Il Consiglio federale avvia la consultazione per un sistema di incentivazione nel settore del clima e dell’energia

Berna, 13.03.2015 - L’8 marzo 2015 il Popolo svizzero ha chiaramente respinto l’iniziativa «Imposta sull’energia invece dell’IVA» presentata dal Partito verde liberale. L’iniziativa chiedeva l’introduzione di un’imposta sui vettori energetici non rinnovabili contestualmente all’abolizione dell’imposta sul valore aggiunto. Con la Strategia energetica 2050 il Consiglio federale segue una via diversa. La prima fase fino al 2021 comprende un pacchetto di misure per il quale il Governo ha elaborato un ampio progetto di legge, attualmente dibattuto in Parlamento. La seconda fase della Strategia energetica 2050 prevede una nuova impostazione della politica climatica e di quella energetica. Dal 2021 avverrà il passaggio dal sistema di promozione a quello d’incentivazione. La base della seconda fase è costituita da un articolo costituzionale per il quale, in data odierna, il Consiglio federale ha avviato una consultazione.

Dal 2021, nella politica climatica ed energetica dovrebbe avvenire il passaggio dal sistema di promozione a quello d'incentivazione. Con il proposto inserimento nella Costituzione, il Consiglio federale intende conferire legittimità democratica a questa decisione di principio. Sono previsti un nuovo articolo costituzionale dedicato alle tasse sul clima e sull'elettricità nonché disposizioni che precisano l'eliminazione graduale delle vigenti misure di promozione e il passaggio al sistema d'incentivazione.

Le tasse d'incentivazione dovrebbero fornire un importante contributo alla riduzione delle emissioni di gas serra e al consumo parsimonioso ed efficiente dell'energia. Secondo l'articolo costituzionale proposto dovranno essere riscosse tasse su combustibili e carburanti nonché sull'elettricità. In una prima fase il Consiglio federale ritiene più opportuno non assoggettare i carburanti alla tassa d'incentivazione, poiché nel quadro del progetto concernente il Fondo per le strade nazionali e il traffico d'agglomerato (FOSTRA) è già previsto un aumento di 6 centesimi al litro del supplemento fiscale sugli oli minerali.

Le tasse d'incentivazione saranno calcolate in modo da fornire un notevole contributo al raggiungimento degli obiettivi climatici ed energetici della Confederazione. L'articolo costituzionale obbliga il legislatore a prendere in considerazione le imprese, che sarebbero eccessivamente gravate dalla riscossione delle tasse e fortemente penalizzate rispetto alla concorrenza estera. Il margine di manovra dovrebbe spaziare dalla riduzione delle aliquote all'esenzione dalla riscossione di singole tasse.

I proventi delle tasse sul clima e sull'elettricità saranno ridistribuiti alla popolazione e all'economia, senza aumentare l'onere complessivo per le economie domestiche e le imprese. Tuttavia, nel periodo di transizione una parte delle entrate potrà ancora essere utilizzata per finanziare misure di promozione. Le misure di sostegno finanziate con la destinazione parzialmente vincolata della vigente tassa sul CO2 (segnatamente il Programma Edifici, il Fondo per le tecnologie) dovrebbero essere soppresse gradualmente dal 2021 fino alla fine del 2025. Anche le misure finanziate con l'attuale supplemento di rete, come la rimunerazione a copertura dei costi per l'immissione in rete di energia elettrica (RIC), dovrebbero essere soppresse. I contributi per la promozione di nuovi impianti nel quadro della RIC dovrebbero essere erogati fino alla fine del 2030 ed essere limitati al massimo fino al 2045.

L'articolo costituzionale proposto lascia al legislatore un margine di manovra sufficiente per concretizzare le tasse sul clima e sull'elettricità e garantisce una fase di transizione flessibile tra il sistema di promozione e il sistema d'incentivazione. Il rapporto esplicativo informa anche sullo stato attuale dei lavori per una possibile attuazione delle tasse d'incentivazione. Ulteriori lavori di approfondimento sono ancora in corso. La consultazione dura fino al 12 giugno 2015.


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