Abbandono delle inchieste penali contro un ex ministro del Ruanda

Berna, 16.03.2016 - L’uditore in capo ha deciso l’abbandono delle inchieste penali nei confronti di un ex ministro del Ruanda residente in Svizzera. Le autorità di perseguimento penale ruandesi lo accusavano di crimini di guerra in relazione al genocidio del 1994 durante la guerra civile in Ruanda. Le accuse si sono rivelate infondate. Questo procedimento è l’ultimo che la Giustizia militare svizzera ha eseguito sulla base del diritto internazionale bellico.

Nel 1999 la Giustizia militare svizzera aveva avviato un’assunzione preliminare delle prove nei confronti di un cittadino ruandese per accertare se quest’ultimo avesse commesso crimini di guerra in relazione al genocidio in Ruanda del 1994. Nel 1994 l’interessato era membro del Governo di transizione del Ruanda. Nel giugno del 1994 era fuggito in Svizzera dove vive tuttora. Nel 2005 il giudice istruttore aveva chiuso l’assunzione preliminare delle prove e aveva proposto di non dar seguito al procedimento poiché non vi erano indizi di un comportamento punibile. L’uditore in capo aveva approvato tale proposta.

Quando, nell’estate del 2008, le autorità di perseguimento penale ruandesi hanno inoltrato una domanda d’estradizione nei confronti del cittadino ruandese, l’uditore in capo ha ordinato nuovamente un’assunzione preliminare delle prove. In stretta collaborazione con le autorità ruandesi e il Tribunale penale internazionale per il Ruanda (TPIR) sono state esaminate le nuove accuse mosse nei confronti del cittadino ruandese, tra l’altro tramite indagini approfondite sul posto nonché presso il TPIR ad Arusha (Tanzania).
È stato possibile accertare che le accuse alla base della domanda d’estradizione ruandese non hanno fondamento. Infine, anche le ultime sentenze della Camera d’appello del TPIR non hanno fornito elementi che giustificherebbero il proseguimento di un’inchiesta penale contro il cittadino ruandese. Su proposta del giudice istruttore, l’uditore in capo ha quindi deciso di non dare seguito nemmeno a questo procedimento. Tale decisione è passata in giudicato.

Questo procedimento è l’ultimo che la Giustizia militare svizzera ha eseguito sulla base della Convenzioni di Ginevra per la protezione delle persone civili in tempo di guerra. Dal 2011 in Svizzera i procedimenti per genocidio, crimini contro l’umanità e crimi di guerra sono di competenza del Ministero pubblico della Confederazione.


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Tobias Kühne
portavoce della Giustizia militare
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Ufficio dell'uditore in capo - Guistizia militare
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