Rapporto concernente le cassette di sicurezza e i relativi rischi di abuso in materia di riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo

Berna, 14.12.2015 - In data odierna il Dipartimento federale delle finanze (DFF) ha pubblicato un rapporto concernente le cassette di sicurezza e i relativi rischi di abuso in materia di riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo. Il rapporto definisce i diversi tipi di cassette di sicurezza utilizzati in Svizzera, illustra le pertinenti basi legali in vigore e analizza i rischi. Il rapporto conclude che la regolamentazione attuale è sufficiente.

Il rapporto fornisce una panoramica sulle cassette di sicurezza esistenti e sulla possibilità di utilizzarle al fine degli abusi in materia di riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo. Sono esposte a rischi di abuso le cassette di sicurezza che garantiscono una custodia illimitata di beni patrimoniali o di oggetti di valore. In particolare soddisfano questi criteri le cassette di sicurezza delle banche, le cassette di sicurezza altamente protette al di fuori del settore bancario, così come i cosiddetti «self storage box» e i locali di deposito ben custoditi.

Inoltre il rapporto illustra il quadro normativo in materia di riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo concernente la locazione di cassette di sicurezza e le pertinenti regole deontologiche. Fornisce in aggiunta chiarimenti sui possibili rischi e sugli abusi concreti.

Nonostante sussista un potenziale rischio di abuso per determinate categorie di cassette di sicurezza, secondo il rapporto nulla rivelerebbe la presenza di un abuso effettivo e quindi di un pericolo reale. Nel quadro di un procedimento penale, alle autorità di perseguimento penale è concesso l’accesso a tutte le categorie di cassette di sicurezza. Non è stato constatato un aumento dei casi di abuso.

Una regolamentazione in materia sarebbe eccessiva

Nel suo rapporto il DFF giunge alla conclusione che estendere la definizione di intermediazione finanziaria alla mera custodia fisica di valori patrimoniali sarebbe complesso e genererebbe verosimilmente costi elevati. Occorre inoltre notare che l’attuale regolamentazione soddisfa gli standard internazionali.

Poiché secondo le osservazioni riportate nel rapporto non vi sarebbe alcun chiaro interesse pubblico che giustifichi una regolamentazione supplementare, il DFF considera sufficiente la normativa esistente in ottemperanza al principio di proporzionalità. Tuttavia, il DFF seguirà gli sviluppi in materia ed esaminerà, se necessario, la possibilità di adottare ulteriori misure.

Il presente rapporto viene pubblicato in risposta all’interpellanza del consigliere agli Stati Fabio Abate (14.4049) e alle domande del Parlamento esposte nel 2014. Il rapporto intende altresì fornire una base comune per le future discussioni riguardanti questo tema.


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Anne Césard, Comunicazione, Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali SFI,
tel. +41 58 462 62 91, anne.cesard@sif.admin.ch



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Ultima modifica 05.01.2016

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