Ordinanza sul CO2: il Consiglio federale vuole agevolare i progetti in Svizzera

Berna, 08.10.2014 - L’8 ottobre 2014 il Consiglio federale ha adottato diverse modifiche tecniche dell’ordinanza sulla riduzione delle emissioni di CO2 volte a facilitare l’attuazione di progetti di riduzione delle emissioni di gas serra in Svizzera. Sono state inoltre aggiunte nuove disposizioni per offrire una soluzione alle imprese che attualmente non riescono ad acquistare sufficienti diritti di emissione sul mercato nazionale. Queste modifiche entrano in vigore il 1° dicembre 2014.

L’ordinanza sulla riduzione delle emissioni di CO2 (ordinanza sul CO2) è entrata in vigore a gennaio 2013. Sulla base delle prime esperienze maturate, l’ordinanza è stata precisata e adattata a livello tecnico per quanto concerne i seguenti aspetti: attestati per i progetti e i programmi di riduzione delle emissioni realizzati in Svizzera, prescrizioni sulle emissioni di CO2 delle automobili messe in circolazione per la prima volta, sistema di scambio delle quote di emissione (SSQE) (cfr. riquadro), esenzione dalla tassa sul CO2 per le imprese che non partecipano al SSQE, fondo per le tecnologie per la concessione di fideiussioni, registro svizzero dello scambio di quote si emissioni. Nel quadro della consultazione, precisazioni e modifiche sono state approvate dalla maggioranza delle cerchie interessate.

Soluzioni per le imprese che partecipano al sistema di scambio di quote

Nell’ordinanza sul CO2 sono state introdotte nuove disposizioni sui casi di rigore per offrire una soluzione alle imprese che devono partecipare al sistema di scambio delle quote di emissione (SSQE), ma che non sono in grado di acquistare sufficienti diritti d’emissione a prezzo economicamente sostenibile perché i sistemi di scambio svizzero ed europeo non sono ancora collegati.

Su richiesta, l’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) potrà aumentare il numero di certificati stranieri che possono essere presi in considerazione da un'impresa, a condizione che quest'ultima si sia impegnata ad acquistare la stessa quantità di diritti d’emissione europei. In caso di collegamento dei due sistemi, tali certificati saranno sostituiti da diritti d’emissione europei e le imprese potranno vendere i certificati sul mercato internazionale. Nel caso in cui invece i due sistemi non vengano collegati prima del 2018, le imprese potranno utilizzare certificati stranieri e vendere diritti d’emissione europei sul mercato europeo.


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Andrea Burkhardt, capo della divisione Clima, UFAM, tel. +41 58 462 64 94



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