, rifugiati e sfollati interni. Le conseguenze toccano tutti noi da vicino.

Teniamo però presenti anche le altre minacce: le catastrofi naturali, il cambiamento climatico con le sue conseguenze oppure le resistenze antimicrobiche. Le crisi economiche e il circolo vizioso della disoccupazione, con la vulnerabilità e l’esclusione che ne derivano, preoccupano i decisori di tutto il mondo.

Di fronte a sfide di tali dimensioni, un’ONU forte appare più che mai necessaria. L’organizzazione ha già dato prova delle sue capacità. I suoi inesauribili sforzi per mobilitare la comunità internazionale nell’ambito di vari programmi d’intervento prolungano l’effetto iniziale della liberalizzazione dell’economia mondiale. Nel corso degli ultimi vent’anni, l’ONU ha contribuito a dimezzare il numero di persone che vivono in estrema povertà e ad aumentare la speranza di vita media. Grazie agli incentivi delle Nazioni Unite, è migliorata l’istruzione della popolazione mondiale. L’impegno dell’economia privata e della società civile nella governance globale continua a crescere. Un altro segnale di speranza ci giunge dal recente accordo di pace in Colombia. La Svizzera, depositaria dell’accordo, si congratula con tutte le parti coinvolte per questo fondamentale passo avanti verso una pace duratura.

La nostra generazione è la prima, dall’inizio del XX secolo, a non aver vissuto una guerra mondiale. L’ONU ha ampiamente contribuito a questo risultato, anche se occorre ammettere che vi sono ancora troppi conflitti regionali e troppe vittime. Grazie al suo carattere universale, l’ONU gode di una legittimità unica. Questa posizione implica una responsabilità non indifferente mentre si moltiplicano le iniziative, gli accordi e i processi. Una nuova visione globale sta prendendo forma, e tutti gli Stati vi partecipano.  

Tra le pietre miliari dell’ONU figura l’Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile, la quale costituirà il quadro comune di riferimento per l’elaborazione di soluzioni durature. È la base di un rinnovato contratto sociale tra dirigenti e popolazioni.

L’accordo di Parigi sul clima, volto a contenere il riscaldamento climatico, rappresenta una forte testimonianza dell’impegno da parte degli Stati. La recente decisione degli Stati Uniti e della Cina di ratificarlo segna una tappa molto importante per garantirne il successo. Il primo Vertice umanitario mondiale tenutosi a Istanbul, che ha permesso di elaborare soluzioni per aiutare le popolazioni colpite dalle crisi e dalle catastrofi, è un’ulteriore prova della nostra solidarietà internazionale. Inoltre, la valutazione dell’architettura di pace e sicurezza delle Nazioni Unite che abbiamo recentemente realizzato ha messo in risalto l’importanza della prevenzione dei conflitti.

Quest’anno ricorre infine il decimo anniversario dell’istituzione del Consiglio dei diritti umani, il quale contribuisce in modo considerevole alla promozione e alla difesa dei diritti umani. Si tratta ora di fare un ulteriore passo avanti, rafforzando il suo raggio d’azione sul campo. L’appello del 13 giugno lanciato dalla Svizzera e oggi sostenuto da 70 Stati, propone infatti di migliorare le attività di prevenzione dei conflitti, integrandovi in modo più sistematico la dimensione dei diritti umani. Si tratta in particolare di rafforzare i legami tra il Consiglio dei diritti umani e il Consiglio di sicurezza.

Negli ultimi anni ci siamo dotati di preziosi strumenti per costruire un mondo migliore. È giunto il momento di servirsene. In questo contesto permettetemi di esprimere tutta la mia gratitudine al Segretario generale Ban Ki-moon che, nel corso di un decennio d’infaticabile lavoro, ha permesso all’Organizzazione delle Nazioni Unite di compiere importanti passi avanti. Siamo convinti che la persona che gli subentrerà proseguirà nel lavoro di riforma e di rafforzamento dell’ONU.

In questa fase cruciale, il nostro approccio deve fondarsi su principi che stanno a cuore a noi Svizzeri, ossia sull’inclusione e sulla partecipazione. Sono persuaso che agendo insieme riusciremo a concretizzare l’Agenda 2030. La Svizzera è stata uno dei primi Paesi a presentare misure nazionali per la realizzazione dell’Agenda 2030 ed è determinata a proseguire il suo impegno.

Nutro la profonda convinzione che un’economia sana sia essenziale alla realizzazione degli obiettivi che ci poniamo. Promuovere una crescita economica durevole significa impegnarci in favore di società che offrono eque opportunità a tutti i loro membri. Un’economia fiorente è un obiettivo di primaria importanza poiché costituisce uno strumento straordinario per aprire prospettive a tutti i cittadini. Un’economia fiorente facilita l’accesso dei giovani, delle donne e dei lavoratori in età avanzata al mercato dell’impiego. Essa riflette quindi con assoluta coerenza l’impegno dell’ONU: un’economia dinamica che assicura impieghi e prospettive costituisce infatti un fattore importante nella prevenzione delle derive terroriste e dei conflitti armati.

In Svizzera abbiamo individuato tre elementi chiave che permettono al Paese di figurare regolarmente all’apice dell’innovazione e della competitività:

  1. Primo: un sistema di formazione performante, che tiene conto sia delle esigenze dell’economia reale sia di quelle della ricerca fondamentale. In Svizzera la filiera universitaria e la filiera professionale beneficiano della medesima attenzione e della medesima cura. In questo sistema riveste un ruolo centrale il tirocinio nell’impresa supportato da una formazione teorica dispensata in una scuola professionale.
  2. Secondo: la nostra legislazione liberale in materia di lavoro permette alle imprese di evolvere con i mercati, di partecipare e contribuire al progresso tecnologico e di adottare facilmente prodotti e metodi innovativi. La flessibilità della nostra economia costituisce in tal modo la migliore garanzia d’impiego.
  3. Terzo: un partenariato sociale, efficace e rispettato, che garantisce la pace del lavoro. Negoziati regolari tra i rappresentanti dei datori di lavoro e dei dipendenti assicurano convenzioni di lavoro adeguate alle necessità dei settori d’attività e delle regioni, flessibili e nel contempo condivise da tutti.

Ma questi elementi fondamentali possono espletare tutti i loro effetti positivi soltanto mediante gli scambi internazionali. Gli scambi stimolano la concorrenza, il progresso scientifico e tecnico nonché l’innovazione. Non va mai dimenticato che la libertà espressa dalla democrazia e iscritta nello Stato di diritto offre la migliore garanzia affinché una società realizzi tutte le sue potenzialità economiche, scientifiche e culturali.

È altrettanto importante cogliere le sfide legate alla globalizzazione nel settore digitale. Non soltanto in termini di trasparenza, sicurezza dei dati e pari opportunità, bensì anche sotto il profilo delle opportunità di progresso tecnico, sociale, politico ed economico. In una società aperta e democratica, è certamente fondamentale che le persone possano utilizzare le tecnologie digitali in modo sicuro e consapevole. Dobbiamo però anche fare il possibile per garantire che le nuove possibilità della digitalizzazione facilitino l’accesso all’impiego e non lo rendano invece più precario.    

È facile prevedere quali impieghi scompariranno a causa della digitalizzazione. L’attenzione va però posta altrove; la vera sfida sta nell’individuare i nuovi impieghi che verranno a crearsi grazie a tale evoluzione tecnologica. Soltanto compiendo questo sforzo potremo istituire le formazioni che permetteranno al maggior numero possibile di persone di trovare un impiego nel mondo di domani. Per riuscirci dobbiamo dialogare con le imprese più innovative. L’ONU e le sue agenzie specializzate possono contribuire affinché tutti i Paesi possano sfruttare le opportunità offerte dallo sviluppo tecnologico.

Parlando delle sfide che attendono l’ONU e la comunità delle Nazioni Unite, volgiamo spontaneamente lo sguardo alla Ginevra internazionale. La Svizzera s’impegna al fine di valorizzare questo centro di governance mondiale; non soltanto sostenendo la modernizzazione del parco immobiliare, bensì anche rafforzando le sinergie tra i diversi attori della Ginevra internazionale, tanto nel settore della salute globale quanto in quello dell’azione umanitaria.

Tutte le iniziative nate a Ginevra in questi ultimi mesi, quali:

  • l’appello del 13 giugno,
  • il lancio del gruppo mondiale sull’acqua e sulla pace (Global High-Level Panel on Water & Peace),
  • l’organizzazione della Conferenza sulla prevenzione dell’estremismo violento; oppure
  • lo svolgimento di colloqui di pace

testimoniano l’importanza della Ginevra internazionale e l’impegno della Svizzera. Questa sede è utile al mondo e continueremo pertanto a rafforzarne le potenzialità.

Sono fermamente convinto che le sole risposte valide alle sfide contemporanee siano le soluzioni collettive e solidali. Per realizzarle, la comunità internazionale ha bisogno di un’ONU forte, moderna ed efficace. Il percorso è tracciato, spetta a noi accompagnare insieme questa organizzazione con lungimiranza e determinazione.

Grazie per la vostra attenzione.


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Ultima modifica 05.01.2016

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