Maggiore trasparenza nel settore delle materie prime

Berna, 25.06.2014 - Il Consiglio federale vuole aumentare la trasparenza nel settore svizzero delle materie prime. Pertanto, proporrà adeguate disposizioni nell’avamprogetto di revisione del diritto della società anonima, che sarà posto in consultazione a fine anno. Come afferma in un rapporto adottato mercoledì, tali disposizioni permetteranno alla Svizzera di contribuire a un comportamento responsabile delle imprese e degli Stati ricchi di materie prime. Inizialmente, le disposizioni saranno applicabili alle imprese quotate in borsa nonché alle grandi imprese operanti nell’estrazione di materie prime.

Il rapporto scaturisce da una raccomandazione formulata nel rapporto di base sulle materie prime, del 27 marzo 2013, e dal postulato 13.3365 «Maggiore trasparenza nel settore delle materie prime». Nel rapporto il Consiglio federale sottolinea l'importanza di questo settore per il nostro Paese, che è investito di una responsabilità particolare quale piazza internazionale rilevante del commercio di materie prime. Emanando disposizioni sulla trasparenza la Svizzera può contribuire a un comportamento responsabile delle imprese e degli Stati ricchi di materie prime e alla lotta contro la corruzione.

Pubblicazione degli importi versati a servizi statali

A parere del Consiglio federale, le disposizioni sulla trasparenza vanno introdotte in maniera coordinata sul piano internazionale in modo da non creare condizioni quadro sfavorevoli per le imprese svizzere rispetto ad altre piazze economiche rilevanti. Pertanto, un disciplinamento svizzero dovrebbe orientarsi alle regolamentazioni UE e USA attuate al momento. Tali norme prevedono che gli importi versati a servizi statali per l'estrazione di minerali, petrolio, gas e legno siano pubblicati annualmente.

Le disposizioni sulla trasparenza proposte dal Consiglio federale nell'ambito della revisione del diritto della società anonima saranno applicabili, come le direttive UE, alle imprese quotate in borsa nonché alle grandi imprese operanti nell'estrazione di materie prime. Si rinuncia, per ora, all'estensione delle norme al commercio di materie prime con servizi statali. Grazie a una norma di delega il Consiglio federale avrà tuttavia la possibilità di procedere ad adeguamenti in risposta a nuove situazioni.

La Svizzera continuerà inoltre ad adoperarsi su scala internazionale, in seno all'EITI (Extractive Industries Transparency Initiative) in favore di uno standard globale nel settore minerario e delle materie prime, come afferma il Consiglio federale nel rapporto. Questo standard prevede disposizioni sulla trasparenza il più uniformi e chiare possibili per tutte le imprese attive nell'estrazione e nel commercio di materie prime. Infine, nella cooperazione allo sviluppo la Svizzera potrà continuare a impegnarsi al fine di migliorare l'informazione e il monitoraggio.


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