Vicino Oriente: le parti in conflitto devono ascoltare con urgenza gli appelli internazionali

Berna, 30.07.2014 - Per proteggere la popolazione civile nel Territorio palestinese occupato e in Israele e fornire assistenza alle numerose vittime a Gaza, i belligeranti devono applicare con urgenza un cessate il fuoco effettivo e impegnarsi incondizionatamente a rispettare gli obblighi sanciti dal diritto internazionale. Il DFAE conferma il proprio sostegno agli sforzi internazionali e ribadisce i suoi appelli e la disponibilità a contribuire a migliorare le sorti dei civili e a rilanciare una soluzione politica del conflitto. In quanto Stato depositario, la Svizzera ha avviato le consultazioni presso i Paesi aderenti alle Convenzioni di Ginevra in seguito alla richiesta ufficiale da parte palestinese di convocare una conferenza entro la fine dell’anno.

Di fronte al crescente numero di vittime civili nonché ad atti e dichiarazioni incuranti degli appelli internazionali, la Svizzera ribadisce le richieste e le proposte che ha recentemente espresso in seno al Consiglio dei diritti umani e, a livello bilaterale, presso tutte le parti in conflitto. Urgono misure immediate per evitare l’aggravarsi e l’estendersi del conflitto stesso e per attenuarne l’impatto sulla popolazione civile. 

Il 25 luglio, il consigliere federale Didier Burkhalter ha risposto alla richiesta del presidente palestinese Abbas, che chiede ai Paesi aderenti alle Convenzioni di Ginevra di convocare una conferenza entro la fine dell’anno. La Svizzera ha comunicato la richiesta agli altri Stati parte delle Convenzioni di Ginevra e sta attualmente conducendo consultazioni informali in merito all’eventuale organizzazione di tale conferenza. Affinché quest’ultima sia possibile, è necessario che gli Stati parte raggiungano un ampio consenso sia sull’organizzazione stessa della conferenza sia sulle modalità di svolgimento e sui risultati attesi. 

Oltre ad svolgere il ruolo notarile di Stato depositario, la Svizzera si impegna anche direttamente, sotto altre forme, attraverso il proprio aiuto umanitario e la propria cooperazione allo sviluppo nonché mediante interventi a favore del rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario, e il DFAE si unisce agli sforzi internazionali per una pace giusta e duratura. La Svizzera conferma la propria disponibilità ad alleviare le sofferenze delle vittime e a favorire la soluzione del conflitto.

Urge un cessate il fuoco totale e duraturo che consenta ai civili di vivere al riparo della paura e alle vittime di ricevere i soccorsi delle istituzioni umanitarie. Il diritto internazionale umanitario deve essere rispettato in qualsiasi circostanza, ossia incondizionatamente, poiché le relative norme indicano requisiti minimi che tengono già conto delle necessità militari e di sicurezza. Oggi le vittime civili, tra cui in particolare bambini uccisi o feriti, sarebbero molte di meno se, nella conduzione del conflitto, fossero stati pienamente rispettati i principi di distinzione, precauzione e proporzionalità. La Svizzera ribadisce con la massima fermezza la propria condanna nei confronti di tutti gli atti che violano il diritto internazionale, a prescindere dai loro autori.

Di fronte alle violazioni del diritto internazionale umanitario commesse a Gaza e a partire da Gaza, nonché in considerazione delle controversie sulle relative responsabilità, il DFAE ritiene necessario un accertamento completo e imparziale dei fatti. Per questo ha sostenuto e accoglie con favore l’istituzione, da parte del Consiglio dei diritti umani, di una commissione d’inchiesta internazionale indipendente incaricata di condurre indagini sulla totalità delle violazioni con il sostegno di tutti gli attori coinvolti.

La Svizzera rimane convinta del fatto che il conflitto israelo-palestinese non possa essere risolto per via militare. Soltanto con negoziati volti a consentire la creazione di uno Stato palestinese effettivo, contiguo e sovrano, che sia basato sulle frontiere del 1967 e coesista con uno Stato d’Israele riconosciuto a livello internazionale all’interno di confini sicuri, si potrà trovare una soluzione duratura a questo conflitto.   


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