Previdenza per la vecchiaia 2020: il Consiglio federale adotta il messaggio

Berna, 19.11.2014 - Il Consiglio federale ha adottato e trasmesso al Parlamento il messaggio sulla riforma della previdenza per la vecchiaia. La riforma garantisce il mantenimento del livello delle prestazioni della previdenza per la vecchiaia mediante un approccio globale ed equilibrato. Intende inoltre provvedere affinché l'AVS e la previdenza professionale siano finanziate in misura sufficiente e consentano un passaggio più flessibile al pensionamento.

I punti essenziali della riforma Previdenza per la vecchiaia 2020 sono esposti di seguito.

  • Età di riferimento unica a 65 anni per le donne e per gli uomini: sia nell'AVS che nella previdenza professionale, per le donne e per gli uomini varrà la stessa età di riferimento ai fini della riscossione della rendita senza riduzioni né supplementi.
  • Impostazione flessibile e individuale del pensionamento: ogni assicurato potrà scegliere liberamente il momento del pensionamento tra i 62 e i 70 anni e decidere allo stesso tempo se riscuotere rendite intere o solo una parte di esse, il che consentirà un pensionamento graduale. Fino al momento in cui non verrà riscossa la totalità della rendita AVS, quest'ultima potrà essere migliorata con ulteriori contributi fino a concorrenza della rendita massima. Per le persone con redditi modesti che hanno lavorato a lungo, in caso di riscossione prima dei 65 anni la rendita dell'AVS sarà ridotta in misura minore.
  • Adeguamento dell'aliquota minima di conversione nella previdenza professionale obbligatoria all'evoluzione della speranza di vita e dei rendimenti del capitale: l'aliquota minima di conversione sarà ridotta di 0,2 punti percentuali l'anno per quattro anni, finché non avrà raggiunto il 6,0 per cento.
  • Mantenimento del livello delle prestazioni nella previdenza professionale: la deduzione di coordinamento sarà soppressa e gli accrediti di vecchiaia saranno adeguati in modo tale che le rendite della previdenza professionale obbligatoria non diminuiscano nonostante l'adeguamento dell'aliquota minima di conversione. Il fondo di garanzia aiuterà i lavoratori più anziani nella costituzione del capitale. Inoltre, gli accrediti di vecchiaia non aumenteranno più per gli assicurati ultraquarantacinquenni, al fine di rafforzare la loro posizione sul mercato del lavoro.
  • Miglioramento della ripartizione delle eccedenze, della vigilanza e della trasparenza nell'attività del 2° pilastro: la quota minima sarà aumentata al 92 per cento; in altre parole, almeno il 92 per cento delle eccedenze realizzate nell'attività del 2° pilastro sarà attribuito agli assicurati. Attualmente le società assicurative private possono trattenere fino al 10 per cento.
  • Prestazioni mirate per i superstiti: le rendite per vedove dell'AVS saranno concesse solo alle donne che, al momento del decesso del coniuge, avranno almeno un figlio avente diritto a una rendita per orfani o bisognoso di cure. La rendita vedovile dell'AVS sarà ridotta dall'80 al 60 per cento della rendita di vecchiaia corrispondente; al contempo, la rendita per orfani sarà aumentata dal 40 al 50 per cento.
  • Parità di trattamento tra indipendenti e salariati nell'AVS: per tutti varranno gli stessi tassi di contribuzione. La tavola scalare dei contributi decrescente per gli indipendenti sarà abolita.
  • Miglior accesso al 2° pilastro: la soglia d'entrata della previdenza professionale obbligatoria passerà da poco più di 21 000 franchi a 14 000. Questo permetterà di migliorare la copertura assicurativa delle persone che conseguono redditi modesti o svolgono più attività con gradi d'occupazione bassi, ovvero soprattutto donne.
  • Finanziamento aggiuntivo a favore dell'AVS: un aumento proporzionale dell'IVA di al massimo 1,5 punti percentuali fornirà i mezzi supplementari necessari al finanziamento dell'AVS. Con l'entrata in vigore della riforma l'IVA sarà aumentata di 1 punto percentuale; il secondo aumento sarà attuato solo qualora la situazione finanziaria dell'AVS lo richieda.
  • Garanzia della liquidità per l'AVS: un meccanismo d'intervento farà sì che le misure a garanzia dell'AVS siano adottate tempestivamente. Se si prevede che il livello del Fondo di compensazione AVS scenderà al di sotto del 70 per cento delle uscite di un anno, il Consiglio federale dovrà proporre contromisure. Nel caso in cui il livello scenda effettivamente sotto questa soglia, scatteranno misure predefinite.
  • Semplificazione dei flussi finanziari tra la Confederazione e l'AVS: la Confederazione rinuncia alla quota del 17 per cento sul percento demografico IVA, riscosso dal 1999 a favore dell'AVS. In compenso, il contributo della Confederazione all'AVS scenderà dal 19,55 al 18 per cento delle uscite dell'assicurazione.

Il Consiglio federale è convinto che queste misure costituiscano un pacchetto di riforma equilibrato e in grado di ottenere un consenso maggioritario. Esso permetterà di garantire il mantenimento del livello delle prestazioni della previdenza per la vecchiaia e il finanziamento del 1° e del 2° pilastro, ripartire equamente gli oneri e preparare la previdenza per la vecchiaia svizzera alle sfide future.

La riforma della previdenza per la vecchiaia rende necessaria la modifica di diverse leggi, ma anche l'emanazione di un decreto federale separato per l'aumento delle aliquote dell'imposta sul valore aggiunto, sancite nella Costituzione. Per mantenere l'approccio globale della riforma, il Consiglio federale presenta tutte le modifiche di legge in un atto mantello, vincolandolo alla modifica costituzionale. In tal modo, si intende evitare che vengano accettate le modifiche della previdenza per la vecchiaia ma non il loro finanziamento o, viceversa, che vengano richiesti mezzi supplementari quando le riforme sono state respinte.

Considerazione dei risultati della consultazione

Il Consiglio federale ha adottato anche il rapporto sulla procedura di consultazione, dal quale emerge che la necessità della riforma è incontestata. I suoi obiettivi principali – ossia il mantenimento del livello delle rendite e la garanzia del finanziamento della previdenza per la vecchiaia – hanno raccolto un ampio consenso. Con il ridimensionamento dell'aumento dell'IVA, la rinuncia alla deduzione di coordinamento e la semplificazione dei flussi finanziari tra l'AVS e la Confederazione, il Consiglio federale ha tenuto conto di alcune importanti richieste formulate nel quadro della consultazione.

In tale occasione si sono levate voci che hanno rivendicato la divisione del progetto, senza però trovare un'intesa sull'impostazione concreta dei singoli pacchetti di riforma. Considerato che negli ultimi anni tutte le riforme parziali sono fallite perché ritenute non equilibrate, ogni singolo pacchetto dovrebbe essere equilibrato al fine di ottenere un consenso maggioritario, il che sarebbe di gran lunga più difficile che nel caso di un'ampia riforma globale. Il Consiglio federale resta pertanto del parere che la riforma avrà maggiori probabilità di successo se presentata sotto forma di un solo e unico pacchetto. È però disposto a discutere di un’entrata in vigore a tappe del progetto.

La riforma Previdenza per la vecchiaia 2020 si basa sulle decisioni di fondo adottate dal Consiglio federale nel novembre 2012, nel novembre 2013 e nel giugno 2014 nonché sui risultati di diversi progetti di ricerca che hanno analizzato aspetti legati all'evoluzione demografica, economica e socioculturale in Svizzera.


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Ultima modifica 05.01.2016

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