Esportazioni di materiale bellico nel 2015

Berna, 23.02.2016 - Nel 2015 le imprese svizzere hanno esportato materiale bellico in 71 Paesi con l’autorizzazione della SECO per un totale di 446,6 milioni di franchi (2014: 563,5 mio.), che in confronto all’anno precedente corrisponde a un calo del 21 per cento e a una quota dello 0,16* per cento delle esportazioni complessive di merci dell’economia svizzera. Allo stesso tempo il volume delle nuove autorizzazioni è aumentato del 35 per cento, a 769 milioni di franchi. Anche lo scorso anno la SECO ha verificato in loco, per diversi Paesi destinatari, il rispetto delle dichiarazioni di non riesportazione.

1. Dati statistici sulle esportazioni di materiale bellico
Come le esportazioni complessive** della Svizzera, che nel 2015 sono diminuite del 2 per cento circa rispetto all’anno precedente, anche le esportazioni di materiale bellico hanno registrato un calo, scendendo a quota 446,6 milioni (116,9 mio. fr. o il 21 % in meno rispetto al 2014).

Nel periodo di riferimento le principali operazioni hanno riguardato l’esportazione in Germania di veicoli blindati e relativi componenti (47,3 mio.), la fornitura all’India di materiale per la direzione del tiro di sistemi di difesa antiaerea (45,5 mio.) e all’Indonesia di sistemi di difesa antiaerea, compresi pezzi di ricambio (43,3 mio.).

Circa il 56 per cento (2014: 66 %) del materiale bellico era destinato ai 25 Paesi dell’allegato 2 dell’ordinanza sul materiale bellico (OMB), che partecipano ai quattro regimi internazionali di controllo delle esportazioni per i prodotti strategicamente sensibili (gruppo dei Paesi fornitori di prodotti nucleari, gruppo Australia, regime di controllo della tecnologia dei razzi, accordo di Wassenaar)***.

Suddivise per continenti, le esportazioni verso l’Europa si sono attestate al 53,6 per cento (2014: 60,9 %), quelle verso l’America al 10,4 per cento (9 %), verso l’Asia al 32,3 per cento (29,7 %), verso l’Africa al 3,7 per cento (0,2 %) e verso l’Australia allo 0,1 per cento (0,1 %).
I cinque maggiori acquirenti sono stati la Germania (130,3 mio.), l’india (45,5 mio.), l’Indonesia (44,2 mio.), gli Stati Uniti (26,3 mio. fr.) e l’Italia (24,4 mio. fr.).

In base alle categorie di materiale bellico dell’allegato 1 OMB, nel 2015 le esportazioni si sono suddivise come segue: materiale per la direzione del tiro (cat. KM 5: 30,4 %), munizioni e parti di munizioni per armi di ogni calibro (cat. KM 3: 25,2 %), veicoli terrestri e parti di tali veicoli (cat. KM 6: 15,1 %), armi di qualsiasi calibro (cat. KM 2: 14,9 %) ed esplosivi militari e combustibili militari, inclusi i propellenti (cat. KM 8: 5,2 %).

Il restante 9,2 per cento è ripartito fra altre 5 categorie.

Nel 2015 sono state presentate alla SECO 2238 nuove domande di esportazione (2014: 2477). Di queste, 2191, per un valore totale di 1,018 miliardi, sono state accolte. Diversamente dall’anno precedente (5), nessuna domanda è stata respinta.

Su un totale di 1018 milioni di franchi di esportazioni autorizzate nel 2015, 249 milioni sono imputabili a operazioni già autorizzate in precedenza. Le nuove esportazioni autorizzate ammontano a circa 769 milioni e sono quindi aumentate di 201 milioni rispetto all’anno precedente (568).

La differenza tra il valore delle esportazioni effettive e quello delle domande di esportazione autorizzate si spiega con il fatto che alcuni beni vengono esportati soltanto l’anno dopo e che spesso le autorizzazioni non vengono utilizzate perché manca la necessaria copertura finanziaria o perché, per altre ragioni, il cliente sospende o annulla l’ordine.

Nel 2015 gli esportatori hanno presentato 49 domande di parere preliminare (2014: 80) sulla possibilità di ottenere un’autorizzazione d’esportazione in un determinato Paese. 15 di queste domande hanno ricevuto una risposta negativa (2014: 37). Esse riguardavano Paesi in Asia, Africa, Europa orientale, Medio Oriente e nei Caraibi. Tra i fattori che hanno portato al rifiuto vi sono il mantenimento della pace, della sicurezza internazionale e della stabilità regionale, la situazione interna del Paese destinatario, gli sforzi della Svizzera nell’ambito della cooperazione allo sviluppo e il rischio che le armi da esportare fossero utilizzate contro la popolazione civile o trasferite a un destinatario finale indesiderato.

2. Esportazioni di armi leggere e di piccolo calibro
Con il proprio rapporto annuale sul controllo dell’esportazione di armi leggere e di piccolo calibro la Svizzera partecipa agli sforzi internazionali per rendere più trasparente questo settore. Nel 2015 è stata autorizzata l’esportazione di 7933 armi leggere e di piccolo calibro (2014: 16 020), destinate soprattutto a imprese attive nel commercio di armi, imprese industriali, organi di polizia stranieri e altri enti statali.

Secondo l’indagine che l’Institut de hautes études internationales et du développement di Ginevra, istituto indipendente, effettua ogni anno sul grado di trasparenza nelle esportazioni di armi leggere e di piccolo calibro, la Svizzera figura ininterrottamente al primo posto dal 2009. A tutt’oggi, però, non è ancora possibile fornire informazioni sui risultati della Svizzera nel 2015 perché i dati più recenti sulla trasparenza saranno presentati solo in giugno 2016.


3. Verifica delle dichiarazioni di non riesportazione tramite ispezioni in loco (post-shipment verifications)
Dal 1° novembre 2012 la Svizzera può esigere, per il rilascio di un’autorizzazione all’esportazione di materiale bellico, il diritto di verificare in loco il rispetto della dichiarazione di non riesportazione.

Esercitando questo diritto, nel 2015 la SECO ha svolto, come previsto, ispezioni in loco (le cosiddette post-shipment verifications, PSV) in Estonia, Ghana, Indonesia, Giordania, Libano, Macao, Messico, Corea del Sud e Turchia. Questi Paesi hanno dimostrato di aver mantenuto l’impegno di non riesportare senza il consenso elvetico il materiale bellico ottenuto.

La Svizzera è uno dei pochi Paesi che controlla in loco le esportazioni di materiale bellico. Con il sostegno del DFAE e del DDPS, la SECO svolgerà queste ispezioni anche in futuro.

4. Revisione dell’ordinanza sul materiale bellico
Il 19 agosto 2015 il Consiglio federale ha completato l’OMB per disciplinare esplicitamente il transito di materiale bellico con aeromobili civili nello spazio aereo svizzero. Le nuove disposizioni sono entrate in vigore il 1° ottobre 2015.

Conformemente al nuovo articolo 5c OMB, il transito di materiale bellico con aeromobili civili nello spazio aereo svizzero è permesso se non viola il diritto internazionale pubblico. Inoltre, per decidere in merito al rilascio di un’autorizzazione vanno considerati anche i criteri di cui all’articolo 5 OMB applicabili a tutti gli affari concernenti materiale bellico. A differenza di quanto avviene per l’esportazione o il transito via terra, questi criteri non hanno tuttavia carattere vincolante. La nuova regolamentazione garantisce la coerenza con la normativa vigente in materia di aeromobili di Stato (osservanza del diritto internazionale pubblico) e con la prassi esistente. Permette inoltre di tutelare gli interessi pubblici della Svizzera e fornisce più margine di manovra nella valutazione dei singoli casi consentendo così di tener conto degli interessi di rango superiore in materia di politica estera o di sicurezza.

5. Controllo delle armi convenzionali: sviluppi a livello internazionale
Il 24 dicembre 2014 è entrato in vigore il trattato internazionale sul commercio delle armi (Arms Trade Treaty, ATT), approvato nel 2013 nel quadro dell’ONU. Dopo essere stato approvato dalle Camere federali e una volta scaduto inutilizzato il termine di referendum, l’ATT è entrato in vigore per la Svizzera il 30 aprile 2015. A metà febbraio 2016 era già stato firmato da 130 Stati e ratificato da 81 Stati.

Con l’entrata in vigore dell’ATT gli Stati contraenti sono tenuti a istituire una segreteria che li sosterrà nell’esecuzione efficace del trattato. Anche Ginevra ha presentato la propria candidatura per ospitare la sede della segreteria ed è riuscita a imporsi su Port of Spain (Trinidad e Tobago) e Vienna (Austria). Nel quadro della prima conferenza degli Stati contraenti tenutasi in Messico dal 24 al 27 agosto 2015, Ginevra è stata confermata all’unanimità quale sede della segreteria. Grazie alla presenza della segreteria dell’ATT a Ginevra la Svizzera auspica di disporre dei presupposti ottimali per attuare gli obiettivi del trattato. A Ginevra più di 170 Stati sono già rappresentati dalle loro missioni che possono così coordinarsi e sostenersi a vicenda appunto per l’attuazione del trattato. Nel contempo ciò consente di sfruttare le competenze degli esperti in materia di proliferazione di materiale bellico e armi leggere, facenti a capo a numerose ONG e istituti di ricerca. Infine l’ubicazione ginevrina della segreteria dell’ATT ne rafforzerà il profilo quale centro di competenza per la politica della sicurezza internazionale.


6. Statistica sui beni militari speciali dell’allegato 3 dell’ordinanza sul controllo dei beni a duplice impiego (OBDI)
La SECO pubblica anche una statistica sui beni militari speciali dell’allegato 3 dell’ordinanza sul controllo dei beni a duplice impiego (ad es. velivoli militari da addestramento non armati, veicoli da ricognizione teleguidati, visori notturni). Nel 2015 il valore totale delle autorizzazioni rilasciate in base ai criteri previsti dalla legislazione sul controllo dei beni a duplice impiego si è attestato a 1’165 milioni di franchi, di cui 1’014 milioni sono imputabili a operazioni già autorizzate in precedenza. Le nuove operazioni autorizzate lo scorso anno sono quindi ammontate a 151 milioni di franchi. In base all’OBDI, le autorizzazioni sono valide per un anno e sono prorogabili un’unica volta per sei mesi, dopodiché devono essere rinnovate. Siccome la tariffa doganale non prevede una distinzione per i beni militari speciali, non è possibile rilevare dati in merito ai beni effettivamente esportati.

*Non è possibile confrontare questo dato con quello degli anni precedenti perché la statistica del commercio mondiale tiene conto della compravendita di oro e argento in lingotti e monete.

**Commercio estero totale, inclusi metalli preziosi, pietre preziose e semipreziose, oggetti d’arte e d’antiquariato.

***Argentina, Australia, Austria, Belgio, Canada, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Italia, Giappone, Lussemburgo, Norvegia, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Ungheria.


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Ultima modifica 05.01.2016

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